Kill Bill: The whole bloody affair
(recensione a cura di Alice Rigon)
Diretto da Quentin Tarantino e interpretato, tra gli altri, da Uma Thurman, David Carradine, Lucy Liu, Daryl Hannah, Michael Madsen e Sonny Chiba, nelle sale cinematografiche italiane dal 28 Maggio al 3 Giugno 2026 Kill Bill: The whole bloody affair altro non è che un montaggio che unisce in un unico film i due lungometraggi Kill Bill volume 1 e Kill Bill volume 2 realizzati dall’autore di Pulp fiction tra il 2003 e il 2004.
Un’opera maestosa che il cineasta americano pensò a suo tempo proprio in questa maniera per raccontare la vicenda della “Sposa”, iconico personaggio incarnato da un’eccelsa Thurman, creduta morta nel massacro attuato durante il proprio matrimonio dalla Deadly Viper Assassination Squad, gang criminale capeggiata dal suo ex amante Bill, ovvero Carradine.
Risvegliatasi dal coma dopo quattro anni, l’unico suo pensiero è compiere una sanguinosa vendetta nei confronti dei colpevoli.
Un capolavoro sempre attuale il cui ritorno sul grande schermo in questa nuova veste non può rappresentare altro che l’ottima occasione per poterlo rivedere al cinema e, soprattutto, per apprendere al meglio quale fosse l’idea originale del regista.
Oltre quattro ore e dieci minuti di visione che, oltre ad assemblare l’uno dopo l’altro i due Kill Bill, includono anche sequenze inedite fino ad oggi mai viste, come quella in ascensore durante il segmento animato.
Altra differenza rispetto a quelle che furono le opere di partenza è riscontrabile nell’assenza del bianco e nero nel coinvolgente scontro con gli “88 Folli”.
La seconda parte, invece, non presenta grossi cambiamenti, fino alla conclusione di una visione fiume che, nonostante la tutt’altro che breve durata, scorre piacevolmente ipnotizzando lo spettatore dall’accattivante prologo ai titoli di coda; dopo i quali, inoltre, vi aspetta un’altra folle sorpresa tarantiniana che, pur non rappresentando nulla di particolarmente eccezionale, non può fare a meno di generare stupore e sorpresa nel fan. E non solo.

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