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Il sociologo Pira UniMe: “foto false generate con IA, nuova forma di violenza psicologica”

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“Deepfake create con l’Intelligenza Artificiale rappresentano una forza di violenza psicologica. Anche quanto è accaduto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a cui è stata segnalata sul web una sua immagine falsa in lingerie, è deprecabile e occorre porre subito un argine perché tutti siamo potenzialmente sotto tiro. La rete non è più un “altrove”. Non è uno spazio parallelo alla vita reale. È parte integrante della vita quotidiana. Nello spazio digitale si costruiscono identità, si sviluppano relazioni, si vivono conflitti, si sperimentano affetti e rotture. È qui che si definisce sempre più spesso il valore sociale dell’individuo. In questa prospettiva, la visibilità diventa una condizione di esistenza in positivo e in negativo”. Lo ha detto il professor Francesco Pira, Associato di Sociologia, intervenendo al Congresso, organizzato dall’ASP di Trapani (Responsabile Scientifico il dottor Gaetano Vivona) sul potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale, iniziato ieri e che si concluderà oggi presso la Tonnara di Bonagia.

“Quando l’identità dipende dallo sguardo degli altri, la vulnerabilità cresce. E la violenza psicologica si insinua proprio lì: nella possibilità di essere giudicati, svalutati, umiliati pubblicamente – ha detto il professor Pira – La violenza psicologica non è un “livello inferiore” della violenza fisica. È una forma autonoma, spesso più pervasiva e duratura. Essa agisce attraverso il controllo, la manipolazione, la svalutazione, la minaccia emotiva, la dipendenza affettiva, la colpevolizzazione sistematica. Non colpisce solo il comportamento, ma l’identità stessa della persona”.

Nella sua relazione ha affrontato l’attualissimo tema delle relazioni liquide e del consumismo emotivo e quindi anche della violenza psicoogica. “Le conseguenze – ha concluso il sociologo- sono profonde: ansia, depressione, isolamento sociale, perdita di autostima, difficoltà relazionali. Ma soprattutto un effetto più sottile e pericoloso: la normalizzazione della sofferenza. La vittima spesso non riconosce immediatamente la violenza che subisce, perché essa si presenta come amore, attenzione, gelosia, protezione. La violenza psicologica è quindi una violenza che confonde, che disorienta, che si maschera da relazione”.

Giornalista iscritto all'Odg, Fnsi, Ucsi, Ussi, Ugis, Sngci, Agimp. Un attivista impegnato costantemente in azioni concrete di sensibilizzazione della cultura. Ha partecipato ai festival più esclusivi e importanti al mondo: Sanremo, Taormina, Roma, Venezia, Berlino, Cannes, Hollywood.

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