Da Valeria Rossi a Daniele Groff: le meteore degli anni 2000

Dicembre 29, 2016 di Enzo Bellini

Da Valeria Rossi a L’Aura, da Daniele Groff a Roberto Angelini. Le meteore che hanno segnato l’alba del 2000 in Italia.
Era quell’epoca irripetibile a cavallo tra due secoli e due millenni, agli albori dell’era digitale così come la conosciamo oggi, non ancora 2.0, ma qualcosa dalle parti di 1.5. Circa. Erano gli anni in cui internet cominciava a diffondersi sempre più velocemente, ma Facebook, almeno in Italia, era ancora del tutto sconosciuto, così come qualsiasi tipo di social mediatalent show, così le band pubblicavano la loro musica su MySpace.
La rivoluzione digitale era ferma al solo world wide web mentre gli hashtag erano ancora ben lontani dal comparire (in sintesi l’indimenticabile www.mipacitu dei Gazosa fotografava il momento storico più o meno come ha fatto l’altrettanto indimenticabile #fuoriceilsole di Lorenzo Fragola. I fan restavano informati sull’attività dei loro gruppi preferiti nelle message board dei siti e attraverso le mailing list e si scannavano a colpi di voti su Total Request Live.
In sintesi: erano i favolosi anni 2000, gli anni del Festivalbar e di MTV Italia. E come in ogni epoca, accanto ai grandi nomi della musica, si affermavano anche in Italia giovani artisti, destinati a durare da una sola stagione a pochi anni, dagli one-hit wonder come Valeria Rossi a musicisti completi ma sottovalutati come Roberto Angelini. Ecco chi erano e cosa fanno oggi.

Valeria Rossi, tre parole e poi l’oblio
L’estate del 2001 fu contraddistinta dalla “madre di tutti i tormentoni estivi”, quella Tre parole con cui l’allora sconosciuta Valeria Rossi riempì le spiagge italiane di “sole, cuore e amore”, con una melodia semplice ma efficace e un testo che più balneare non si può. Molto prima dell’arrivo dell’onda latina, il brano diede il La ai sondaggi ferragostani sul tormentone musicale dell’estate, giusto per riempire quotidiani e rotocalchi altrimenti vuoti.

L’album che ne seguì, Ricordatevi dei fiori, però non ebbe lo stesso successo, e nemmeno quello successivo Osservi l’aria (anagramma del suo nome) che conteneva il nuovo singolo Luna di lana. In seguito Valeria si è dedicata principalmente all’attività di autrice, mentre nel 2014 ha pubblicato un libro di ricette per bambini intitolato Bimbincucina con allegato un CD contenente 21 brani-ricetta.

Luca Dirisio, sempre in tour con calma, sangue freddo e determinazione 
Luca Dirisio fu il protagonista dell’estate del 2004 con Calma e sangue freddo, brano pop, fresco e disimpegnato con la tipica allegria giamaicana delle chitarre in levare. Anche nel suo caso le produzioni seguenti non raggiunsero mai il successo del suo primo singolo. Nel 2006 partecipò al Festival di Sanremo con Sparirò che però fu eliminata al primo turno.

Al momento Dirisio vanta quattro album in studio, l’ultimo dei quali, intitolato Compis (A Pretty Fucking Good Album), è stato pubblicato nel 2011 dall’etichetta indipendente Compis Factory. Dopo sei anni di silenzio è prevista per il 2017 l’uscita dell’ideale seguito dell’album che sarà intitolato Compis Therapy, nel frattempo Luca è attivissimo con concerti in tutta Italia.

L’Aura, da radio star ad apprezzata autrice
Laura Abela fu la prima artista italiana a fare suo l’insegnamento di Elisa, sia per la scelta di cantare molti brani in inglese, sia per l’approccio internazionale a livello di suoni e di interpretazione rispetto ai tradizionali canoni melodici della musica italiana.
Nota semplicemente col nome d’arte di L’Aura, pubblicò nel 2005 un acclamatissimo album d’esordio, Okumuki, che conteneva i singoli ad alta rotazione radiofonica Radio Star, Today e Una favola. Poi la solita trafila: due Festival di Sanremo con l’ottima Irraggiungibile (nel 2006 sezione Giovani) e con Basta! (2008, Campioni).

Da lì in poi, però, le luci dei riflettori piano piano si sono spente fino  al duetto con Gianluca Grignani (Vuoi vedere che ti amo, 2008) e alla non riuscitissima cover di Total Eclipse Of The Heart di Bonnie Tyler realizzata con Nek nel 2011 (Eclissi di cuore). Dopo tre album e una raccolta, L’Aura ha ora in progetto il suo quarto lavoro in uscita nel 2017 e intitolato Il contrario dell’amore e nel frattempo si fa valere come autrice: Lo sapevi prima tu, brano inciso da Laura Pausini tratto dal suo ultimo album Simili e dedicato al padre, porta infatti la sua firma come co-autrice di testo e musica.

Sugarfree, il boom dei ladri d’amore
Aiutami a guarire da questa mia malattia, affetto da una strana forma di cleptomaniiiiiiiaaaaa!!!”.
Alzi la mani chi, nato almeno prima del 1995, non si è mai trovato a cantare a squarciagola, suo malgrado, questo ritornello ascoltando Cleptomania, successo degli Sugarfree che dominò le classifiche nel 2004.
La band siciliana tuttavia non riuscì mai a bissare quello straordinario successo, nonostante la consueta partecipazione a Sanremo (Solo lei mi dà, 2006) e quella alla colonna sonora di Scusa ma ti chiamo amore, di Federico Moccia, con il brano omonimo.

Oggi la band vanta tre album pubblicati, di cui uno, Famelico del 2011, senza la presenza del leader e fondatore Matteo Amantia che aveva lasciato il gruppo poco prima per dedicarsi a una poco fortunata carriera solista. Il cantante è di recente tornato a far parte della band con cui nel 2016 ha pubblicato il singolo Ti amo a Milano, mentre per il prossimo anno è prevista l’uscita di un nuovo album.

Moony, la regina della dance che ballò una sola estate
Chi frequentava le discoteche nell’inverno tra il 2001 e il 2002 ricorderà sicuramente lo spazio riempipista di quel periodo: la clamorosa Can’t Get You Out Of My Head di Kylie Minogue, il residuo dell’estate Crying At The Discotheque degli Alcazar ma soprattutto la Point Of View degli italianissimi DB Boulevard, che si avvalevano della bellissima voce di Moony (Monica Bragato) e che con questo brano fu il primo gruppo musicale italiano ad essere nominato agli MTV Europe Music Awards.

In seguito Moony provò a intraprendere la carriera solista, sempre restando in ambito dance (lei, figlia di un batterista jazz e appassionata di soul): molto bene il singolo estivo, Dove (I’ll Be Loving You), un po’ peggio il successivo Flying Away e poi un progressivo allontanamento dalla grande ribalta. L’ultima attività registrata è l’album 4 Your Love, pubblicato nel 2009 solo in Giappone, comprendente nuovo e vecchio materiale.

Daniele Groff, l’alfiere del brit-pop all’italiana
Appresa la lezione dei fratelli Gallagher, Daniele Groff provò a proporre con discreto successo un brit-pop in salsa trentina, a sua volta alternando brani in italiano (la maggior parte) e canzoni in inglese. Pur esordendo nel 1998 con Daisy, il cantautore di Trento raggiunse l’apice della fama tra il 2001 e il 2004, prima con il singolo Lory (Chiudi gli occhi) che vedeva tra gli autori anche Lucio Dalla e poi con l’ottimo album Mi accordo che comprendeva, tra le altre, Sei un miracolo (presentata a Sanremo 2004), Come sempre e Morning.

Dopo il successo dell’album l’attività di Daniele Groff si è però praticamente fermata, a parte tre singoli di scarso successo nel 2007, 2015 e 2016. Nel 2012 aveva avviato un progetto di crowdfunding sulla piattaforma Ulule con lo scopo di raccogliere i fondi necessari per produrre il nuovo album ma nonostante alla data di scadenza del 20 ottobre successivo la cifra prefissata di 10.000 EUR fosse stata raggiunta e superata di oltre 1.500 EUR, il progetto non ha avuto seguito. In ogni caso, oggi Daniele prosegue la sua attività live girando l’Italia con i suoi set acustici.

Carlotta, i mille volti di chi chiamavano Candy
Affermatasi a cavallo dei millenni, Carla Quadraccia (in arte Carlotta) è stata veramente un’apparizione tanto luminosa quanto breve: un pugno di singoli ben riusciti poi riassunti in un solo album colmo di hit, capaci di intercettare le tendenze del tempo come pochi altri: dal pop con venature vintage ma anche acid jazz del singolo di esordio Mi chiamano Candy al trascinante mambo di Frena, grande successo dell’estate 2000, passando per l’electro-pop di Caresse Toi e la melodia di Sette lavatrici.

Una partecipazione tra i Giovani a Sanremo 2001, con il brano Promessa che poi diede il titolo alla riedizione del suo album Smack!, contenente tre canzoni in più, tra cui appunto il brano sanremese e Caresse Toi. Nel 2003 ha pubblicato l’ultimo singolo da solista per poi avviare un progetto denominato Scarlatto, un gruppo musicale folk-teatrale che nel 2006 ha pubblicato il suo primo e attualmente unico album. Dal 2010 Carlotta è docente del corso interpreti presso il C.E.T. di Mogol.

Tricarico, cantautore dimenticato
(Francesco) Tricarico sbancò le classifiche tra il 2000 e il 2001 con il singolo autobiografico Io sono Francesco, in cui rievocava uno spiacevole episodio della sua infanzia, quando a scuola gli fu assegnato un tema sul papà, ignorando che il piccolo Francesco fosse orfano di padre dall’età di tre anni. Il ritornello che recitava “Puttana, puttana, puttana la maestra” all’epoca fu piuttosto rivoluzionario in un momento storico in cui il turpiloquio in musica non era ancora stato del tutto sdoganato, se non in certo gangsta-rap di importazione e nelle note invettive di Marco Masini.

Dopo quella hit Tricarico, uno degli ultimi esponenti della lunga tradizione cantautorale di casa nostra, non riuscì più a ripeterne il successo, nonostante il premio della critica Mia Martini al Festival di Sanremo 2008 con Vita tranquilla. Tuttavia ancora oggi continua a scrivere e pubblicare album, l’ultimo uscito proprio nel 2016 si intitola Da chi non te lo aspetti, è stato pubblicato dall’etichetta indipendente La Miniera ed è il settimo della sua carriera.

Davide De Marinis, troppo bella per durare
La fiamma di Davide De Marinis è bruciata solo lo spazio di un paio d’anni: il tempo di riempire l’estate 1999 con la hit balneare Troppo bella e di riscuotere un buon consenso al Festival di Sanremo dell’anno successivo dove si classificò quinto tra le Nuove Proposte con la più intensa Chiedi quello che vuoi. Il risultato furono la pubblicazione di ben due album (Quello che ho e Passo dopo passo) in due anni.

Ma da lì in poi del cantautore milanese si sono perse le tracce, nonostante un altro album del 2006 passato inosservato e a tutt’oggi l’ultimo lavoro accreditatogli dal suo stesso sito web. Si hanno comunque notizie sporadiche di uscite discografiche, l’ultima delle quali, Qualcosa di più, risale a due anni fa. Dalla sua pagina Facebook risulta comunque sempre attivo con concerti, collaborazioni e pittura.

Roberto Angelini, matto come un gatto
Oggettivamente scorretto inquadrare Roberto Angelini come una delle tante meteore dei primi anni 2000, sia perché si tratta di un artista di grande talento e uno dei migliori chitarristi in circolazione in Italia (soprattutto con la slide guitar), sia perché dall’epoca del suo folgorante esordio (Sanremo Giovani 2001, premio della critica Mia Martini con Il Sig. Domani) fino ad oggi non ha mai smesso di scrivere, comporre, produrre e, soprattutto, suonare.

Ma se parliamo di performance commerciali, nessun suo singolo ebbe mai lo stesso successo di Gattomatto, singolone balneare dell’estate 2003 poi inserito nel suo album più noto, intitolato semplicemente Angelini. Il cantante romano ha oggi all’attivo ben otto album in studio (l’ultimo del 2012 intitolato Phineas Gage) e una miriade di collaborazioni e canzoni scritte per altri artisti (tra cui spicca Calore di Emma). Di recente ha partecipato come turnista alla tournée di Max Gazzè, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri e alla trasmissione televisiva Gazebo su Raitre, mentre prosegue un’intensa attività live, dove rivela la sua personalità poliedrica, .

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