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Le cosche mafiose: presidio del territorio e arricchimento illecito

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L’Associazione “Antimafia e Legalità”, in una nota, ancora una volta, ribadiscono che “le cosche mafiose, che tutti conosciamo, hanno due scopi fondamentali: presidio del territorio e arricchimento illecito.” La regola dell’appartenenza ad ogni singolo gruppo presuppone la fedeltà ai capi e il comportamento omertoso. In cambio si ottengono denaro e favori per sé, per i familiari e per gli amici. Poi, talora, per mera convenienza, avvengono i passaggi da una cosca a un’altra.

Questa, in estrema sintesi, la logica della mafia. Le cronache della politica regionale siciliana degli ultimi giorni confermano un quadro del tutto sovrapponibile. Occupare per interesse di parte le istituzioni, arricchirsi illecitamente mediante la sistematica corruzione, inquinare la qualità del consenso elettorale, favorire gli amici, chiedere fedeltà ai sodali, mercanteggiare, anche con volgare arroganza, i posti di potere: tutto questo è mafia.

Anche il passaggio disinvolto da un partito all’altro, per esclusivo interesse personale, è mafia. Ciò che particolarmente rattrista è il fatto che gli esponenti della mafia politica vengo eletti dai cittadini, i quali in tal modo ne diventano complici. È un circuito perverso che bisogna interrompere. I cittadini onesti devono organizzarsi per costruire un’alternativa, a partire dalle singole realtà locali. Giovanni Falcone sosteneva che “la mafia è un fenomeno umano e come tale destinato a finire”, ma è nostro compito contribuire alla sua estinzione.

Se restiamo rassegnati, passivi e indifferenti, contribuiamo invece ad alimentarlo.

Giornalista iscritto all'Odg, Fnsi, Ucsi, Ussi, Ugis, Sngci, Agimp. Un attivista impegnato costantemente in azioni concrete di sensibilizzazione della cultura. Ha partecipato ai festival più esclusivi e importanti al mondo: Sanremo, Taormina, Roma, Venezia, Berlino, Cannes, Hollywood.

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