Barbara Giordano: “ La libertà di sorprendere”

Ottobre 15, 2019 di Anna Chiara Delle Donne

Incontriamo l’attrice Barbara Giordano in un’esclusiva conversazione. 

 

 

Quando conosci Barbara Giordano, inevitabilmente la associ alla parola libertà. La immagini  viaggiatrice alla ricerca di tutte quelle cose da conoscere e sperimentare, amare e dar voce. L’abbiamo recentemente apprezzata in ‘1994 – La serie’ dove ha dato corpo e anima a Stefania Prestigiacomo.  Con la sua recitazione, Barbara Giordano, vuole sorprendere se stessa e gli altri. Le storie da raccontare e da vivere, sono tante. C’è un mondo che è lì ad aspettarla.

 

 Benvenuta, Barbara. Nella serie “ 1994” interpreti Stefania Prestigiacomo. Come descriveresti questa donna? 

Riservata, determinata, orgogliosa. Aveva solo 28 anni quando fu eletta alla Camera dei Deputati e ha sempre avuto il coraggio di prendere posizioni anche in contrasto con il suo partito portando avanti un’autonomia di giudizio spesso scomoda. La reputo una donna molto intelligente.

 

In che modo hai cercato di costruire Stefania?

Ho accumulato tutto il materiale possibile, guardato e letto le sue interviste, gli interventi politici. Non volevo farmi sedurre dalle imitazioni che, seppur divertentissime e calzanti, esprimono un’opinione sul personaggio che nel contesto di una serie tv ne ostacolano il racconto estremizzandolo. Ho voluto sintonizzarmi con una Stefania agli esordi della sua carriera politica tentando di raccontarne l’entusiasmo ma mantenendo la sua innata composta fierezza.

 

Quale é la particolarità di questo personaggio che più ti ha affascinata? 

Il suo non essere ammaliata dai riflettori e la sua capacità di portare avanti battaglie a prescindere dalla bandiera politica.

 

Il secondo episodio di ”1994” ha posto l’attenzione sulle donne e su quelle battaglie come la legge contro lo stupro necessarie per tutte le cittadine. Cosa ha significato per te e per gli spettatori un episodio del genere? 

Quanto più forti possiamo essere quando invece di chiederci chi ha avuto l’idea di fare cosa, ci uniamo nella realizzazione di un obiettivo comune. Quelle donne hanno superato i confini di un pregiudizio sterile che le voleva arenate nei loro partiti unendosi in nome di una battaglia che riguarda tutti. Dovrebbe essere la regola, è stata l’eccezione. C’è ancora tanto da fare, a partire dal considerare queste lotte come a solo vantaggio delle donne invece che dell’umanità intera.

 

Quale credi sia il segreto del successo di una serie del genere? 

Di certo è merito di chiunque vi partecipi, dall’ideatore in poi chiunque operi per la realizzazione di un progetto contribuisce al suo successo. Ma trovo soprattutto che gli sceneggiatori Ludovica Rampoldi, Alessandro Fabbri e Stefano Sardo siano riusciti a trovare un rarissimo equilibrio tra finzione e realtà raccontando un pezzo di storia determinante per il nostro paese evocando molto fedelmente l’atmosfera attraente e al tempo stesso raccapricciante di quegli anni senza incastrarsi in un approccio documentaristico.

 

Sei la protagonista del film ‘Love me Tender’, film che è stato presentato in concorso al Festival di Locarno e che successivamente è stato selezionato dai festival di Toronto, Londra e Siviglia. Ci parli di questa storia? 

‘Love me Tender’ racconta un momento di vita di Seconda, una giovane donna che non riesce ad uscire di casa da molti mesi. E’ la storia di una donna che scopre di essere molto più libera di quello che pensava di essere. Come spesso accade nella vita, non lo scopre quando lo decide lei o lo decidono gli altri, lo scopre solo quando è la vita a costringerla a farlo.

 

Quanto é stato importante per te questo ruolo? 

È stata una delle sfide più grandi non solo della mia vita artistica, ma anche di quella personale. Sono molto grata alla regista e sceneggiatrice Klaudia Reynicke per avermi affidato il compito di dare corpo e voce a Seconda. È un personaggio estremamente innovativo.

Perché bisogna guardare ‘Love me Tender’? 

Questo è un film che ti dà l’occasione di mettere in discussione i cliché con cui ci vengono spesso proposti i ruoli della donna sul grande schermo: è la storia di un’antieroina con cui finalmente ci si può identificare. Un film indipendente con un personaggio altrettanto indipendente.

 

Parliamo del corto “ Tutti i nostri ieri” , per il quale hai vinto al KNFF KalatNissa Film Festival il premio come miglior attrice. Come nasce questo progetto? 

Anche questo come Love Me Tender è stato scritto e diretto dalla stessa persona: Lorenzo Santoni, un giovane e talentuoso regista e scrittore che ha affidato a me e a Beniamino Marcone l’interpretazione di una coppia in vari momenti della sua evoluzione. E’ stato molto emozionante vincere il premio come migliore attrice al KNFF, Festival che ha premiato anche “ Tutti i nostri ieri “ come miglior cortometraggio.

 

Quando nasce il tuo amore per la recitazione e quando hai constatato che questo poteva essere il tuo mestiere?

Ho scelto di recitare perché farlo appaga la mia curiosità nei confronti dell’essere umano e delle sue contraddizioni. Recitare mi permette di indagare, scoprire, difendere, esperire dinamiche di innumerevoli personaggi che in una sola vita non potrei mai conoscere altrimenti. Ho constatato che questo potesse essere il mio mestiere la prima volta che ho detto di no ad una proposta contrattuale squalificante: ho capito che essere professionisti significa necessariamente imparare a difendere il proprio lavoro dall’horror vacui della disoccupazione che spesso ci spinge ad accettare condizioni lavorative poco dignitose.

 

Adesso, quale ruolo femminile ti piacerebbe ottenere? 

Mi piacerebbe moltissimo poter approfondire epoche e culture diverse dalla nostra, dare corpo a personaggi realmente esistiti che sono stati dimenticati o a racconti che non sono ancora stati raccontati. Mi piacerebbe essere parte di un progetto che come scopo non abbia quello di intrattenere, ma di sorprendere.

 

Chi è Barbara Giordano e come si descriverebbe a chi ancora non la conosce? 

Barbara è un nome che da piccola odiavo, vuol dire straniero incapace di farsi capire dagli altri. Oggi di questo nome cerco di fare un simbolo e una bussola: sono una viaggiatrice ansiosa che si realizza attraverso l’espressione delle esperienze che vive. Fondamentalmente oscillo tra la lunaticità e la logorrea.

 

Progetti e sogni futuri… 

Presto sarò sul set dell’opera prima di un giovane regista che con i suoi cortometraggi ha vinto diversi premi in Italia, tra cui un David di Donatello. Sono molto felice perché anche questa volta avrò la possibilità di raccontare una donna ricca di sfumature e contraddizioni. Per il resto ho l’ambizione di poter difendere sempre ciò che amo, e di poter dire ad un certo punto della mia vita quello che esprime molto meglio di me Franco Battiato ne – La Canzone dei Vecchi Amanti ( cover dell’originale di Jacques Brel)-: ” c’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti”.

 

 

 

 

 L’appuntamento con ‘1994 – La serie’ è ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic.

 

 

 

 

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