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Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978: il 2 maggio attesi a Brescia più di 3.000 atleti per la Spaccagambe

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Un’ora di allenamento serrato, senza pause, nell’area verde del Campo di Marte e una corsa lunga 9km, su sentieri sterrati e con un dislivello di circa 600m, sul Monte Maddalena: è la Spaccagambe, la “gara” non competitiva, giunta quest’anno alla sua 6^ edizione. “Perché si chiama così? Spaccagambe è il nome dell’ultimo esercizio della prima ora di allenamento. Un nome che fa paura solo a pensarlo, un esercizio tosto che in realtà è la combinazione di quattro attività diverse, con una funzionalità impressionante”: è così che la racconta il suo organizzatore Matteo Sainaghi, CEO e fondatore di Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978, progetto a cui ha dato vita nel 2013 insieme a Mara Uggeri che oggi, con più di 70.000 iscritti e 600 centri in tutto lo stivale, è la società sportiva con più tesserati d’Italia e d’Europa, certificata e promossa come disciplina sportiva dal CONI attraverso il CSI. Parte del ricavato di questo sarà devoluto in beneficenza per il progetto ampliamento centro di Areka in Etiopia.

“La Spaccagambe è nata ufficialmente nel 2021, nel periodo post-Covid. Dai 500 iscritti della prima edizione siamo arrivati agli oltre 3.000 partecipanti di quest’anno, ben 500 in più rispetto all’edizione precedente: persone provenienti da tutta Italia, donne e uomini in egual misura, pronte a mettersi alla prova e a superare i propri limiti in quella che, più che una gara, è un’esperienza – spiega Matteo Sainaghi – Si tratta di una manifestazione allenante e inclusiva, pensata per rafforzare disciplina e autodisciplina. Qui non esistono vincitori o vinti, anche se, in modo del tutto goliardico, vengono premiati i primi tre e le prime tre al traguardo. Il vero traguardo, però, è per tutti: portare a casa la soddisfazione di aver completato la prova e aver vissuto una giornata intensa e memorabile. Non solo sport ma anche beneficenza perché parte del ricavato di questa edizione sarà devoluta a favore del progetto ampliamento centro di Areka in Etiopia”.

L’allenamento di Ginnastica Dinamica Militare Italiana 1978 si basa su tre principi:

PRIMO PRINCIPIO

Le esercitazioni sono sempre condotte in assetto antigravitario con totale assenza di marchingegni carichi in contro resistenza. Allenarsi con macchinari annulla la posizione del corpo in assetto antigravitario, la forza messa nell’esercizio per contrastare la resistenza non passa per tutte le articolazioni del corpo scaricandosi sui piedi. La conseguenza sarà un adattamento muscolo attivo del corpo che viene protocollato dal cervello come necessario e che porterà all’ipertonia ma non all’armonia e funzionalità fisiologica.

SECONDO PRINCIPIO

Totale mancanza di comfort e, quindi, attività svolta a creare un processo adattivo importante permanente e progressivo di carattere educativo culturale fisico motorio alla propria capacità corporale di adempiere a richieste spazio-temporali in stretta relazione con le dimensioni e le pertinenze a disposizione in ambiente. Le esercitazioni proposte vengono date in forma di comando, un metodo atto a forzare con una giusta dose di autorevolezza per forzare le barriere resistenti psico-culturali che sono alla base dei processi di adattamento alla sedentarietà e alla disapplicazione fisico sportiva.

TERZO PRINCIPIO

Totale assenza di competizione, intesa come esaltazione del primo in classifica, del singolo o del fenomeno eventuale. Chi si ferma o resta indietro incrementa il tempo di allenamento del gruppo. L’impegno del gruppo a ripetere tutti insieme l’esercizio non fatto dal singolo, serve a creare coesione secondo una metodologia scientifica comprovata.

Ma da dove arriva il nome Ginnastica Dinamica Militare Italiana? “Ginnastica come attività che tende, mediante una serie ordinata di esercizi, a sviluppare l’apparato muscolare e a dare robustezza e agilità al corpo umano (secondo la definizione Treccani); Dinamica come opposizione di statica, quindi veloce, forte ed efficiente; Militare perché sono presenti caratteristiche di ordine e comando per ottimizzare la classe allenante, togliere le barriere sociali tra i partecipanti e dare disciplina all’esecuzione; Italiana…perché io sono nato in Italia e anche il protocollo è nato qui, con metodologia italiana, lontano dall’esterofilia che ci ha spesso colpiti nel corso del tempo. 1978 invece è l’anno in cui Mennea stabilì il record mondiale sui 200 metri con lo straordinario 19,72” – conclude Matteo Sainaghi.

Giornalista iscritto all'Odg, Fnsi, Ucsi, Ussi, Ugis, Sngci, Agimp. Un attivista impegnato costantemente in azioni concrete di sensibilizzazione della cultura. Ha partecipato ai festival più esclusivi e importanti al mondo: Sanremo, Taormina, Roma, Venezia, Berlino, Cannes, Hollywood.

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