Digger
(a cura di Sara Gentili)
Digger Rockwell (Tom Cruise) è un magnate del petrolio ricchissimo che pensa solo a sé stesso, non è abituato ad ascoltare nessuno. L’unico essere vivente a cui tiene davvero è la sua gatta Maggie, una vecchissima gatta bianca, cieca da un occhio a cui l’eccentrico magnate è morbosamente affezionato.
In Groenlandia gli addetti del pozzo petrolifero lo cercano di continuo per segnalarli un serio problema, le operazioni di trivellazioni dei pozzi stano causando una crepa nel ghiaccio, che si sta allargando sempre di più, ma lui ignora tutti gli avvertimenti. Il dottor Ganesh (Riz Ahmed) è l’unico che ha il coraggio di dirgli in faccia la verità, se il ghiaccio sì stacca provocherà un disastro ambientale di dimensioni colossali, ma per Digger i pozzi non si possono fermare. Quando l’incidente avviene, un enorme iceberg ribattezzato Judy si stacca dal ghiaccio, minacciando le coste europee.
A quel punto arrivano il presidente degli Stati Uniti (John Goodman) il suo vice (Michael Stuhlbarg) e tutti i vertici del comando americano, ma la priorità non è salvare qualcuno è salvare la faccia. Tutti scaricano la colpa su Digger. Inutili le richieste di sua sorella Emma (Sandra Hüller) che cerca di farlo ragionare, ma lui non ascolta. Digger con la sua solita strafottenza e armato di badile, ammetterà il disastro senza rinunciare al proprio prestigio, davanti a tutti confesserà di averla combinata grossa, ma sarà lui a trovare la soluzione.
Perché la verità è una: “se non possiamo controllare il corso della natura, almeno possiamo controllare la narrazione”
Digger è una satira politica e ambientalista che ricorda moltissimo Il dottor Stranamore di Kubrik, anche se nel film del 1964 la paura era la bomba atomica, il confronto tra i due film è inevitabile. Il potere è rappresentato come un branco di egoisti, incompetenti, più interessati a sé stessi che al proprio dovere. John Goodman è splendido nel ruolo del presidente, uomo tanto devoto che sgancerebbe la bomba nucleare per risolvere i problemi. Tom Cruise invecchiato per il ruolo, rappresenta bene il prototipo dell’uomo d’affari che ignora i collaboratori, per poi accusarli di non saper lavorare.
Il film però non prende in giro solo i potenti, ma pure noi spettatori, ridiamo comodi sulle nostre poltrone di loro ma poi non facciamo niente per contrastarli.
Alejandro González Iñárritu lavora a questo film da diversi anni, nonostante questo il film è sempre attuale. La sua regia è sempre perfetta, alcune inquadrature o scelte stilistiche ricordano molto Birdman il suo capolavoro, da menzionare la fotografia di Emmanuel Lubezki, come sempre impeccabile.
In definitiva Digger è un film, recitato e diretto bene. Qualcuno lo troverà schematico e banale, ma rappresenta l’America di oggi, nei suoi eccessi e nella sua ignoranza. La vera pecca del film è che manca di cattiveria e cinismo. In un film del genere si avverte troppo questa assenza. Non un capolavoro ma un buon film.

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