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Spider-Man: Brand New Day, dove eravamo rimasti…

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Spider-Man: Brand New Day

(a cura di Sara Gentili)

Dopo il grandissimo successo di Spider-Man: No Way Home (2021), il compito che aspetta a questo nuovo capitolo non è semplice. Le aspettative sono altissime, forse tra le più alte mai avute per un film del genere.
Eppure Spider-Man: Brand New Day riesce, quasi sempre a rispettarle. È un buon film, forse leggermente lungo, ma resta comunque un capitolo solido e riuscito della saga.


Si riparte esattamente da dove eravamo rimasti: dopo gli eventi di No way Home, il mondo intero si è dimenticato che Spider-Man è Peter Parker (Tom Holland). Tutti coloro che lo conoscevano, tra cui “MJ” (Zendaya) e il suo amico Ned (Jacob Batalon) non hanno più memoria di lui, e con la scomparsa di zia May (Marisa Tomei), Peter si ritrova completamente solo. Gli anni passano e mentre guarda gli altri che fanno la loro vita, lui vive isolato, dedicandosi anima e corpo al suo ruolo di supereroe.
Tutto cambia quando, dopo aver catturato Scorpione, l’istituto penitenziario in cui viene trasferito subisce un attacco per farlo evadere. Peter scopre così l’esistenza di una forza misteriosa, capace di passare da una persona all’altra e di controllare le loro azioni. Non capendo di cosa si tratta chiede consiglio alla nuova Vedova Nera (Florence Pugh), che gli spiega come questo fenomeno non abbia nulla a che fare con il lavaggio del cervello a cui erano sottoposte le Vedove Nere è qualcosa di completamente diverso.


A dare una mano a Peter arriva anche Frank Castle / Il Punitore (Jon Bernthal). Scorpione attacca una struttura del Damage Control, e nella battaglia, Peter scopre che Scorpione stesso è sotto il controllo di
questa entità. Alla fine riesce a comunicare con essa, scoprendo che si tratta di una giovane ragazza, in qualche modo collegata al Damage Control per motivi ancora oscuri. Tutti gli indizi portano al Damage Control, il dipartimento del controllo dei danni dei supereroi, ma il capo stesso dell’agenzia sembra non
comprendere il motivo di questi attacchi.


Nel frattempo, la vita privata di Peter si complica, ritrova “MJ”, ma scopre essere ormai fidanzata, un fatto che lo sconvolge profondamente e che scatena una reazione inaspettata nel suo DNA da ragno. Parker non riesce a controllare i suoi poteri che sono diventati più forti e scopre che è in grado di produrre ragnatele organiche, senza però riuscirne a dominare appieno il potere. Chi meglio di Bruce Banner / Hulk (Mark Ruffalo) può aiutare Peter a sviluppare una tecnologia in grado di contenere queste mutazioni.
Quando i due fili della storia si intrecciano l’entità misteriosa e il Damage Control, Peter scoprirà che la ragazza che sta cercando è Jean Grey (Sadie Sink) in cerca della sorella. Da qui in poi meglio non svelare altro.
In Brand New Day l’ingresso di Jean Grey è un’aggiunta significativa, si tratta infatti di un personaggio storico degli X-Men. Una scelta che è un tassello in più al Multiverso, apre ufficialmente le porte a un futuro incontro tra Spider-Man e i mutanti degli X-Men. Il complesso MCU (universo cinematografico Marvel) si espande ancora, il prossimo appuntamento sarà Avengers: Doomsday.


La regia di Destin Daniel Cretton (già regista di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli) funziona, belle le scene di combattimento e poi riesce a rendere New York quasi una protagonista (se pensate è stato girato tutto a Glasgow in Scozia) non vediamo solo grattaceli dove volteggia Spider-Man, ma anche vicoli, mansarde, insegne al neon, piccoli dettagli che ti fanno sembrare di stare nel Queens, la vera casa di Spider-Man.

In Spider-Man: Brand New Day c’è un merito che va sottolineato, quello di Tom Holland. Qui offre la sua migliore interpretazione di Peter Parker, se non la migliore in assoluto della sua carriera. Riesce a passare da momenti di leggerezza e spensieratezza a picchi di drammaticità e serietà in una frazione di secondo, senza mai risultare stonato o forzato. È proprio questa capacità di reggere sulle proprie spalle un racconto maturo, alternando ironia e dolore con naturalezza, a rendere credibile tutto il percorso di crescita del
personaggio.

 

Altro punto di forza di Spider-Man: Brand New Day è la sua maturità narrativa pur restando un racconto rivolto a un pubblico giovane è probabilmente uno dei capitoli più adulti dell’intera saga. Peter non solo
deve affrontare il nemico, ma il lutto per zia May, la solitudine di essere stato dimenticato da tutti e la paura di riavvicinarsi ai suoi amici per non metterli in pericolo. È un film che parla di rinascita, di ricostruzione di sé stessi e delle proprie relazioni e soprattutto di come affrontare i propri traumi e lo fa con
un tono sorprendentemente adulto per un cinecomic.
Anche se a tratti la durata si fa sentire rallentando il ritmo, nel complesso Spider-Man: Brand New Day resta un film bello e riuscito, maturo e capace di far crescere il personaggio senza tradirne lo spirito.

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