Il bacio della donna ragno
(a cura di Sara Gentili)
Buenos Aires, 1981, piena dittatura militare. In una cella si ritrovano, Valentin Arregui Paz un prigioniero politico marxista e Luis Molina un vetrinista omosessuale. Il direttore del carcere ha messo Molina in quella cella sperando che tra i due nasca una amicizia, così da spingere Valentin a confessare informazioni sui suoi compagni, in cambio il direttore ha promesso a Molina uno sconto della pena.
I due non possono essere più diversi di così, riservato e taciturno Valentin, estroverso e chiacchierone Molina. Per rompere il ghiaccio, Molina inizia a raccontare la trama del suo film preferito” Il bacio della donna ragno” interpretato dalla diva immaginaria Ingrid Luna. Di cui Molina è ossessionato. Nel tempo, tra i due nasce un legame inatteso, fino al tragico epilogo.
Va detto subito, questo non è il remake del film del 1985 di Héctor Babenco (quello che valse l’Oscar a William Hurt), ma l’adattamento cinematografico del musical di Broadway del 1992, anch’esso tratto dal romanzo omonimo di Manuel Puig. Ogni versione ha una sua identità e delle differenze: cambia l’ambientazione del film “il bacio della donna ragno” raccontato da Molina (seconda guerra mondiale nel 85, Sud America nel 2026), il modo in cui si instaura il rapporto tra i due protagonisti, e soprattutto l’arco temporale. Qui siamo verso la fine della dittatura argentina, con un’ombra di speranza più concreta rispetto al romanzo o al film del’85, dove invece il regime è nel pieno della sua forza e un futuro migliore è solo un miraggio.
Il problema del film non è se è bello o brutto, ma è completamente piatto e distaccato, incapace di lasciare il segno, figuriamoci qualche emozione. Due ore di film che non riescono mai a coinvolgere davvero, nonostante la storia abbia tutte le carte in regola per farlo. Due uomini agli antipodi, costretti a trovare l’uno nell’altro la forza per sopravvivere. Il regista Bill Condon famoso per aver diretto la trasposizione live action di “la Bella e la Bestia” non aiuta questo disastro, la sua regia è patinata totalmente priva di sostanza. Non va meglio con gli attori, Diego Luna (Valentin) e Tonatiuh (Molina) e Jennifer Lopez (Ingrid Luna/Aurora/la Donna Ragno), sono completamente fuori parte.
Un’occasione sprecata, inutile da vedere, vuoto da sentire.

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