The Farewell, recensione di un film che ribalta l’idea del lutto

Ottobre 20, 2019 di Giorgia Terranova

The Farewell -Awkwafina, Tzi Ma, Diana Lin Hong, Lu Hong, Jiang Yongbo, Chan Han, Aoi Mizuhara e Li Xiang

The Farewell, di Lulu Wang, esplora temi come il lutto, la famiglia e le tradizioni della cultura orientale. E lo fa con ironia e dolcezza.

Una bugia buona

Il film The Farewell, di Lulu Wang, presentato alla 14ª Festa del Cinema di Roma, racconta la storia di Billi (Awkwafina) e della sua famiglia. Nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, ritorna a malincuore a Changchun e scopre che all’amata nonna Nai-Nai (Zhao Shuzhen) restano poche settimane di vita. Ma l’unica a non saperlo è proprio la nonna. I familiari, per farla felice, decidono di riunirsi e tornare dai vari angoli del mondo per improvvisare un matrimonio. Per Billi è la possibilità di riscoprire il Paese che la lasciato da bambina, la sorprendente vitalità della nonna e la certezza dei legami profondi. Che, nonostante tutto, resistono.

Porsi domande

Ambizioso il film di Lulu Wang. A contesto familiare, The Farewell non si sofferma solo sui legami e gli affetti tra i vari componenti del nucleo familiare, ma va oltre, riuscendo ad esprimere ogni emozione. E ogni tema. Il lutto, la morte e la malattia in una concezione diversa, positiva. Illegale, in molti Paesi del mondo. Nonostante la protagonista esprima il suo disaccordo, simbolo dei motivi per cui questa scelta forse non sia giusta, lei stessa ha dei dubbi: sarebbe davvero meglio saperlo? Una scelta carica di dolcezza quella che prendono. “Vorremo dirglielo per egoismo, per non portare questo peso da soli” dice nel film lo zio di Billi durante una conversazione con la ragazze e il fratello. Ed è probabile che sia vero. La condivisione di un dolore è sempre diversa. È come l’illusione di un male minore. Senza sensi di colpa e con la coscienza pulita.

Divertente e ironico

Fingere davanti all’arzilla e ironica Nai-Nai dà vita a un gioco di equivoci divertente e simpatico, che alleggerisce il dramma della storia. Il film, come molti film orientali, rappresenta la cultura di un Paese come la Cina, che cerca di conservare la propria identità. Billi è americana e forse preferisce vivere in America, ma riscoprendo tutto ciò che ritrova nel suo Paese, iniziano le sue incertezze. E non solo per rimanere accanto alla nonna. I sentimenti e l’interiorità dei personaggi è perfettamente espressa, e risulta l’elemento più coinvolgente del film.

The Farewell - Awkwafina e Zhao Shuzhen
Awkwafina e Zhao Shuzhen in una scena del film

Scoprire e riscoprire

Una numerosa famiglia, grandi festeggiamenti, preparativi ed entusiasmo per il matrimonio ci fanno addentrare ancor di più in quelle che sono le tradizioni della Cina. Rendendoci così partecipi delle cultura e dei costumi di una società lontana dalla nostra. Da quella occidentale. Questo divario viene accentuato dal film stesso. Perché The Farewell cerca anche di raccontare queste differenze. Scherzando e suscitando a volte ilarità, proprio sullo stile di vita e costumi orientali. Ecco che Lulu Wang realizza un film addirittura auto-ironico, divertente e profondo. Che forse commuove sul finale, senza però far smettere di sorridere.

Lunghe tavolate

Inquadrature impeccabili, con campi lunghi e primi piani. I luoghi e i personaggi al centro del racconto. Essendo a contesto familiare sono presenti molte scene di pranzi e cene, dove la macchina da presa intende riprendere i personaggi tutti insieme. Attorno ad una tavola imbandita. Con pietanze e piatti che catturano l’attenzione in un’esplosione di colori. Una scena forse considerata banale e quotidiana. Ma simbolo invece di festa, convivialità, famiglia e vitalità. Tutto ciò che è centrale nel film. Caratteristiche incarnate perfettamente dalla nonna, personaggio che muove la storia.

The Farewell - Lu Hong, Zhao Shuzhen, Awkafina
Lu Hong, Zhao Shuzhen, Awkafina in una scena del film

Tecnica funzionale e vincente

Un’ottima fotografia, attenta alle minime tinte di colore e densa di dettagli, nonostante una regia che non si sofferma troppo sui particolari. Luminosa e satura, caratterizzata dalla nitidezza di ogni gradazione. Un’interpretazione magistrale di ogni attore, prime fra tutte Zhao Shuzhen e Awkwafina, soprattuto nel rendere l’alchimia del loro rapporto speciale. Temi ben resi, ottima tecnica e originalità. Un film quasi perfetto.

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