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Masters of the Universe, per il potere di Grayskull !

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Masters of the Universe

(a cura di Sara Gentili)

Partiamo subito dall’elefante nella stanza, questo film sa di operazione commerciale a chilometri di distanza. Dopo il clamoroso successo di Barbie, la Mattel ha deciso di spolverare uno dei suoi franchise storici Masters of the Universe appunto e riportarlo al cinema nella speranza di replicare la magia. Se con Barbie aveva funzionato il format del prodotto “femminile” riletto in chiave moderna, perché non provarci con He-Man, il prodotto maschile per eccellenza degli anni ottanta. Il risultato del film è figlio di questa logica commerciale e ne risente inevitabilmente.

La storia segue il giovane Adam, principe del pianeta Eternia, lui non ama particolarmente combattere e questa è la prima forma di attrito con suo padre Re Randor (James Purefoy) che lo vorrebbe guerriero coraggioso e senza paura. Un giorno Skeletor (Jared Leto) e la maga Evil-Lyn (Alison Brie) attaccano il regno per rubare la spada di Grayskull, la spada ha poteri inimmaginabili ed è necessaria per rafforzare il potere di Skeletor. Le guardie reali capeggiate da Duncan (Idris Elba) non riescono a contrastare l’attacco, la maga Sorceress (Morena Baccarin) custode della spada, crea un varco temporale per permettere ad Adam e alla spada di scappare, purtroppo Adam perde la spada nel viaggio e si ritrova da solo sulla terra. Quindici anni dopo, Adam (Nicholas Galitzine) è un ragazzo a cui ricordi d’infanzia non crede nessuno, tutti pensano siano fantasie costruite per mascherare un trauma infantile. Lui non si arrende è sempre alla ricerca della spada, il giorno che la ritrova incontra anche Teela (Camilla Mendes) la sua amica d’infanzia.

(l-r): Roboto (Kristen Wiig), Man At Arms (Idris Elba), Adam (Nicholas Galitzine), Teela (Camila Mendes) and Cringer in MASTERS OF THE UNIVERSE.

Il problema principale del film è che non riesce a trovare un equilibrio convincente tra effetto nostalgia e attuazione. Questo Adam 2026 è l’opposto del He-man dei cartoni anni ottanta, niente muscoli, niente sicurezza. Al suo posto un ragazzo timido, riflessivo, che preferisce ragionare piuttosto che menare, spesso questa sua timidezza risulta fastidiosa, lo fa sembrare più stupido che timido. Di per sé non sarebbe un difetto, i personaggi possono e devono evolversi, ma la distanza dal ricordo collettivo è cosi abissale da risultare straniante.

Detto questo, il film ha dei meriti, la regia di Travis Knight funziona, ma soprattutto il film non si prende mai sul serio neanche per un secondo. Ha un ritmo leggero, momenti divertenti e soprattutto Skeletor, un cattivo in piena crisi di mezza età, probabilmente uno dei Villain più comici visti al cinema negli ultimi anni.

Jared Leto stars as ‘Skeletor’ in MASTERS OF THE UNIVERSE.

Nel film presente un cameo Dolph Lundgren protagonista del film i dominatori dell’universo (1987) il primo film su Masters of the Universe. Non uscite ai titoli di coda ci sono tre scene dopo, quindi buon potere di Grayskull a tutti.

 

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