Odissea
(a cura di Sara Gentili)
Prima di tutto va chiarita una cosa: questa non è una trasposizione fedele dell’Odissea di Omero, ma la versione personale che Christopher Nolan dà del poema, ed è molto diversa dall’originale.
L to R: Director Christopher Nolan with Cinematographer Hoyte van Hoytema, ASC on set of his film THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.
I personaggi sono gli stessi, ma cambiano le loro storie e soprattutto il loro significato più profondo. Se nell’Odissea di Omero il fulcro era l’eroe vittorioso che cerca di tornare a casa, qui il discorso è totalmente diverso.
Matt Damon is Odysseus in THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.
Il film si apre, come nel poema, con Telemaco (Tom Holland) angosciato per la madre Penelope (Anne Hathaway), i Proci si sono insediati in casa da anni e sono sempre più insistenti perché Penelope scelga uno di loro come nuovo marito. Preoccupato della situazione, Telemaco decide di andare a Sparta per chiedere al Re Menelao notizie del padre Ulisse (Matt Damon), di cui non si hanno notizie da anni. Tutti lo credono morto, ma nessuno ha le prove. Nonostante Antinoo (Robert Pattinson) il capo dei Proci possa usare il viaggio come escamotage per ucciderlo, Telemaco parte lo stesso.
Center L to R: Jimmy Gonzales is Cepheus, Matt Damon is Odysseus and Himesh Patel is Eurylochus in THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.
In realtà Ulisse è vivo e da anni si trova sull’isola di Calipso (Charlize Theron). Ma è un Ulisse diverso da quello che conosciamo è un uomo tormentato dai ricordi che non riesce a elaborare il proprio passato e fa di tutto per dimenticare.
È molto evidente un collegamento tra Odissea e Oppenheimer, ed è il protagonista. In entrambi i film Nolan parla di uomini celebri per il loro genio ma che hanno usato la loro intelligenza per uccidere. In Oppenheimer la bomba atomica, in Odissea la costruzione del cavallo di Troia, sempre uno strumento di guerra e morte.
In questa Odissea, Ulisse deve fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni, un cambiamento di prospettiva importante, che porta a un finale totalmente diverso da quello che conosciamo. In questa chiave è stata reinterpretata anche la maga Circe (Samantha Morton. Se nel mito originale lei trasformava gli uomini in animali non per crudeltà, ma per svelarne la vera natura (maiali per l’ingordigia o lupi per la bramosia). Nella nuova versione lei è vendicativa, avendo subito violenza dai guerrieri, per questo ora trasforma sistematicamente tutti i naviganti che incontra. Non è più capriccio o magia fine a sé stessa, ma una reazione a un trauma subito.
E qui emerge un altro elemento chiave di questa versione, nell’Odissea di Nolan non compaiono gli dei. Tutto ciò che accade non è opera del divino, ma frutto delle azioni degli uomini. Non ci sono più alibi, non c’è più un Dio a cui addossare le colpe delle proprie azioni, sono tutte realtà che gli uomini si costruiscono, si infliggono e si giustificano da soli.
E ora parliamo dei problemi del film, nel tentativo di dare un’aria “originale” alla vicenda, il film a volte scivola nel ridicolo. Esempi su tutti l’armatura di Agamennone che sembra praticamente quella di Batman, o le armature dei Lestrigoni che somigliano a cavalieri medievali, entrambe le scelte fanno sorridere visto il contesto del film.
Si deve giudicare il film per quello che è, non per la sua fedeltà a Omero né per quella storica, che comunque non ha né l’una né l’altra. L’esito non è positivo, il problema è semplice: annoia. Sono tre ore dirette splendidamente, con scene bellissime, ma completamente vuote per quello che vogliono comunicare.
L to R: Matt Damon is Odysseus and Zendaya is Athena in THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.
Peccato, perché l’idea di partenza era davvero originale, una versione totalmente personale dell’odissea, con un Ulisse lontano dal classico eroe vittorioso. C’erano spunti molto interessanti, incluso il personaggio di Zendaya, la cui vera identità si scopre solo verso la fine e che offre un’ulteriore chiave di lettura del film.
Ma tutto questo materiale, il dolore nell’affrontare il proprio passato e cercare un modo nel gestirlo, l’impatto che questo può avere sulle persone vicine, resta sulla carta. Il film non riesce a tradurlo in emozioni vere. E neanche le interpretazioni aiutano. Odissea è bellissima fuori ma vuota dentro.

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