Ustica: La vera storia e quella cinematografica di un mistero irrisolto da 39 anni

Giugno 26, 2019 di Roberto Leofrigio

Un approfondimento tra fiction e triste realtà sulla strage di Ustica, uno dei misteri italiani.

In  occasione del 39° anniversario della strage di Ustica abbiamo deciso di proporvi con i debiti aggiornamenti l’articolo di un nostro collaboratore con i debiti aggiornamenti, che vogliamo dedicare ancora una volta alla memoria delle vittime di una vicenda, che  non ha ancora i veri colpevoli.

Ustica il film scritto e diretto da Renzo Martinelli (Vajont, Piazza delle Cinque Lune) e interpretato da Marco Leonardi, Caterina Murino, Lubna Azabal, Tomas Arana, Federica Martinelli con Paco Reconti, Yassine Fadel, Joe Capalbo, Jonis Bascir, Shelag Gallivan e l’amichevole partecipazione di Enrico Lo Verso, era uscito il 31 marzo del 2016. Senza mai tralasciare nomi e cognomi di responsabili, il regista aveva cercato di svelare la verità del caso Ustica, uno dei Misteri d’Italia più dolorosi.

Tre sono le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata. Frutto del lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980, Ustica porta a una nuova, agghiacciante verità, inconfutabilmente supportata da materiale documentale.

Il film di Martinelli si aggiunge a il  Muro di Gomma di Marco Tullio Giordana del 1991 che ricostruiva le vicende del giornalista Andrea Purgatori, ad oggi il maggior esperto sui misteri del caso di Ustica e testimone suo malgrado, ma forse un suo completamento almeno in parte

Ricostruire la vicenda attraverso un film è decisamente di aiuto, ormai a distanza di anni, per le nuove generazioni per cercare di fare luce su uno dei tanti misteri italiani, dove la ragion di Stato ancor oggi sembra occultare quello che ormai perizie e fatti e ricostruzioni ad opera di molti giornalisti d’inchiesta sono stati in grado di appurare, e in certi casi perfino di dimostrare.

Nella pellicola di Martinelli, già dal trailer vediamo una ipotesi che il regista stesso al termine della conferenza stampa 11 settembre 1683 nel 2012 aveva anticipato, infatti era già al lavoro sulla sceneggiatura e poi al film che ha preso oltre 3 anni , di cui ben 2 spesi tra le numerose carte (ora rese pubbliche qui in Italia dal 2 settembre 2014) che hanno permesso al regista di scrivere una verità, ma forse solo una delle tante.

E’ oggi dopo aver intervistato il regista appare fin troppo evidente anche la sua rassegnazione, a prescindere dal successo o insuccesso della pellicola, che aveva l’indubbio merito di portare nuova luce sulla vicenda, la sua intervista  è a dir poco profetica.

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Ricostruire la vicenda di Ustica come un piccolo compendio o guida per lo spettatore è davvero arduo, i fatti accaduti, ma specialmente quelli a seguito dell’inchiesta possono facilmente riempire un hard-disk da 1TB, di conseguenza mi limiterò ad un breve cronistoria della vicenda aerea indicando tutti i siti, pro e contro, si perché esistono anche quelli che smentiscono l’incidente di guerra, per poter avere un panorama sufficiente e giungere in parte preparati al film di Martinelli che per la prima volta grazie a ricostruzioni 3D, cerca di dare una possibile versione. L’impressione come già annunciato dallo stesso regista sembra propendere per una pista USA, al contrario di quella francese, considerata da molti  come  quella più verosimile prova ne sia il recente documentario di Canal Plus : Spécial investigation – Crash d’Ustica : une bavure française ? ad opera di un gruppo di giornalisti d’inchiesta francesi che aprono ancora di più uno squarcio di verità sulla tragedia documentario presentato anche sulle nostre tv nazionali nel programma Matrix di Luca Telese su Mediaset.

Per il 27 giugno in occasione dell’anniversario la Rai proporrà uno speciale speciale de La grande Storia: Ustica verità senza nomi alle ore 15.00 su RAI3 presentato da Paolo Mieli.

Oltre poi ai consueti ricordi nei vari Tg segnaliamo la sera alle ore 21.00 sulla LA7 la riproposizione dello speciale Atlantide: Ustica Ultimo Miglio di Andrea Purgatori, il giornalista che attualmente è il massimo esperto assieme ai magistrati designati dell’inchiesta sulla storia, che da 39 anni si batte a sua volta alla ricerca della verità definitiva.

Nel frattempo su rai Storia il 26 giugno 2019 è stato riproposto lo spettacolo di cultura  I-TIGI a Gibellina. Nella suggestiva ambientazione del Cretto di Burri a Gibellina Vecchia, Marco Paolini narra la strage per il pubblico riunito nel teatro, ma anche nelle strade, in solitudine.

Dalla fusione dei due momenti risulta la struttura del film, realizzato con la regia di Davide Ferrario: alla registrazione dello spettacolo dal vivo si aggiungono gli inserti delle immagini girate nel Cretto, che evocate dalle parole intervengono a coadiuvare i momenti salienti della narrazione. Infine Rai Cultura web ricorderà sui suoi portali e sui social il 39° anniversario della strage di Ustica grazie alle iniziative dell’Associazione Parenti delle Vittime, presieduta dalla professoressa Daria Bonfietti, e del Museo per la Memoria di Ustica a Bologna.

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curata da Ramon Cipressi e Marco De Montis

Ustica 2019

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Tornando al nostro argomento principale  partiamo da zero e limitandoci ai soli fatti dello (devo scrivere purtroppo ancora presunto dopo 39 anni !) scontro militare nei cieli di Ustica.

I fatti:

La sera di venerdì 27 giugno 1980 un aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana ITAVIA , decolla (con 2 ore di ritardo)  dall’ aeroporto di Bologna diretto all’ aereoporto di Palermo all’improvviso  scompare dai radar e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza  tutti gli 81 occupanti dell’aereo muoiono, le prime cause parlano di una esplosione in volo, forse per un cedimento strutturale, in seguito una bomba nella toilette del velivolo, ma in poco tempo avanza l’ipotesi inquietante che l’aereo possa essere stato abbattuto, per errore, da un missile.

Vi rimando direttamente alla cronologia dell’ottimo sito stragi80.it che da anni accumula informazioni e materiali, ma vorrei concentrarmi sull’aspetto militare dove perfino chi vi scrive suo malgrado è entrato in contatto anni dopo con questa vicenda.

Infatti l’intera vicenda va collocata nel suo periodo storico il 1980 dove l’Italia alleata con la Libia del dittatore Gheddafi, l’amante libica come la defini’ Giulio Andreotti, in aperto contrasto con gli interessi francesi (in particolare per le forniture energetiche) e anche per l’appoggio al  governo in Ciad contro signori della guerra appoggiati a loro volta  dalle forze libiche, mentre  gli americani  vivono il dramma  dei loro ostaggi prigionieri nell’ambasciata USA in Iran vicenda che costerà la rielezione al presidente Carter e vedrà l’ascesa di Regan che sarà uno dei più spietati nemici del leader libico, e per la vicenda degli ostaggi in Iran vi consiglio la visione del film premio oscar ARGO diretto da Ben Affleck.

Siamo in piena guerra fredda, Gheddafi riceve armi e consiglieri militari dall’Unione Sovietica, i russi occupano l’Afghanistan e certamente la posizione atipica del nostro paese nei confronti del dittatore non è ben vista.  Quella tragica notte il piano è preciso uccidere il dittatore di ritorno da un viaggio sul suo Tu154 un trimotore molto simile bimotore DC9, la sua scorta abitualmente parte dalla Jugoslavia dove Mig 23 di fabbricazione sovietica fanno manutenzione a Banja Luka e godono di uno speciale corridoio aereo concesso dal nostro paese che non va giù ai francesi che più volte protestano  con le nostre autorità a riguardo.

Secondo le numerose ricostruzioni e ormai inconfutabili testimonianze la portaerei Foch è al largo del mediterraneo per “esercitazioni”, la base in Corsica di  Solenzara è in piena operatività  (cosa che fu negata per anni e ancora adesso il governo francese nega e pone il segreto di stato sui fatti), meno chiaro il ruolo della portaerei Saratoga, che per il governo USA resta nella rada di Napoli quella notte mentre testimonianze confermano una sua uscita in mare, ma forse dopo lo scontro, anche se molti suoi aerei sono schierati anche sulla base siciliana di Sigonella. I fatti noti a questo movimento aereo, sono il risultato dell’abbattimento (sempre presunto) del DC9 e in seguito al ritrovamento a distanza di settimana di un Mig23 libico, che mostra chiaramente i segni di colpi precipitato sui monti della Sila la stessa notte, anche se  all’inizio fantasiose ipotesi di malore del pilota collocano in data successiva.

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Il film il Muro di Gomma  di Marco Risi aveva già esplorato l’intricato intrecciato che allo scontro vedrà  la scomparsa di documenti un processo infinito e l’opera di Rosario Priore per accertare la verità,  e per per chi vuole approfondire i libri Intrigo Internazionale scritto dal magistrato e Giovanni Fasanella e i numerosi articoli  di Andrea Purgatori  che potete trovare qui raccolti assieme ad altri:

Media

Ma tornando ora alla vicenda del film di Martinelli che ha avuto il grande merito di  riportare il grande pubblico su uno dei misteri e cercare di  fare luce. Il regista è giustamente convinto del coinvolgimento USA, come le immagini del trailer ci mostrano con un duello tra i caccia USA F14 Tomcat e il Mig libico, che verrà poi ritrovata sulla Sila, una ipotesi non lontana dalla verità, che la foto della locandina con il mig 23 libico sotto la pancia del Dc9 vuole avvalorare. Infatti quella tragica notte potrebbe essere stato una serie di errori a portare alla perdita dell’aereo Itavia, forse scambiato dal pilota libico per l’aereo di Gheddafi e allo stesso tempo dai piloti USA, che lo hanno colpito. Resta il fatto che a distanza di anni l’ipotesi che i nostri servizi segreti abbiamo scoperto all’ultimo secondo il piano che si voleva mettere in atto e avvisato il dittatore in volo nella stessa direzione è molto più di una ipotesi

Le verità Francesi

Molto spesso nella vicenda di Ustica si sono tirati in ballo servizi segreti USA , CIA, e anche francesi, ma si è sempre per molto tempo sottovalutata la pista francese, anche se lo stesso ex-presidente della Repubblica Cossiga  nel 2007 dichiarò , (all’epoca della strage era Presidente del Consiglio) che  la responsabilità del disastro va attribuita ad a un missile francese “a risonanza e non ad impatto” destinato ad abbattere l’aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi, probabilmente partito dalla portaerei Clemenceau.

A parte il piccolo errore di nome la nave in realtà era la Foch, la dichiarazione non sembra aver turbato la Francia all’epoca ed anche oggi. Il  già citato documentario Canal plus non ha fatto altro che avvalorare l’ipotesi, prova ne sia che la nave che poi si occupò del recupero del relitto dell’aereo era di una compagnia francese, lo stesso giornalista e scrittore Carlo Lucarelli in una sua inchiesta ha considerato l’ipotesi francese come la più attendibile.

Ma a questo punto la domanda che lo spettatore si pone guardano il film di Martinelli sulla vicenda è probabilmente: “ma se tutte queste “verità” sembrano  accertate o perlomeno ben sostenute da prove perché ad oggi non è stata messa la parola fine al mistero di Ustica ?”

Domanda che si è posta anche chi vi ha scritto questa piccola e incompleta guida, che incontrò una sera nei lontani anni ’90 in pizzeria un compagno di palestra del cugino ex controllore di volo di Fiumicino che alla mia immediata e con tono scherzoso  domanda sulla verità su Ustica mi rispose che la portaerei francese Foch era lì nel mediterraneo e il giorno dopo piombarono nella torre di controllo per fare far sparire tracciati etc. forse i servizi segreti. Una risposta che mi diede poco da sorridere, la stessa che mi porterà nel 2005 in una visita universitaria alla scuola della Nato, il Nato Defense College presso la città militare della Cecchignola a Roma, dove il nostro anfitrione un’ufficiale dell’aeronautica, ad un mio riferimento su Ustica divenne paonazzo, ribadendomi che l’aereo era stato vittima probabilmente di un cedimento strutturale o di una bomba di un terrorista di destra, e scoprii per puro caso che lui era uno degli uffici stampa che all’epoca aveva seguito i fatti processuali per conto dell’Aeronautica militare messa sotto accusa dal magistrato Rosario Priore.  E per  concludere un breve e privato colloquio con Carlo Lucarelli e circa un mese fa con Andrea Purgatori mi hanno confermato quando per puro caso io stesso ho incidentalmente scoperto, “se due indizi sono una coincidenza, tre sono una prova”, ma qui gli indizi sono veramente troppi.

Moltissime poi sono le persone  a seguito dei fatti sparite in modo misterioso e coloro che sono all’oscuro della vicenda avranno di che spaventarsi leggendo su libri e siti internet specializzati. Infine la strenua difesa da parte dei vertici delle nostre forze armate sui fatti che hanno sempre negato lo scontro militare.

Sebbene di recente il  tribunale civile di Palermo, con tre distinte sentenze, pronunciate il 13 e il 19 gennaio, ha di nuovo condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire, per complessivi 12 milioni di euro, 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica e per  i giudici palermitani, è confermata la ricostruzione che il Dc-9 fu abbattuto da un missile o comunque da una “near collision” e con queste nuove sentenze di condanna, pronunciate dai giudici della terza sezione civile, Giuseppe Rini e Paolo Criscuoli, si vanno ad aggiungere a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione. Il disastro del volo Itavia ih-870, secondo il tribunale civile di Palermo, fu causato con “elevata probabilità” da un evento esterno alla carlinga dell’aereo. Di fatto rimangono confermate rimangono confermate le conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel ’99, dopo anni di indagini e analisi sui tracciati radar di Ciampino, affermò che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di diversi Paesi tuttora da identificare…

E’ davvero curioso che ormai a distanza di anni, dopo che molti misteri della guerra fredda sono stati svelati e comunque non esiste più una minaccia sovietica e a maggior ragione neanche il colonello  Gheddafi  spodestato e ucciso del 2011 a seguito della rivolta in Libia, guarda caso con l’aiuto dei francesi, non si riesca a svelare quello che poi potrebbe essere stato solo un tragico incidente, un colpo sparato contro l’obiettivo sbagliato. Se nel 1980 questa verità inconfessabile avrebbe potuto portare l’Italia fuori dalla Nato stessa sotto la spinta dei gruppi pacifisti che si mobilitavano contro le installazioni dei missili a Sigonella, si poteva comprendere, anche se non giustificare, una spietata ragion di stato sulla pelle delle vittime del volo. Oggi decisamente oltre a non essere non più giustificabile vede meno anche la comprensione, sebbene l’ammissione da parte del governo francese di questo errore potrebbe portare comunque a gravi conseguenze, per non parlare dell’astronomico risarcimento che si potrebbero chiedere i parenti delle vittime, non tanto per motivi economici ma per giustizia.

Il film di Renzo Martinelli , di cui consiglio la visione, ha scelto una via interessante, quella della collisione di un aereo da caccia americano avvenuta durante il duello aereo con i Mig libici. Ipotesi tutt’altro che da scartare, visto l’enorme lavoro di ricerca svolto dal regista che si è avvalorato anche della consulenza del giudice Rosario Priore. Vi lasciamo il link della conferenza stampa (la troverete suddivisa in 3 parti) dove Martinelli e il Giudice stesso hanno spiegato filo e per segno le loro verità.

Concludo, dopo aver rielaborato questo articolo scritto nel 2016 poi corretto nel 2018 e di nuovo nel 2019 come il bravo Martinelli mi aveva predetto, nulla è cambiato. Ancora oggi 27 giugno 2018, a 39 anni dal tragico destino degli 81 passeggeri , ci ritroviamo ancora a scrivere su questa vicenda, a proporre documentari e film in tv, per raccontare ai millennials che all’epoca non esistevano i telefonini, che forse avrebbero permesso in tempo reale, come succede oggi, di scoprire la verità. Aggiungo un’ultima triste note personale che cambiare il numerino del pezzo da 38 a 39 e temo di farlo anche per il 40esimo anniversario mi lascia davvero perplesso. Il segreto di stato in teoria non esiste più sulla vicenda, ma in realtà non è così. Sinceramente spero in una serie tv prodotta dalla HBO, la storia del mistero di Ustica è materiale per almeno un paio stagioni, e forse in questo momento dove gli anni’80 vanno tanto di moda non sarebbe una cattiva idea. 

Questo articolo è dedicato alle 81 vittime del volo Itavia IH870, la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nel luogo e nel momento sbagliato, mentre si rischiava una guerra.

http://www.museomemoriaustica.it

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