Dio ride
(a cura di Sara Gentili)
Dio ride il nuovo film di Giovanni Veronesi è un’opera matura, una commedia dal tono agrodolce. è stato scelto come film di chiusura alla 83ª mostra cinematografica di Venezia.
Siamo nel 1652, la peste ha colpito il convento Umbro di Scheggino e frate Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino) scappa verso la Toscana con il vecchio priore (Paolo Rossi). Leopoldo ha un dono raro, sa trovare il sorriso anche nelle ore più buie, lo stesso priore gli dice che questa è una grande virtù.
Giunto nel monastero in Toscana, però, la sua allegria e il suo comportamento verso gli altri non piacciono a Fra Monaldo (Maurizio Lombardi), il suo nuovo priore, né al conte Del Debbio, signore delle terre circostanti. Che non vede di buon occhio l’influenza del frate sulla moglie la Contessa Isabella (Alma Noce). Contrariamente a tutti loro, Isabella e il fraticello Giacinto (Francesco Gheghi) vedono in Leopoldo speranza e lo stimano profondamente.
Poveri e contadini cominciano a seguire Leopoldo, perché lui racconta il vangelo con una gioia contagiosa che consola chi lo ascolta. Questa fede serena insospettisce chi comanda, si sentono minacciati e arrivano ad avvisare l’Inquisizione. Papa Innocenzo X (Carlo Cecchi) affida il caso al cardinale Maculani (Silvio Orlando) uomo colto e di grande spessore morale, che aveva in precedenza processato anche Galileo Galilei. Maculani è convinto di chiudere la pratica in fretta, non immagina che l’incontro con Leopoldo incrinerà più di una sua certezza. Quello che pensava fosse un processo diventerà un confronto umano e spirituale.
Dio ride parla di libertà, gioia dello scontro tra le persone e chi detiene il potere, la possibilità che l’umanità di una persona possa cambiare la vita a chi gli sta vicino.
Il cast è ottimo, Favino è straordinario come sempre, minuzioso il suo lavoro sul linguaggio, è riuscito a caratterizzare Fra leopoldo non solo con i movimenti ma su come parla. Ha reso credibile un analfabeta, che mischia dialetti è sgrammatico eppure con semplici parole ti incanta. Altrettanto bravo Silvio Orlando nei pani di Maculani. Da segnale che questo film segna l’ultima interpretazione di Carlo Cecchi.
Dio ride è un bel film, ha solo una pecca. Il confronto tra Leopoldo e Maculani è la parte scritta meglio e la più convincente, non si può dire lo stesso dei personaggi secondari decisamente meno incisivi.
Dio ride si chiude con una citazione di papa francesco che riassume tutto lo spirito del film “si può ridere anche di Dio? Certo, non è una bestemmia. È come si gioca e si scherza con le persone che si amano”

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