Gomorra: La morte ingiusta di Salvatore Conte

Settembre 28, 2016 di Manuel Lai

In un incontro al Wired Next Fest Marco Palvetti e la sceneggiatrice Ludovica Rampoldi hanno spiegato il loro punto di vista sulla morte di Salvatore Conte in Gomorra.
Una morte ingiusta, una scelta degli creatori non apprezzata nemmeno da chi ha scritto la puntata: questo, in sintesi, il parere di Ludovica Rampoldi, sceneggiatrice di Gomorra – La Serie e autrice principale della puntata 2×03 della serie, quella in cui è morto Salvatore Conte. In un recente incontro al Wired Next Fest di Firenze, Marco Palvetti e la Rampoldi hanno discusso del modo in cui il personaggio è stato ucciso, svelando alcuni retroscena piuttosto interessanti su come sono andare realmente le cose (qui il video dell’intervento). Molto chiaro e netto il parere della sceneggiatrice, che ha professionalmente svolto il suo lavoro pur non trovandosi in sintonia con le scelte di chi aveva costruito il soggetto della seconda stagione.

“Volevo prendere le distanze e scaricarmi da questa terribile responsabilità: non sono stata io ad uccidere Salvatore Conte. Io mi sono trovata solo a eseguire gli ordini dei miei superiori. Ho firmato il soggetto di serie della prima stagione, mentre nella seconda stagione i soggettisti sono stati solo Bises e Fasoli e quando mi è stata affidata la puntata 3 la mia reazione mia è stata più o meno quella del pubblico. Mi sono trovata addosso la responsabilità di una decisione che non condividevo a pieno, convinta che il personaggio avrebbe avuto ancora molto da dare e proprio per questo siamo rimasti tutti molto male quando è morto. Per questo ho cercato di costruire un ritratto più umano, questa storia d’amore spiazzante. Raccontare il punto debole del personaggio avrebbe aperto una finestra su un’umanità che non avevamo ancora visto”.


Palvetti si è ritrovato ancora una volta dalla parte degli appassionati e nel tempo ha provato ad analizzare i sentimenti del pubblico, chiedendosi il perché di quelle reazioni esasperate, tra proteste sui social, insulti agli sceneggiatori e chi più ne ha più ne metta:

“Come mai il pubblico reagisce in questo modo? Ho analizzato tutto e sono arrivato alla conclusione che il pubblico ne voleva ancora e io ne volevo ancora, perché si poteva andare a fondo e sviscerare ancora di più quello che era questo personaggio. É il pubblico che mi ha portato a questa risposta”.

La Rampoldi si è detta in qualche modo lusingata per le critiche ricevute:

“Il giorno dopo la messa in onda della puntata, in tanti hanno insultato gli sceneggiatori. In realtà mi ha fatto piacere, perché eravamo riusciti a far entrare il personaggio nel cuore del pubblico”.

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