Tornare, recensione del film di Cristina Comencini

Ottobre 26, 2019 di Marco Chiaretti

Tornare di Cristina Comencini è il film di chiusura della 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma.

La sinossi del film racconta che la pellicola è ambientata a Napoli, nei primi anni Novanta. Alice (Giovanna Mezzogiorno), rientra dall’America dopo un’assenza ventennale. È morto il padre. Alice si ferma nella casa di famiglia, completamente disabitata. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso, come il legame che si crea con Marc. Per Alice si schiude un mondo nuovo, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza.

Dopo tre anni di assenza sul grande schermo, Cristina Comencini torna con un film piuttosto noioso e poco chiaro. Purtroppo, per via dell’illogicità di alcune sequenze e di dialoghi poco chiari, rimane difficile per lo spettatore arrivare fino alla fine.

foto di scena film “Tornare” di Cristina Comencini, produzione Lumierefilm, con Giovanna Mezzogiorno

Partiamo dal luogo, Napoli. La città è un elemento assente nel film e per via della sua scarsa identità appare, agli occhi dello spettatore, incredibilmente spopolata. Tornare è un flashback continuo e poco credibile. Le musiche d’accompagnamento, infatti, sembrano coprire gravi errori di recitazione e regia. Nel complesso, il piano registico è terribilmente lento. L’autrice si dilunga troppo in scene senza né capo né coda, utilizzando nel procedimento filmico sempre le stesse inquadrature trasmettendo più ridondanza all’opera.

Il vero disastro di questa pellicola è la sceneggiatura: il film è piatto e annulla ogni ritmicità all’azione. Il tentativo di raccontare il film a mo’ di Nuovo cinema paradiso o Posto delle fragole è pienamente fallito; un accostamento azzardato e improponibile. Giovanna Mezzogiorno si trova ad interpretare una donna solitaria e malinconica, piena di brutti ricordi ed errori del passato. Purtroppo, anche la recitazione pecca di poca credibilità. Lo sguardo inespressivo e statico dell’attrice trasmette ancor più monotonia al tutto.

Cristina Comencini delude sotto ogni punto di vista, rimane impossibile trovare qualcosa di positivo nel lavoro. Confidiamo in un ritorno migliore.

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