Star Wars: La masterclass di Dave Fogler a Lucca 2018 sul Millennium Falcon

Novembre 14, 2018 di Roberto Leofrigio

Il nostro resoconto della masterclass tenuta da Dave Fogler, che ha raccontato la storia di una delle astronavi più amate del cinema: il Millennium Falcon di Star Wars.
Dave Fogler, a Lucca Comics and Games 2018, ha tenuto una masterclass riservata ad alcuni membri della stampa italiana ed internazionale all’interno della Sala degli specchi di Palazzo Orsetti, dove campeggiava un tavolo di cristallo molto simile alla sagoma del leggendario Millennium Falcon, una pura coincidenza decisamente affascinante come la storia. Dave Fogler è uno dei principali responsabili della Industrial Light Magic sia come Visual effects supervisor che Asset build supervisor, e proprio con questa mansione si è occupato di ricostruire l’astronave in digitale per Star Wars: Episodio VII – Il Risveglio della Forza, diretto da J.J. Abrams.
A Lucca 2018 inseguire gli eventi alla fiera più grande del mondo (per estensione sicuramente) non è  facile… E non abbiamo problemi a confessarvi che una simpatica famiglia Addams, che vive a Lucca, ci ha indicato la strada esatta dove raggiungere la Sala degli Specchi di Palazzo Orsetti, al cui interno Dave Fogler ha tenuto una masterclass dedicata all’evoluzione degli effetti speciali in Star Wars attraverso la storia della più iconica delle astronavi: il Millennium Falcon.

Star Wars | Dave Fogler racconta la storia del Millennium Falcon a Lucca 2018

Star Wars: Dave Fogler racconta la storia del Millennium Falcon a Lucca
Dave Fogler ha alle spalle 25 anni di carriera, di cui 20 anni passati all’Industrial Light & Magic: la leggendaria casa di effetti speciali  fondata nel 1975 da George Lucas. Fogler ha partecipato alla creazione degli effetti visivi di ben 23 film, tra cui Matrix, Star Wars: Il Risveglio della Forza, Pacific Rim, Avatar, Transformers, Star Wars: La minaccia fantasma.
Vincitore due volte al premio VES, Visual Effects Society, per il suo lavoro in Trasfomers, Fogler si è subito tuffato come il Millennium Falcon a raccontarci il suo lavoro nella ricostruzione in digitale di alcune astronavi classiche come il Tie Figher e l’X-wing, per poi arrivare al cuore della storia del suo lavoro.
Dave Fogler, nel suo lavoro di ricostruzione in digitale della nave di Han Solo, ha subito voluto sottolineare come il suo lavoro di supervisione faccia parte di uno sterminato gruppo di persone che si occupano degli effetti, “I nomi che riempiono lo schermo per oltre tre minuti nei titoli di coda“, ci dice sorridendo.

Star Wars: la masterclass di Dave Fogler.

Star Wars: Episodio VII- Il Risveglio della Forza diretto da J.J. Abrams è stato il lavoro a cui si è dedicato l’esperto Fogler, e dove ci porta la sua master class ripercorrendo attraverso la storia della Millennium Falcon l’evoluzione degli effetti, che erano realizzati in modo artigianale rispetto ai potenti software ora disponibili. Con tanti modellini, gli stessi che ora potete comprare facilmente in rete, alcuni identici per dimensioni e dettagli a quelli usati nella prima trilogia (per la cronaca quella che parte da Star Wars – Guerre Stellari del 1977).
Dave Fogler è stato introdotto da Direttore Generale di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina, che ha sottolineato come la presenza di Dave Fogler si affianchi ad un altro designer di navi spaziali come il maestro Leiji Mastumoto. Ha rapidamente introdotto il piccolo gruppo di giornalisti, che poteva tranquillamente alloggiare nel Millennium Falcon, alla storia degli effetti speciali e alle  tantissime persone che sono servite nel passato ed anche oggi per realizzare i mirabolanti effetti speciali.

Avevo solo 10 anni quando vidi per la prima volta Guerre Stellari nel 1977 e andai al cinema altre 12 volte a vederlo !  Ero semplicemente ossessionato dal Millennium Falcon. Per me era lui il personaggio principale,  volevo guidarlo. Mi diede la prima ispirazione per occuparmi di effetti speciali. Poi nel 1997 entrai nella Industrial Light & Magic come practical model maker, ed ora eccomi qua.”

Mentre ci parla, Fogler ci mostra spezzoni ed immagini dei leggendari disegni e foto  dalle quali si vedono Joe JohnstonDennis MurenGeorge Lucas il famoso John Dykstra. Tutti insieme Van NuysCalifornia nel 1975.
Dave Fogler  ci racconta come il suo team ha scansionato millimetro per  millimetro il modello originale utilizzato per le riprese del primo Star Wars del 1977, ed hanno realizzato una copia perfetta e completamente digitale del Millennium Falcon.

“Era la prima volta che vedevo dal vivo il modello originale, e confesso che ho capito quale era il mio errore, pensavo che potesse essere migliorato con il lavoro in digitale, ma in realtà era semplicemente perfetto, l’oggetto di scena più bello che avessi mai visto nella mia vita professionale“.

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Star Wars | Dave Fogler racconta la storia del Millennium Falcon a Lucca 2018

Joe Johnston “dipinge” il modellino originale del Millennium Falcon.

Ma molti non sanno che l’astronave che voleva Lucas era molto differente, il lungo lavoro dei precedessori. L’assurda forma iniziale che avrebbe avere il Millennium Falcon ricordava molto le astronavi di Flash Gordon. Sappiamo bene che in realtà il vero sogno di Lucas era portare sullo schermo l’eroe disegnato da Alex Raymond, ma non aveva i diritti (diritti che poi portarono il nostro De Laurentiis, a produrre ancora il discusso Flash Gordon). Dave Fogler, mentre ci narra la storia passata, ci porta alla sua più recente missione come supervisore vfx, o come lui scherzosamente ci ha detto “Dovevo correggere tutti gli errori possibili!“, ne il Risveglio della Forza. Qui ha dovuto mettersi al lavoro senza sapere niente della sceneggiatura per motivi di segretezza. L’ultima volta che si era visto il Millennium Falcon in azione era molti anni fa, in un’altro millennio.
Il problema è stato affrontato dall’esperto con una rigida divisione del lavoro. Per Fogler il software è solo un mezzo per arrivare alla fine del lavoro, per parte sua l’ispirazione dei suoi maestri che con carta e matita realizzavano prima gli schizzi del progetto e design restano ancora oggi. E narrandoci la storia dell’astronave scopriamo che all’inizio l’idea di Lucas era quella di una nave pirata, con un modello molto simile ad un altra astronave iconica: l’Aquila di Spazio 1999, realizzata dal leggendario Brian Johnson (che poi ritroveremo tra gli esperti di effetti speciali ne L’Impero Colpisce Ancora), che aveva avuto un grande successo in tv proprio nel momento in cui la produzione stava lavorando al film.
Discovery (2001: Odissea nello Spazio).

In realtà i primi bozzetti preliminari,  ci mostrano un’astronave molto simile al Discovery di 2001: Odissea nello spazio. Lucas ovviamente chiede di modificarla. Molti disegni sono realizzati da un giovanissimo Joe Johnston ed il primo prototipo realizzato dal modellista Colin Cantwell,  a cui poi si arriva alla versione definitiva di Stinson Lentz, che viene approvata da George Lucas.
Millennium Falcon: primo prototipo di Colin Cantwell.

Ma la somiglianza con l’iconica Aquila di Spazio 1999 è fin troppo evidente nel modello definitivo realizzato da Stinson Lentz. Lucas non è affatto contento dopo aver scoperto il telefilm a cui si sono ispirati i suoi artisti e ancora una volta chiede di modificare il design.
Ecco una foto con un raffronto tra Aquila e “Millenium Falcon” non definitivo.

Qui potete apprezzare le similitudini soprattutto nella forma dell’astronavi.

La richiesta di Lucas è decisa, serve una cosa nuova: una nave di forma circolare, che però non deve sembrare un Disco Volante. Ma la leggenda ci racconta di un giovanissimo Joe Johnston e il suo team, il quale letteralmente butta tutti i progetti precedenti e finalmente trasforma l’astronave da verticale a sferica, qualcosa di diverso da un disco volante, ma molto particolare ed accattivante.
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Star Wars | Dave Fogler racconta la storia del Millennium Falcon a Lucca 2018


Anche se non si butta via niente, infatti il primo Millennium Falcon, verrà utilizzato con il suo modellino finito nell’astronave della principessa Leila (Leia) che viene catturata all’inizio dall’incrociatore imperiale (Star Destroyer) di Lord Fener (Vader).

Una creazione alla quale, secondo la squadra di Fogler chiamata da Abrams a richiamare in servizio la nave, non si deve aggiungere qualcosa. Al termine di lunghe discussioni Fogler ci racconta che “Alla fine abbiamo deciso, a parte qualche piccola concessione, di non modificare praticamente nulla, del resto perché aggiungere dei balconi alla Torre Eiffel?”

Nella foto le collaborazioni di Dave Fogler, nel panel dedicato il giorno dopo al pubblico.

Al termine dell’incontro alle domande della pattuglia di giornalisti  Fogler ha  accennato al suo lavoro nei Transformers di Michael Bay, con il quale spesso discuteva circa la relazione dinamica tra i robot e le macchine nel passaggio di forma e utilizzo. Ci ha confessato che anche lui in un certo senso rimpiange gli anni eroici degli effetti speciali , ma non per la qualità: per il semplice fatto che avrebbe voluto fare parte di quel team creativo, assieme ai maestri che tuttora ammira che hanno lasciato un traccia che loro seguono ancora. Alla nostra domanda su Avatar, Fogler non ci ha voluto dire se fa parte dei prossimi progetti messi in cantiere da James Cameron (ma siamo quasi certi che in realtà collaborerà), ed ovviamente è rimasto abbottonato sul prossimo Star Wars. In ultimo ci ha raccontato della sua ultima ossessione, parola ricorrente da parte dell’esperto: la realtà virtuale.
Dave non ci ha nascosto che nella sua residenza londinese sta usando suo figlio come cavia, mostrandoci anche la foto. Del resto. se lui a 10 anni ha deciso che un giorno avrebbe lavorato alla Lucas Film, il figlio deve giustamente seguire le orme del padre. Sicuramente siamo certi che Dave Fogler e il suo team avranno da offrirci tante altre novità nel settore, anche se alla domanda sulla inquietante coincidenza del tavolo di cristallo che ricorda la sagoma del Millennium Falcon, lo stesso Fogler, teme che potremmo essere già vittima di una realtà virtuale che stiamo vivendo in modo inconscio, un Matrix nascosto, ma questa è davvero un’altra storia.
La forma del tavolo a forma di Millennium Falcon, una incredibile o inquietante coincidenza lucchese.

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