Renzo, condurrai il Fara Film Festival per l’ennesima volta. Come si mantiene fresca un’abitudine così bella senza rischiare mai di ripetersi?
“Semplicemente perché ogni anno il Festival è diverso e riesce sempre a stupirmi. Il mix di ospiti e talent cambia di edizione in edizione di conseguenza non ho mai la sensazione di fare qualcosa di già visto e credo che anche il pubblico abbia la stessa curiosità nel seguirlo. Fara Film Festival è un contenitore straordinario di storie.”
C’è un ricordo o un aneddoto del dietro le quinte a Fara in Sabina a cui sei particolarmente legato?
“Parto col dire che ce ne sono vari, ho conosciuto tanti grandi attori e registi in questi anni e di ognuno conservo un ricordo “privato” che porto con me. Forse tra tutti mi ha colpito Eleonora Giorgi: aveva una umanità straordinaria, si raccontava con piacere, era generosa e molto dolce. Tutte doti non scontate nel mondo dello spettacolo.”
Da Fara a RDS: in che modo il ritmo e i tempi della diretta radiofonica ti aiutano quando devi gestire l’improvvisazione su un palco dal vivo?
“La radio è una grande palestra, forse la più grande per chi vuole fare il mestiere del conduttore: ti da una tecnica unica e una capacità di improvvisazione e pure di gestione dell’imprevisto che anni e anni di palco forse non ti danno. Che poi il brivido della diretta, della luce rossa che si accende è lo stesso di quando vedi illuminarsi i fari e partire gli applausi: sei on air e tutto può succedere, l’importante è saperlo affrontare con sicurezza.”
Sei partito da Latina chiamando le radio locali da ragazzino, oggi sei una delle voci di RDS. Cosa direbbe quel Renzo adolescente vedendoti oggi?
“Sarebbe contento perché in parte ha realizzato il suo sogno, ma conoscendosi saprebbe che non è ancora abbastanza e non bisogna mai fermarsi quando si ha una passione forte. Credo che per migliorarsi e crescere sia importante non sedersi mai e avere curiosità continua di fare.”
Sui social sei seguitissimo come “Il Serialista”. Quanto conta questo tuo bagaglio quando intervisti i grandi registi e attori del festival?
“Più che esperto, definizione che qualcuno spesso mi attribuisce e in cui non mi riconosco, sono un appassionato di cinema e di serie tv. Sono attratto dal mondo della recitazione e da tutti i suoi aspetti e quando posso cerco di divorare più titoli possibili per stare al passo, anche se non è facile. La curiosità mi muove a scoprire come si costruisce un personaggio o come è stata la lavorazione sul set, e avere l’opportunità di approfondire il backstage con gli ospiti del festival è fantastico.”
Nel cinema tutto comunica: dai costumi, ai piatti in tavola, alle location. Tu che sei appassionato di serie, cinema e storytelling… quale dettaglio di moda, food o scenografia ti ha colpito di più in un film o serie recente e perché?
“La ricostruzione degli anni ’90 di “Hanno Ucciso L’Uomo Ragno” è pazzesca. Tutti i dettagli “vintage” erano al posto giusto e poi Sidney Sibilia è geniale e meticoloso: ricordo con piacere che è stato uno dei primi registi all’epoca emergenti che ho intervistato parecchi anni fa per la televisione e quando ci incontriamo ricordiamo sempre questo aneddoto simpatico. Altra ricostruzione perfetta, la cucina di “The Bear” che ha anche una sua evoluzione nel corso delle stagioni: in questo caso direi che è talmente potente da considerarsi un personaggio.”
Se dovessi assegnare un “Premio speciale del Serialista” a uno degli ospiti di questa edizione del Fara Film Festival, a chi lo daresti?
“Senza dubbio a Kim Rossi Stuart perchè è un attore molto versatile, riesce ad adattarsi sempre molto bene al linguaggio della serialità e lo ha dimostrato con delle ottime interpretazioni ne “Il Gattopardo”, “Everybody loves Diamonds” e il commissario Maltese.”
Il Fara Film Festival è cresciuto tantissimo negli anni e ora è un punto di riferimento anche fuori dal Lazio. Qual è secondo te il segreto di Fara per far sentire ogni ospite e ogni spettatore “a casa”, pur restando un festival di alto livello?
“Il nostro festival ha la giusta combinazione di elementi secondo me vincenti: una location suggestiva come poche altre, che oltre ad essere bellissima ti avvolge e ti fa sentire protetto, e una credibilità per cui grandi nomi dello spettacolo e del cinema hanno piacere a partecipare. Credibilità che è stata costruita negli anni con il lavoro e con la passione del Presidente Riccardo Martini e del Direttore artistico Daniele Urciuolo.”

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