domenica , 18 Agosto 2019
Sanremo 2019, Simone Cristicchi: “Alla ricerca della felicità”
Simone Cristicchi - "Abbi Cura Di Me" - COVER

Sanremo 2019, Simone Cristicchi: “Alla ricerca della felicità”

Simone Cristicchi in conferenza stampa, parla del suo nuovo disco, in uscita l’8febbraio 2019, e di cosa è per lui la felicità.

Simone Cristicchi è in gara al festival di Sanremo, tra i Big, con il brano “abbi cura di me”, il cantante ha lavorato anche a un documentario con l’anno regia di Andrea Cocchi. In cui, chiede, a svariati personaggi che cosa è per loro la felicità. Ecco cosa racconta in conferenza.

Simone Cristicchi: Per me è un emozione tornare a Sanremo dopo sei anni, ho fatto molto teatro è proprio durante questo periodo ho scritto “abbi cura di me”, l’ho scritta per lanciare il significato di ciò che vuol dire essere felici, il mio progetto infatti è collegato a questo, alla felicità. Ho intervistato centinaia di persone, bambini, filosofi, scienziati, scrittori, chiedendogli  cosa fosse per loro la felicità. Questo è un modo per presentare il mio disco, in uscita l’8 febbraio composto da 21 brani. Sono emozionato perché la canzone ha un effetto palla di neve, ogni minuto o ora che passa cresce sempre di più, l’accoglienza che sta avendo nei social e nel pubblico mi rallegra molto e mi emoziona nello stesso tempo. Volevo ringraziare la Sony, tutte le persone che lavorano con me e anche voi che ora siete qui. Volessi che ognuno partecipasse a questo mio progetto, chiedendo loro cosa fosse la felicità.

Le tue canzoni hanno un impronta poetica e ora letterale, quanto è stato difficile comporla metricamente?
Simone Cristicchi: “È una delle canzoni in cui ho impiegato più tempo per scriverla e ogni singola parola è stata scelta con precisione. Per scrivere un testo così quelle parole vanno vissute in prima persona. Nella canzone ci sono temi come la bellezza la felicità il perdono la sofferenza, noi veniamo al mondo dalla pancia della nostra mamma e da quel luogo protetto ci troviamo poi in un mondo in cui ci accarezza e ci prende anche a schiaffi. Ognuno trova la felicità come vuole, chi con la famiglia o con la persona amata e chi con dio. La mia canzone pone al centro l’uomo e la sua fragilità, e affronta il tema di una comunità in cui la felicità di uno e la felicità degli altri”.

Simone Cristicchi
Simone Cristicchi

Quanto dura il documentario? Quante interviste ci sono? Come lo divulgherete?
Simone Cristicchi: Ci sono un centinaio di interviste, fatte sparse per L Italia ma anche a Parigi e a Londra. Vorrei approfondire personaggi come il Monaco Zen, Mogol, Renzo Arbore, sono personalità interessanti in cui nel mio documentario dedicherò più spazio. Non sappiamo ancora come divulgarlo, alcune reti note televisive vorrebbero trasmetterlo.

Cosa vuol dire per te essere veramente felici?

Simone Cristicchi: Ogni persona mi ha dato una risposta diversa, su come ognuno vede la felicità. Per me la felicità è come lasciare dei semi alle proprie spalle per poi ritrovarsi dopo con un pezzo di qualcosa in mano per essere felici. 

Cosa pensi del bullismo?

Simone Cristicchi: Il mio pensiero è che i bambini sono lo specchio e la spugna di questa società, se vedono odio provano odio se vedono serenità sono sereni. Loro sono il nostro futuro, provano difficoltà anche loro durante la giornata è il loro vissuto. Il bellissimo c’è sempre stato.

Per te cos’è la felicità?

Simone Cristicchi: Quando avevo 12 anni mi sono chiuso nella mia stanza a disegnare, mi sono costruito un mondo parallelo nel disegno per descrivere il mio mondo interiore. Per me la felicità è condividere con gli altri, quando sento di comunicare qualcosa agli altri io mi sento felice.

Hai fatto più di 100 interviste, qual è quella che ti ha spiazzato di più?
Simone Cristicchi: Un bambino mi rispose che per lui la felicità era dormire! I bambini di oggi sono stressati, si sentono molto stanchi perché sono pieni di impegni, come il calcio , basket , piscina. Quando ero piccolo io negli anni 80 giocavo nel cortile o per strada, ora invece i bambini non hanno il tempo di annoiarsi, sono pieni di ansia di fare delle cose. Questo bambino mi ha stupito, come se volesse dire lasciatemi stare, fatemi annoiare un poco. 


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