Toy Story 4: Intervista a Josh Cooley “La storia di Woody è finita” | Esclusiva

Giugno 26, 2019 di Thomas Cardinali

Abbiamo avuto il piacere di intervistare a Londra il regista Josh Cooley che ci ha parlato del suo Toy Story 4 e del futuro della saga.

Toy Story sembrava concluso con il terzo meraviglioso capitolo, “La Grande Fuga”, ma non è stato così. Nelle sale italiane arriva oggi l’altrettanto fantastico Toy Story 4 (abbiamo incontrato i talent italiani al doppiaggio) che apre nuovi interessanti scenari alla saga, che per la prima volta e orfana del suo papà John Lasseter. Alla regia e alla sceneggiatura infatti troviamo la presenza di Josh Cooley, nuovo prodotto del vivaio cresciuto nella Pixar e ora arrivato ad un debutto folgorante nella saga che ha cambiato per sempre l’animazione. Nella nostra conversazione ha parlato della genesi del film, ma anche del futuro della saga che per lui può definirsi conclusa.

Toy Story 4, il video con la nostra intervista esclusiva sottotitolata a Josh Cooley

Tu sei cresciuto nella Disney, hai cominciato nel 2004 come disegnatore di storyboard, poi come scrittore con film nominati agli Oscar…come si è evoluta la tua carriera all’interno della Disney?

Ho cominciato alla pixar nel 2003 come stagista ed ho fatto tutta la gavetta fino ad arrivare a disegnatore ufficiale di storyboard e scrittore per Inside Out. Dopo Inside Out mi è stato offerto di dirigere Toy Story 4. Era 5 anni fa. 

Avresti dovuto co-dirigerlo con John Lasseter, vero?

Si, all’inizio mi era stato offerto di co-dirigere il film e poi nel 2016 John mi chiamò nel suo ufficio per dirmi che era troppo impegnato e che gli avrebbe fatto piacere se io fossi diventato l’unico regista.Innanzitutto un grande onore che me lo abbiano chiesto perché io amo questi personaggi ed il mondo di Toy Story. Grande responsabilità perché Toy Story 3 si era concluso cosi bene e quindi era importante avere una storia all’altezza del titolo Toy Story 4. 

Il fatto che John se ne sia andato, ha cambiato in qualche modo il progetto?

Quando se n’è andato io ci stavo lavorando già da un anno, quindi non ha cambiato i piani. Ovviamente è stato un grosso shock per lo studio ma ora, un paio di anni dopo, sotto la guida di Pete Docter è entusiasmante vedere i nuovi cambiamenti.

Come dicevi, i fan di Toy Story pensavano che la saga fosse finita con il numero 3. Cosa ha inspirato il 4?

Anche io me lo sono chiesto, non volevo rovinare la perfezione dei primi 3 o ripetere qualcosa già fatto.  Ma quello che Andrew Stanton mi disse è che la fine del 3 rappresentava solo la fine della storia di Woody con Andy, ma c’erano ancora storie da raccontare con Woody. Quando mi ha detto questo ho capito. Lui ora è in una nuova stanza con una nuova bambina e non sarà più come prima, non può esserlo. Ed è qui che ho capito che c’era uno spunto per qualcosa.

Il tuo futuro lo vedi nella regia o quale ambito dell’industria cinematografica preferisci? 

Amo la regia. Io penso che poter lavorare con una troupe e degli attori così grandiosi  e potermi affidare a loro ed essere sorpreso ogni giorno dal loro talento è stato molto divertente. Lavorare in un ambiente cosi collaborativo, mi piacerebbe rifarlo.

Forse con il quinto capitolo?

No. Sono molto felice di come finisce Toy Story 4. Penso che concluda l’arco narrativo di Woody molto bene quindi un numero 5 non è sul tavolo e penso mi pacerebbe provare qualcosa di nuovo. 

Com’è stato lavorare con attori del calibro di Tom Hanks e Keanu Reeves?

Beh questo vale per tutti gli attori, erano cosi genuini, rilassati. Quando la storia cambiava direzione capivano dove stavamo andando, tutti molto collaborativi. Tom (che abbiamo intervistato sul red carpet di Londra), Tim ed Annie hanno recitato questi personaggi per 25 anni e quindi potevo contare sulla loro esperienza anche per poter rafforzare la storia. Quindi potevo chiedergli cosa ne pensavano di varie idee. C’è stata davvero molta collaborazione con loro e con  Keanu, lui ha davvero creato Duke Caboom. Il suo ruolo è stato fondamentale nel creare quel personaggio. 

Qual è stata la parte più divertente del lavorare a quel personaggio?

Probabilmente la prima volta che ho incontrato Keanu. Prima di dire di si è voluto venire alla Pixar per incontrarci e sondare il terreno. Quindi gli ho accennato la storia e gli ho parlato del personaggio e lui ha davvero iniziato ad immedesimarsi. Ha detto, sono un’action figure, vero? ed ha iniziato a fare hu-hu-hu e tutte queste pose fino al punto di saltare sul tavolo dicendo sono Duke Caboon.  Così divertente e così nel personaggio, avevo davanti Duke Caboon e mi ricordo che stavo piangendo dal ridere ma pensavo, spero davvero dica di si perché questo deve assolutamente essere nel film.

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