Cultura

“Meritocracy“, quando l’arte ci fa interrogare sulla meritocrazia

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Indagare il rapporto tra individuo e sistema, tra libertà percepita e condizionamento reale. Con questo scopo nasce Meritocracy, la nuova creazione artistica di Claudio Tomasello, talento catanese apprezzato anche oltre i confini regionali, artista la cui ricerca si concentra sullanalisi del linguaggio come struttura del sistema contemporaneo. Proprio partendo da ciò ha creato questa nuova opera d’arte che è possibile ammirare e scoprire presso l’International Art Gallery Beniamin Art” al civico 130 di via Umberto a Catania.

«La mia ricerca si muove tra pittura, parola e intervento concettuale, con unestetica essenziale e una forte tensione critica», afferma Claudio Tomasello che aggiunge: «l’opera Meritocracy si espone allo sguardo pubblico come una dichiarazione netta. La parola, isolata e resa presenza visiva dominante, permette a chi la osserva di porsi un interrogativo che accompagna la nostra contemporaneità: la meritocrazia. Attraverso un linguaggio visivo diretto e privo di mediazioni si mette, infatti, in discussione lidea di un sistema equo, evidenziandone le ambiguità e le contraddizioni».

Dunque un’opera che, collocata in vetrina, elimina la distanza tra spazio espositivo e spazio urbano, si impone nel ritmo della città, tra consumo, transito e visibilità, dialoga con la strada, con il pubblico casuale, con chi passa e si riconosce o si sente escluso da quella promessa di merito”.

«Il lavoro – aggiunge l’artista – si inserisce in una ricerca più ampia che analizza il linguaggio come materiale e il sistema come produttore di narrazioni. Le parole, isolate e rese monumentali, diventano superficie e struttura, rivelando il loro potere di costruire consenso, aspettative e identità».

Claudio Tomasello, che vive e lavora in Sicilia, sviluppa una pratica artistica centrata sul linguaggio come materia attiva del sistema contemporaneo. Le sue opere isolano parole comuni, amplificandole fino a trasformarle in strutture visive autonome. Attraverso un’estetica minimale e una tensione concettuale marcata, indaga il rapporto tra promessa e realtà, tra narrazione collettiva ed esperienza individuale. La sua ricerca si concentra sulla capacità delle parole di costruire consenso, aspettative e senso di appartenenza.

Giornalista iscritto all'Odg, Fnsi, Ucsi, Ussi, Ugis, Sngci, Agimp. Un attivista impegnato costantemente in azioni concrete di sensibilizzazione della cultura. Ha partecipato ai festival più esclusivi e importanti al mondo: Sanremo, Taormina, Roma, Venezia, Berlino, Cannes, Hollywood.

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