Downton Abbey – Il Film: “siamo una grande famiglia”/ la conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma

Ottobre 21, 2019 di Roberto Leofrigio

Downton Abbey

Downton Abbey – Il Film, presentato con grande successo alla Festa del Cinema di Roma il film tratto dalla serie televisiva che racconta la vita della famiglia Crawley e del personale al loro servizio dall’inizio del XX secolo. Una serie ambientata nel suggestivo contesto della loro casa in stile edoardiano situata nella campagna inglese. Nel corso delle sei stagioni la serie ha ottenuto 3 Golden Globes, 15 Emmy, 69 candidature complessive agli Emmy, che hanno fatto di Downton Abbey il programma televisivo non-americano più nominato nella storia degli Emmy. Downton Abbey ha inoltre ottenuto un Premio Speciale ai BAFTA e il Record nel Guinness dei Primati per la serie TV con il miglior voto della critica. Ospiti per l’occasione a Roma: Jim Carter, l’ormai leggendario maggiordomo Carson, Michelle Dockery la splendida Lady Crawley e la new entry Imelda Staunton (che comunque fa parte della famiglia visto che nella vita vera è la moglie di Jim Carter) accompagnati dal regista Michael Engler e dai produttori Gareth Neame e Liz Trubridge . Che hanno presentao il film e parlato del passato e forse possibile futuro di una delle serie televisive in costume più amate in tutto il mondo.

Downton Abbey
ROME, ITALY – OCTOBER 19: attends the “Downton Abbey” red carpet during the 14th Rome Film Festival on October 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for RFF)

Quando si è cominciato a parlare di un film ispirato alla serie? E Quando il regista si è unito alla famiglia?

Michael Engler : “Mi sono unito in una fase tardiva, ma avevo già lavorato alla parte finale della serie. Sono arrivato quando il film era quasi pronto”.

Gareth Neame: “Abbiamo iniziato a parlarne già nella terza stagione , non pensavamo che la serie potesse continuare all’infinito ma pensavamo di farne un film. Questo poi era il momento giusto per passare sul grande schermo mantenendo l’affetto dei fan”.

Michelle e Jim che effetto ha fatto tornare nella casa e riprendere i vostri personaggi ?

Jim Carter : “Tornare dopo tre anni è stato veramente emozionante, è stato come tornare a casa perché la serie tv richiedevano sei mesi di riprese all’anno per sei anni. Ritrovarci è stato molto bello, eravamo come una famiglia e quindi è stato un momento molto felice. I fan ci hanno dato un successo generoso, spero che questo film piaccia anche in Italia. A teatro siamo abituati a lavorare con la stessa compagnia, si creano dei vincoli con gli altri attori e noi siamo come una grande compagnia teatrale televisiva. Da Daisy fino a Maggie Smith si è creato un grande vincolo”.

Michelle Dockery : “È sembrata come una rimpatriata, sembra che non ci siamo mai lasciati. Avevamo l’impressione di essere privilegiati è la reazione del pubblico è stato un grande piacere.”

Imelda come è stato unirsi alla famiglia?

Imelda Staunton : “Per me è stata una grande emozione essere invitata a lavorare al film. Sapevo di Downton Abbey  grazie al  mio rapporto con Jim. Avere un ruolo così importante, lavorare al film anche per il rapporto con Maggie  Smith ,con cui avevo lavorato è stato una ciliegina sulla torta. Ho potuto lavorare tre giorni con mio marito”.

Jim Carter: “A casa verso io il vino”  dice sorridendo.

Quale è  la differenza di approccio tra la direzione degli attori in un film o una serie tv?

Michael Engler: “È iniziato tutto da Julian. Il fascino di Downton era raccontare le storie su tanti personaggi che puoi sparpagliare in una lunga stagione. Julian doveva trovare un storia da inserire in un unico evento è che permettesse allo spettatore di vedere cosa succedeva. Qui troverete cose che non abbiamo potuto offrire prima, la storia della visita della regina è stata interessante”.

Jim Carter: “Per noi non è cambiato molto, non c’è differenza la macchina da presa è sempre quella”.

Liz Trubridge: “Sapevamo che i costumi sarebbero stati gli stessi, ma li vedi diversamente però su uno schermo grande quindi il lavoro è stato ancor più meticoloso. Abbiamo lavorato anche con un direttore della fotografia cinematografica. Non avevamo
poi mai lavorato in una parata con 100 cavalli e 80 stallieri che abbiamo dovuto far venire da un villaggio a sud di Londra. Abbiamo dovuto allestire un enorme campo come quartier generale. Abbiamo dovuto allestire veramente tutto per il cerimoniale del re”.

Downton Abbey

Vedendo il film sembra che non ci sia nessuna sbavatura, davvero perfetto, quanto avete provato prima?

Jim Carter: “La perfetta perfezione  lo metteremo sui cartelloni della pubblicità”.-  dice sorridendo-

Michael Engler: “Sappiamo che non è perfetto, ci sono errori quasi invisibili. Quando cerchi di mettere insieme un film tutto riparte da zero. La parte interessante è che tutti conoscono i loro personaggi e la casa, quindi avevamo molti vantaggi all’inizio. Anche se c’era ansia per la novità avevamo anche la tranquillità di conoscerci fra di noi”.

Gareth Neame: “Ci siamo valsi di esperti storici e militari, più un pensionato di Buckingham Palace che aveva dedicato al Re e alla Regina la sua carriera e conosceva il protocollo dell’epoca”.

Come è stato per lei Jim riprendere i panni di maggiordomo dopo tre anni ?

Jim Carter: “Michael aveva già girato le serie tv,  non è stato complicato riprendere quel ruolo. Appena ho rimesso su il vestito da maggiordomo, nonostante i bottoni più stretti, sapevo cosa stavo facendo alla perfezione. È stata una transizione facile”.

Pensate di rappresentare un simbolo di stabilità per il Regno Unito? Qual è la vostra speranza per la Brexit?

Jim Carter : “La Brexit dovrà essere più lunga della serie tv ! La serie è ambientata in un epoca con uomini d’onore orgogliosi della tradizione, tutti hanno un grande valore di dignità e appartenenza. Forse a volte questa manca, è interessante tornare a scoprirla”.

Michelle Dockery: “Arriva al momento giusto questo film, c’è bisogno di evasione”.

Imelda Staunton : “Due ore del nostro tempo cui alcuni crederanno, mentre altri no. Il film ha trovato l’accoglienza dei suoi fan e darà respiro e sollievo dagli orrrori che stiamo vivendo”.

Non temete dopo questo regalo per i fan, che  i produttori possano pensare di continuare ancora intrappolandovi nei personaggi? È giusto terminare qui?

Michelle Dockery: “So già che c’è una certa febbre per un sequel, chissà. Se c’è un pubblico, se il pubblico esprime il suo entusiasmo come sta succedendo penso che sia possibile un altro film. Non credo un’altra serie. Ho sempre pensato che Downton ha fatto parte della mia Vita per 10 anni, è meraviglioso pensare di fare altro ma poi torni con persone con cui ti trovi bene. Non mi preoccupa restare intrappolata”.

Jim Carter: “Penso che il film sia stato guidato dai fan, non ci sono molte serie che diventano poi un grande film. Il pubblico e la critica lo hanno spinto, questo entusiasmo ha dato l’entusiasmo ai produttori. Speriamo che anche l’Italia segua gli altri, se c’è l’entusiasmo perché non dovremmo continuare a raccontare queste storie. Credo ormai di essere il  più identificato col mio ruolo ma non mi preoccupa essere il maggiordomo”.

Downton Abbey

Imelda ho avuto la fortuna di vederti a teatro quattro volte e penso che dal punto di vista della recitazione sei stata molto teatrale.

Imelda Staunton: “Qualunque sia il tuo ruolo, al cinema o a teatro, credo che devi essere sempre vero. Se hai grandi cose da dire e grandi emozioni da provare allora la tua vita di attore è più facile. Ho lavorato con altre donne e attrici ed è stato stupendo. Non volevo fare altro che questo, ne più ne meno di quanto la parte mi richiedeva. Devi essere onesta col tuo personaggio”.

Questo film fa la felicità degli orfani di Downton Abbey ma è perfetto anche per chi non lo ha mai visto. Si entra subito nel film, è un merito.

Michael Engler: “È stato importante per noi fare qualcosa che i fan avrebbero trovato molto familiare, ma anche per le fidanzate o i mariti trascinati al cinema che non avevano mai visto nulla. L’unica cosa che devi sapere sulla storia della serie è che avevate bisogno di sapere meno di quanto immaginavamo, in ogni storia di famiglia è sempre così e capisci alcuni personaggi archetipici. Nel corso di questa storia ci sono molti punti chiari e questo aiuta.”

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