lunedì , 17 Giugno 2019
Chernobyl: Intervista a Matteo Gagliardi, regista di Fukushima: a Nuclear Story

Chernobyl: Intervista a Matteo Gagliardi, regista di Fukushima: a Nuclear Story

Chernobyl la miniserie targata HBO è arrivata anche in Italia dal 10 giugno sulla piattaforma Sky. Abbiamo chiesto al regista Matteo Gagliardi, autore del documentario di grande successo Fukushima: A Nuclear Story, la sua opinione sulla serie che ha già visionato in anteprima nella sua interezza

Va in onda dal 10 giugno anche per l’Italia sulla piattaforma SKY la nuova serie dell’HBO Chernobyl. Sappiamo che hai già visto tutta la serie in lingua inglese, quale è il tuo giudizio ?

Matteo Gagliardi : “Un autentico capolavoro, sotto tutti i punti di vista. Scrittura, regia, fotografia, musica, sonoro, interpretazioni, costumi, scenografia. Farà incetta di premi e sarà un termine di riferimento per molti cineasti, oltre ad imprimersi nel cuore e nella mente del pubblico per moltissimo tempo. Il suo primato su Imdb, di cui si parla tanto, è assolutamente meritato. “

Chernobyl

Ad oggi esistono ancora numerose teorie sull’incidente di Chernobyl, tanto che i Russi , almeno una parte non hanno fatto accettato di buon grado la serie, e stanno preparando una loro serie dove vedremo che sarà coinvolta la stessa CIA, accusata aver ordito un sabotaggio, quale è il tuo parere a riguardo ?

Matteo Gagliardi: “In tutta franchezza, mi sembra una teoria cospirativa molto poco credibile. In certi casi è doveroso applicare il cosidetto “Rasoio di Occam”, che definisce l’ipotesi più semplice, vale a dire l’incidente, come quella più probabile. Non è un caso che tutti i reattori delle successive generazioni sono stati “contenuti” dentro enormi capsule di metallo proprio per impedire la dinamica occorsa alla centrale di Chernobyl, che sarebbe potuta andare molto peggio, come molti scopriranno anche grazie a questa serie. E’ un bene assoluto che certe tematiche raggiungano il grande pubblico sottoforma di racconti cinematografici così chiari e lineari. La quinta e ultima puntata di Chernobyl mi ha ricordato il terzo atto del mio “Fukushima”.

“Chernobyl: un autentico capolavoro” Matteo Gagliardi

Nel tuo film sulla tragedia di Fukushima sei entrato in contatto con la realtà del problema nucleare, ma soprattutto, quello da parte delle autorità e dei responsabili della centrale che hanno sempre cercato di minimizzare il danno, come a Chernobyl o in altri incidenti nucleari Possibile che nonostante tutti i rischi si preferisca sempre pensare al profitto delle azioni di quella o quell’altra compagnia che fornisce energia, invece della salute dei cittadini, qual’è la tua opinione a riguardo.

Matteo Gagliardi: “A Chernobyl una centrale costruita in fretta fu ostaggio di un funzionario di partito. A Fukushima si è sottostimato il rischio sismico e si è costruita una diga anti-tsunami più bassa del dovuto. Nel primo caso l’industria nucleare era totalmente nella mani dello Stato, nella seconda in buona parte privatizzata (Tepco). Pubblico vs privato, comunista vs capitalista etc. sembrano tuttavia categorie superate di fronte alla logica del profitto. Le tecnologie cambiano, ma la natura umana è sempre la stessa, siamo una specie resiliente ma per agire, per cambiare aspettiamo sempre di trovarci sull’orlo del precipizio. E dopo un disastro.”

In Italia nel 1986 dopo che si venne a sapere dell’incidente ci si affrettò subito ad affermare che non esistevano centrali come quella sita in Ucraina (per poi essere smentiti giorni dopo grazie ad alcuni seri giornalisti). Infatti una delle prime centrali nucleari italiane era sita proprio a Latina e chi la sta intervistando l’avevo visitata anni prima in un gita  liceale ! Una centrale con la grafite, come quella di Chernobyl, che ad oggi è ancora in via di smantellamento dopo che nel 1987 con un referendum si decise di non avere centrali nucleari sul territorio nazionale. Quale è, in base alla sua esperienza nel realizzare il documentario su Fukushima, la sua opinione sul problema mai risolto delle scorie e dello smantellamento anche di vecchie centrali nucleari,  e anche della stessa Chernobyl, per ora protetta da un gigantesco “tetto”, ma in realtà nell’area si continua a morire dopo 31 anni , anche in zone dichiarate sicure dalle autorità.

Matteo Gagliardi: “E’ una questione molto complessa, e tornata prepotentemente attuale: l’energia nucleare, con tutti i suoi rischi, è tuttavia l’unica risposta di breve e medio termine al crescente fabbisogno energetico mondiale. Il problema, anzi l’emergenza del global warming fa apparire il problema delle scorie nucleari, del decomissioning delle vecchie centrali etc. assolutamente secondario. Non sarò mai pro-nukes ma ho la sensazione che i decenni a venire ridefiniranno drasticamente l’agenda umana sul tema energetico: saremo costretti a superare le questioni economiche ed ideologiche, ragionando sempre meno come individui e sempre più come specie. “

Matteo Gagliardi
Nella foto il regista Matteo Gagliardi

Fukushima: a Nuclear Story” , scritto da Christine Reinhold, lo stesso Matteo Gagliardi e Pio d’Emilia, e narrato nella versione italiana da Massimo Dapporto, il docufilm ripercorre i primi 4 anni della tragedia grazie alla coraggiosa indagine del giornalista Pio d’Emilia: un reportage che gli è valso il Premio Ischia 2016 (giornalista dell’anno).

Fukushima: a Nuclear Story” ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali,tra cui il Premio DIG (ex Premio Ilaria Alpi), l’Uranium Film Festival di Rio de Janeiro,ed è risultato finalista ai Nastri d’Argento 2017 nella sezione Cinema del Reale. Ad un anno dalla sua pubblicazione, il docufilm, narrato da Willem Dafoe nella versione inglese, è stato finora trasmesso in 16 Paesi nel mondo, tra cui Canada e Stati Uniti, rivelandosi un successo internazionale. E’ possibile visionare il film sulla piattaforma Sky, o gratuitamente al seguente link:

Sito web film: www.nuclearstory.com

Sito web casa di produzione: www.teatroprimostudio.it

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