Grande successo anche per la replica di “San Berillo non deve morire”, andata in scena nella sala di Trame di Quartiere. Lo spettacolo, nato da un’idea dell’artista Sonja Streck e fortemente voluto dall’associazione Generattivi, cantieri di cultura e informazione, è stato creato da Giuseppe Pastorello e Cristina Giarmanà di Officina Teatro Canzone, con il prezioso coinvolgimento di Franchina, cioè Francesco Grasso.
Il pubblico ha accolto con unanime consenso la narrazione di quello che fu il quartiere a luci rosse più grande del Mediterraneo, secondo solo ad Amsterdam. La messa in scena ha acquisito un valore simbolico particolare per il fatto di svolgersi proprio nel cuore del quartiere, protagonista di una storia che non è ancora conclusa.
La narrazione è stata condotta con il garbo tipico del grande cantautorato italiano, capace di puntare dritto al cuore senza perdersi in facili espedienti radiofonici. Attraverso la forma del Teatro Canzone, gli artisti hanno scelto di raccontare la verità dei fatti non con freddezza storica, ma attraverso le gioie, le ferite e i ricordi di chi quei luoghi li ha vissuti.
L’armonia dello spettacolo è stata garantita dal connubio tra diverse arti: le immagini di Sonja Streck hanno fatto da cornice alla prosa magistrale di Cristina Giarmanà. La musica di Giuseppe Pastorello che, alla tastiera, ha creato un’atmosfera intima e partecipativa, capace di coinvolgere il pubblico come in un rito collettivo. La testimonianza di Franchina, il cui intervento durante lo spettacolo e la lettura finale di una pagina del suo libro sono stati tra i momenti più apprezzati della serata.
Il finale è stato un vero e proprio atto di comunità: il pubblico ha intonato la canzone “Trasiti”, trasformandola in un inno ideale per San Berillo.
L’obiettivo degli organizzatori non si esaurisce qui. L’intenzione è quella di portare lo spettacolo anche nei paesi limitrofi per sensibilizzare un pubblico sempre più vasto su questa parte fondamentale della storia di Catania.

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