Dopo Matera, è la Costa dei Trabocchi la nuova scoperta del cinema internazionale
Roma, 20 aprile 2026 – Il progetto fantasy internazionale “Asrai”, scritto e diretto dalla regista britannica Faith Elizabeth, è attualmente in fase di sviluppo e sta già attirando l’attenzione del settore. Nato lungo la Costa dei Trabocchi, il film contribuisce a rafforzare il crescente interesse del cinema internazionale verso paesaggi italiani ancora poco esplorati sullo schermo.
L’Italia ha una lunga tradizione nel trasformare i propri territori in immaginari cinematografici universali. Se Matera è diventata il volto della Gerusalemme cinematografica in “The Passion of the Christ” di Mel Gibson, oggi è l’Abruzzo a emergere come nuova frontiera visiva.
Con i suoi paesaggi aspri e i borghi storici, la regione ha già ospitato importanti produzioni internazionali. Tra il Gran Sasso e Rocca Calascio sono stati girati “Ladyhawke” di Richard Donner e “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, mentre opere più recenti come “The American” di Anton Corbijn hanno valorizzato borghi come Castel del Monte, in provincia dell’Aquila.
È in questo scenario che si inserisce Asrai, progetto che si colloca all’interno di una presenza ancora selettiva del genere fantastico nel cinema italiano contemporaneo. Negli ultimi anni, il fantastico italiano è tornato ad affacciarsi anche a livello internazionale grazie a titoli come “Il Racconto dei Racconti” (in concorso al Festival di Cannes nel 2015) e “Pinocchio” di Matteo Garrone. In questo contesto, il film propone un nuovo immaginario visivo radicato nei paesaggi abruzzesi.
L’idea prende forma durante un soggiorno in Abruzzo della regista, ospite dell’amica e collega Alida Pantone, professionista attiva tra Italia e Regno Unito con cui collabora da tempo. Vivendo il territorio dall’interno, nella casa di famiglia di Alida a San Vito Chietino, il progetto si è sviluppato lontano da uno sguardo puramente turistico, entrando in relazione con luoghi, ritmi e comunità locali.
«Non è stato solo un viaggio, ma un’esperienza immersiva nella vita quotidiana italiana: i ritmi, le relazioni, il modo di vivere il tempo. Tutto questo ha influenzato profondamente il mondo del film», racconta la regista.
Faith Elizabeth porta con sé un solido posizionamento internazionale, maturato anche attraverso il suo lavoro con Yes She Cannes e la partecipazione a piattaforme industry di primo piano, tra cui il Winston Baker Film Finance Forum alla Mostra del Cinema di Venezia, oltre a interventi in contesti come il Sitges Film Festival e il Marché du Film di Cannes.
Pur partendo da luoghi reali, Asrai costruisce un mondo narrativo autonomo, in cui la costa abruzzese diventa spazio simbolico e universale. Elemento centrale del progetto sono i trabocchi, le iconiche strutture in legno sospese sul mare. La loro presenza, allo stesso tempo fragile e potente, ha acceso l’immaginazione della regista, diventando il punto di partenza per una nuova mitologia.
«Guardandoli, ho avuto la sensazione che non fossero semplicemente strumenti di pesca, ma qualcosa di più misterioso. Da lì è nata una domanda: e se il mare nascondesse qualcosa?»
Da questa suggestione prende forma una rilettura contemporanea del mito delle sirene, che nel film diventano figure complesse, lontane dagli stereotipi, utilizzate per esplorare temi universali come l’identità, l’isolamento e il senso di appartenenza.
Le attività di ricerca hanno incluso sopralluoghi tra costa ed entroterra, coinvolgendo luoghi come San Vito Chietino, Ortona, Fossacesia, Pescara e arrivando fino a Termoli, oltre a paesaggi rurali, vigneti e piccoli centri storici, con il coinvolgimento di comunità locali, pescatori e artigiani.
«L’Abruzzo ha qualcosa di non costruito, non filtrato. È un luogo dove bellezza e mistero convivono naturalmente. Questo lo rende perfetto per una storia come questa.»
Il progetto prosegue ora il suo sviluppo in Italia. In questi giorni la regista è impegnata in un workshop di scrittura nell’ambito di HerArts Film Lab, iniziativa internazionale dedicata allo sviluppo di progetti cinematografici al femminile, presentata anche nell’ambito della Berlinale e ospitata a Paestum. La partecipazione al programma è supportata da BFI Network e British Council, a conferma del riconoscimento e del sostegno da parte di due tra le principali istituzioni britanniche per lo sviluppo del talento cinematografico.
In continuità con una tradizione che ha trasformato luoghi italiani in scenari universali, “Asrai” punta a costruire un nuovo immaginario: una costa sospesa tra realtà e mito, dove i trabocchi diventano simboli e il mare custodisce storie ancora da raccontare.

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