Venezia 76: AD Astra, Brad Pitt vola nello spazio /Recensione

Settembre 1, 2019 di Roberto Leofrigio

Ad Astra

Venezia 76 , Ad Astra di James Gray con protagonista l’attesissimo Brad Pitt, riscuote consensi in laguna e l’inevitabile bagno di folla con i cacciatori di Selfie ormai più pericolosi dei famigerati hooligans. Tuttavia il giudizio sulla pellicola vira sul bene, ma non benissimo, per parafrasare una commedia nostrana. La storia ci narra la missione del cosmonauta Roy McBride viaggia fino ai confini estremi del sistema solare per ritrovare il padre scomparso e svelare un mistero che minaccia la sopravvivenza del nostro pianeta. Il suo viaggio porterà alla luce segreti che mettono in dubbio la natura dell’esistenza umana e il nostro ruolo nell’universo.

Ad Astra

James Gray ha dichiarato: “Ho trovato una citazione di Arthur C. Clarke, autore di 2001: Odissea nello spazio: “Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo, o non lo siamo. Entrambe sono terrificanti”. Allora ho pensato che non avevo mai visto un film su di noi, soli nell’universo. L’idea dei viaggi nello spazio è bella e terrificante al tempo stesso: io sono un grande sostenitore delle esplorazioni spaziali, che però a volte sono semplicemente un modo per fuggire. Questo mi ha trasportato in una dimensione intima: la storia di un padre e di un figlio. Spero che le persone capiscano che dobbiamo apprezzare le esplorazioni e amare la Terra. Bisogna preservare la Terra e i legami umani, a ogni costo.”

Tuttavia bisogno dare atto a Gray e Pitt. promotori del progetto, di essere riusciti in un curioso ibrido fantascientifico, che risulta in alcuni momenti (con tanto di citazioni) un discreto film di fantascienza che cerca,  rispettando la formula dell’intrattenimento, di portarci dentro una possibile avventura futuristica, ma in realtà troppo spesso risulta carica di azione inutili con scene bellissime che si sposano male con il tentativo di mantenersi su un livello di credibilità. Una su tutta un fantastico inseguimento con le rover lunari che subiscono un’agguato stile diligenza del far-west, un qualcosa che stride, con la pellicola che cerca di mantenersi su un livello di credibilità fantascientifica, sposando poi una storia molta intima, con lunghi dialoghi affidati ad un narratore come Brad Pitt.

In conclusione  un’ ottimo film d’intrattenimento, ma sicuramente non un film di fantascienza. Sicuramente una pellicola che avrà  divertito il nostro Luca Parmitano in orbita al comando della stazione spaziale, nel contare i numerosi errori di carattere scientifico, ma che non pregiudica la visione a chi si accontenta del solito film hollywoodiano, e probabilmente non hai mai visto o compreso 2001: odissea nello spazio. 

Ad Astra

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