Elena Ferrante, il 7 novembre il nuovo libro della scrittrice misteriosa

Ottobre 31, 2019 di Redazione

Venezie 75, L'amica geniale

Dopo il successo della quadrilogia L’amica geniale, che ha ispirato anche l’omonima serie tv di Saverio Costanzo, la misteriosa scrittrice Elena Ferrante sta per tornare in libreria con un nuovo romanzo. E le premesse, fanno pensare a un grande successo editoriale.

La fatidica data è stata comunicata in rete dalla casa editrice E/O diverse settimane fa. È la stessa che ha pubblicato anche i precedenti lavori di Elena Ferrante dal 1992 ad oggi (L’amore molesto, I giorni dell’abbandono, La figlia oscura).

Ad oggi si ignora ancora la vera identità della scrittrice. Una vecchia inchiesta del 2016 firmata da Il Sole 24 Ore e pubblicata anche dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, dal sito di giornalismo investigativo francese Mediapart e da quello della rivista americana The New York Review of Books, aveva ricondotto lo pseudonimo di Elena Ferrante alla moglie di Domenico Starnone: Anita Raja.

Elena Ferrante dopo L’Amica Geniale

elena ferrante L'Amica Geniale

Sono trascorsi cinque anni dall’uscita del capitolo conclusivo de L’amica geniale, dal titolo Storia della bambina perduta. La saga ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo ed è stata tradotta in ben 40 Paesi. Dal 2014 ad oggi si è tanto parlato di Elena Ferrante, complice anche la trasmissione su Rai 1 della prima stagione della serie tv tratta dai suoi best seller. Gli episodi hanno tenuto incollati alla tv 7 milioni di telespettatori (29, 5% di share). Attualmente sono in corso a Napoli le riprese degli 8 episodi della seconda stagione.

E proprio a Napoli è ambientato il nuovo libro in uscita il 7 novembre, come si apprende dall’anteprima pubblicata da E/O. La casa editrice ha finalmente anche svelato il titolo, tenuto fino ad ora top secret: La vita bugiarda degli adulti.

“Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione…”.

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