Toy Story 4: L’incontro con i doppiatori talent italiani | Video, Foto

Giugno 18, 2019 di Thomas Cardinali

Si è svolta a Roma la presentazione di Toy Story 4 alla presenza dei talent al doppiaggio italiano, un incontro nella costante del ricordo di Fabrizio Frizzi storica voce di Woody.

Sono state presentate oggi a Roma le voci italiane di Toy Story 4, la nuovissima avventura Disney e Pixar che riporta sul grande schermo i celebri giocattoli che hanno conquistato il cuore di intere generazioni di pubblico in tutto il mondo. Woody, Buzz e gli altri si imbarcheranno in un viaggio on the road che li condurrà in luoghi inaspettati. Qui ritroveranno vecchi amici e incontreranno nuovi compagni di avventura in un film diverso dai precedenti, divertente e commovente allo stesso tempo.

Una conferenza iniziata nel ricordo di Fabrizio Frizzi, storico conduttore e amatissima voce di Woody nei primi tre capitoli della saga e qui sostituito da Angelo Maggi, già voce storica del doppiatore originale Tom Hanks . Il primo a parlare del collega è Riccardo Cocciante: “Fabrizio era semplice, si parlava facilmente con lui. Diceva di non saper cantare e quindi gli dicevo come cantare “Un amico in me”. Dico grazie a Fabrizio di essere stato quello che è stato, l’amico di tutti noi”.

Subito dopo ha preso la parola Massimo Dapporto, storica voce di Buzz Lightyear che ha lavorato al fianco di Fabrizio Frizzi per i primi tre capitoli: “Lo conosco da quando faceva una trasmissione per ragazzi, era una persona pulita e quasi irriturale per il nostro ambiente. Ci ha toccato tutti, una perdita importante per tutti noi. Ha lasciato qualcosa a tutti noi che ci siamo accolti della sua pulizia interiore, ci ha lasciato un ricordo. La sua risata non si capiva se ci prendeva in giro o era affettuosa, quando mi guardava e rideva io ridevo con lui. È stato una grand epersona e penso rimarrà a lungo per la generazione che ci ha conosciuto”.

Nella versione italiana di Toy Story 4 un importante cast di voci dà vita ai nuovi giocattoli. Luca Laurenti è Forky, un cucchiaio-forchetta usa e getta trasformato in un giocattolo dalla piccola Bonnie: “Lui ci tiene a dire di non essere un giocattolo, ma spazzatura oggi i giocattoli sono già modellati e fatti, forky invece nasce da un sogno. Lei lo crea quando arriva un bambino che non la daga di striscio, finché woody non lo aggiusta. Lui è un po’ il barbone dell’amore, forse in un’altra vita era coltello. Forky è nata per condividere  perché la forchetta non può imboccarsi da sola”. 

Il noto partner di Paolo Bonolis poi regala quasi delle perle di filosofia parlando del messaggio del film: “Vedendo il film, ma anche tutti i cartoni animati, mi chiedo la differenza tra noi e i giocattoli. L’infelice è colui che non crea, i giocattoli sono impregnati e siamo noi a dare un senso. È come un oggetto, è l’amore in realtà che contiene tutto e non c’è separazione dall’oggetto perché quello è me e io sono lui. È come quando cercano la particella di dio, dicono di averla trovata ma non è così. Anche un quadro è materia spiritualizzata, è un’idea che prende forma. Pure quando nasci non puoi sapere se in realtà sei morto, non sappiamo dove sia la verità”.

Corrado Guzzanti è Duke Caboom, un giocattolo degli anni ‘70 che, a cavallo della sua potente motocicletta acrobatica, è sempre pronto a mostrare le proprie pose da stuntman con sicurezza e spavalderia: “Il mio motociclista è un giocattolo vintage, un motociclista a molla. Mi ricordo questi giocattoli negli anni ‘70, quando ero ragazzi. È un esibizionista ma in realtà è un giocattolo molto sensibile che ha avuto il trauma dell’abbandono”.

Il noto attore continua parlando del messaggio di questo nuovo Toy Story: “Questo film sembra più esistenzialista, con i personaggi che sembrano avere un trauma esistenziale. Il mio giocattolo è stato rifiutato dal bambino. La sceneggiatura è molto raffinata e stavolta sembra un film pensato più per gli adulti perché la Villain, gabby, in realtà è buona realizzando il suo sogno di appartenere a qualcuna. La trilogia sembrava chiusa, qui ho trovato qualcosa in più”.

Rossella Brescia è una ballerina volante tra i giocattoli a disposizione dei bambini nel parco giochi: “È un film che lascia tanti messaggi positivi. Io sono la ballerina volante, ma ci sono cose che non avrei mai fatto nella vita perché sono virtuosismi da uomini r quindi ho detto o adesso o mai più. È stato un momento piccolo e intenso”.

La splendida showgirl si sofferma sul suo segreto per raggiungere la felicità ben spiegato nel nuovo Toy Story: “Su Forky mi soffermerei, a volte i bambini non possono avere i grandi giocattoli che sono in giro ed invece questo è costruito dal bambino. Il messaggio è che anche con cose semplici si possono fare le cose più belle che regalano felicità. Credo che sia uno dei messaggi più positivi che i ragazzi dovrebbero cogliere. Una semplice forchetta cucchiaio è diventato un personaggio bellissimo di toy story. Con la semplicità si può avere la felicità”.

Il duo musicale più popolare d’Italia, Benji & Fede, fa uno speciale cameo dando voce a due ranocchiette, fra gli ambiti premi del luna park in cui è ambientata parte della nuova avventura, oltre a interpretare una nuova versione dell’iconico brano firmato da Randy Newman “Hai un Amico in Me” (“You’ve Got a Friend in Me”) che accompagna i titoli di coda del film: “Abbiamo cercato di essere molto attenti andando a toccare qualcosa di storico mettendoci del nostro. I complimenti di Riccardo ci fanno piacere. Toy Story è un film sublime, pieno zeppo di metafore che ognuno può interpretare. Ieri mi sono quasi commosso perché i giocattoli prendono un mix di genitori e fratelli maggiori dei bambini. Io in woody rivedo mia madre, che mi è vicino senza farsi vedere. Il film è importante così come la colonna sonora, spero che vi lasci qualcosa e grazie a Disney”.

Fede nello specifico sorprende paragonando Woody ad una persona per lui molto importante: “Woody in questo film l’ho rivisto tanto in mia madre perché quarta quarta mi aiuta, io le dico che però ho 25 anni e non può trattarmi da bambino. Senza di lei però non avrei realizzato il mio sogno. Lui vede che la sua bambina è felice con forky e si mette da parte per far star bene bonnie. Questo è un messaggio bello, poi c’è anche il messaggio di fare squadra. Se uno vuole andare a fondo ci sono tanti messaggi sotto la superficie”.

L’atteso nuovo capitolo della saga vede inoltre il ritorno della storica voce di Massimo Dapporto, nei panni dello Space Ranger più famoso del cinema: “Quando feci il provino mandarono la voce in America. Li uno doveva capire se il suono potesse andare bene. Poi hanno fatto le domande tra cui titolo di studio, indirizzo politico, le malattie. A quel punto dissi all’agenzia di aumentare i soldi per ogni domanda, siamo arrivati a una bella cifra ed a un certo punto hanno interrotto. Buzz Lightyear piace a tutti, una volta un cameriere mi disse di fargli un autografo ma come Buzz lightyear. Ho dovuto seguire le indicazioni che c’erano al personaggio in lingua inglese. Lui pensa di essere umano, ma poi capisce di essere un giocattolo e va in crisi. Lui è un eroe della Disney Pixar e spero non sia solo il quarto film e verso l’infinito e oltre”.

Massimo Dapporto poi parla di Toy Story 4 come di un viaggio alla ricerca della felicità: “È la ricerca della felicità, del proprio io. La ricerca della propria felicità. Noi vediamo che Woody decide di lasciare il bambino e seguire la sua strada. C’è un bambino che diventa la scelta di un piccolo giocattolo, di questa bambola degli anni ‘50 sempre rifiutata che trova chi la accoglie. C’è sempre la scelta della felicità. È la scena della bambina che trova questa bambola degli anni ‘50 mi ha commosso, ho pensato che la Disney sai davvero furba perché ci fa piangere tutti. Ci sono importanti chiavi di lettura che determinano il successo del lavoro”

Riccardo Cocciante, ancora una volta interprete della canzone “Hai un Amico in Me” (“You’ve Got a Friend in Me”), presente nel film insieme al nuovissimo brano “Non Permetto” (“I Can’t Let You Throw Yourself Away”): “Io avevo fatto la primissima versione 24 anni fa, devo dire che quando ho affrontato questo pezzo dovevo trovare una maniera anche mia di esprimermi. Si doveva riconoscere la mia personalità attraverso una canzone che non era mia. Mi è successo niente uwlcje voltw di affrontare il pezzo di un altro, è importante ritrovarsi dentro senza copiare dando la propria personalità. La versione dei miei colleghi è bellissima, l’ho trovata molto fresca è suonata in modo semplice. Mi piace sempre che ci sia semplicità e limpidezza. Danno una versione giovane della stessa canzone”.

Riccardo Cocciante poi sorprende definendo l’essere un artista quasi come “una maledizione”: “Per l’artista è importante sempre crescere, andare avanti e non fermarsi. Rinnovarsi, osare e questo è il nostro ruolo da sempre. Ho sempre cercato di fare questo perché quando nasco come artista oso fare. Notre dame è stato rifiutato da tutti all’inizio, ora sto facendo un’opera per la Cina in cinese. Penso che nel film si senta un forte rinnovamento per tutti. L’artista è una benedizione è una maledizione, non scegliamo di esserlo e o si subisce o si riesce a fare qualcosa. È un destino che si impossessa di noi e non possiamo fare a meno di fare questa cosa. Il destino è potente e si sente anche in questo film”.

Fede poi chiude in modo perfetto l’incontro con un intervento intenso: “Credo che la vita sia ciclica per tutti e devi trovare l’assetto mentale che ti faccia vivere le tristezze e le gioie nel modo più positiv. Quando capisci che devi essere alleato di te stesso li penso che tu vinca. L’artista è una condanna è una benedizione come dice Riccardo, sta a te prendere le redini di questo e capire come vuoi andare, dove non vuoi arrivare e credo sia la conferma di questo. Woody era coccolato da andy, poi da bonnie, poi lei preferiva forky e lui l’ha aiutata in tutti i modi perché era solo quello che poteva fare. Arriva sempre un momento per tutto”.

COMMENTI