Sono solo fantasmi: Non la solita “cafonata” | Recensione del film di Christian De Sica

Novembre 14, 2019 di Marco Chiaretti

Era ora. Christian De Sica torna alla regia con un film diverso e divertente, ricco di omaggi al padre Vittorio. Dimenticate tutto i film che abbiamo visto finora, “cafonate” e storie pecorecce di sesso e tradimenti. Dopo Amici come prima – insieme a Massimo Boldi – Sono solo fantasmi (qui il trailer) è il suo ritorno alla regia. Il film prodotto da Indiana e distribuito in più di 400 copie, è nei cinema dal 14 novembre.

La sinossi del film

Ritorna la famiglia. La sinossi della pellicola, infatti, ruota attorno alla storia di Thomas (Christian De Sica), un ex mago in bolletta e Carlo (Carlo Buccirosso), un napoletano sottomesso dalla moglie milanese, sono due fratellastri che si rincontrano dopo tanti anni a seguito della morte del padre Vittorio, donnaoiolo e giocatore incallito. Scoprono di avere un terzo fratello, Ugo (Gian Marco Tognazzi), un po’ ritardato ma in realtà si rivela un piccolo genio. La tanto agognata eredità del padre sfuma a causa dei debiti paterni, così, grande lampo di genio quale è Thomas, decide di sfruttare le superstizioni e le tradizione della terra napoletana per diventare “acchiappa fantasmi”. Quando l’attività sembra avere molto successo in termini economici, il fantasma di Vittorio s’impossessa del corpo di Carlo. Risvegliando il terribile spirito della Janara, con l’aiuto del padre i tre fratelli tenteranno di salvare la città.

Una buona idea

La commistione di generi funziona, eccome. Il soggetto, scritto dai meritevoli Nicola Guaglianone e Menotti, è un atto di coraggio verso lo sdoganamento di genere radicato da anni nel cinema italiano. Tratto da un’idea di Dan Aykroyd e Harold Ramis i soggettisti hanno deciso di ambientare le vicende in quel di Napoli, una città che tiene ancora salde le superstizioni e le credulità. Da qui un omaggio fantastico che si ricollega al nome del padre, anzi dei padri: perché oltre ad essere Vittorio (padre di Thomas, quindi di Christian), la scelta di omaggiare Ugo Tognazzi chiamandolo con il medesimo nome nel film è un gesto nostalgico e di tributo ai grandi che hanno fatto la storia del cinema italiano e non solo.

Tematiche contemporanee

È un film che diverte dalla prima all’ultima inquadratura, nonostante non troviamo alcuna originalità registica – De Sica dice qualche parolaccia, ma la storia scorre fluida e regolare – ma soprattutto analizza le dinamiche familiari, l’arrangiarsi e il sapersi reinventare in qualsiasi momento ma soprattutto è ancora una volta un mezzo per poter far rivivere i padri attraverso i figli.

Nulla di originale ma un passo verso un nuovo genere

Non siamo di fronte a un capolavoro, questo è certo, ma a una coraggiosa prova di un genere che in Italia non è mai stato prodotta e che continuiamo a importare. Rimane comunque un’horror comedy che vanta dei buoni effetti speciali e un notevole sound design, evitando battute da “cinepanettone” (etichetta che De Sica, ormai, si porta dietro da anni). Sono solo fantasmi è un grande passo avanti verso un nuovo genere.

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