Sanremo 2019: Nek in conferenza “Degli esperti non mi frega un c****, conta la canzone”

Febbraio 6, 2019 di Thomas Cardinali

Mi farò trovare pronto” è stato scritto dall’artista insieme a Luca Chiaravalli e Paolo Antonacci e sarà contenuto nel suo prossimo album di inediti, in uscita in primavera, a cui sta lavorando in questi mesi.

Quattro anni dopo il secondo posto di “Fatti avanti amore” Nek torna in gara al Festival di Sanremo con “Mi farò trovare pronto”. Il brano farà parte del suo nuovo progetto discografico, di prossima uscita: “Ho pensato a questa canzone per la struttura, per la melodia, per la forza energica che trasmette”

Ecco le domande a cui ha risposto durante la conferenza stampa.

L’elettronica quanto ha inciso in “Mi farò trovare pronto”?

“Sono stato appassionato dei Depache Mood, ho sempre cercato di rendere ibrido il mio pop che attinge al rock. Il mio produttore Chiaravalli è appassionato di elettronica e mi affido a lui.

Con Renga che sensazioni avete?

“Siamo andati a cena due sere fa, siamo emozionati. Lui con molti più Sanremo di me, la sua canzone rispecchia Francesco che è una garanzia su questi testi. Lui è uno dei più grandi interpreti di questo filone musicale”.

Sei a Sanremo con una canzone radiofonica, potrebbe portare meno voti dagli esperti? Vuoi che venga ascoltata subito e fare successo?

“Non me ne frega un cazzo. Si, la radio è il più grande mezzo della musica, è ancora il contatto primario delle persone con la musica, io sono cresciuto con la radio. Sarei uno sprovveduto se ti dicessi che non ho pensato a tutte le dinamiche, volevo che il primo singolo del mio nuovo disco fosse questo. Mi interessava arrivare con uno schiaffo alle persone attraverso la radio”.

Ci sono tanti giovani, tanti anche all’esterno di Sanremo, diventano famosi senza fare più la gavetta suonando nel localino sotto casa.

Fa piacere a tutti avere subito successo, ma non si è strutturati. Si ha sempre la sensazione di passare da percorsi secondari evitando di affrontare il pubblico”.

Il duetto con Neri Marcore?

“Neri per questa canzone ha un suo specifico ruolo, quindi lo svolge pienamente perché è una voce bella che suona bene la chitarra.

Mi farò trovare pronto sembra la prosecuzione di Fatti avanti amore, stavolta se vinci vieni a Tel Aviv?

Mi piacerebbe partecipare il mio paese all’Eurofestival. Adesso tocca a voi mandarmi lì”.

Come affronti i secondi prima dell’esibizione?

I secondi che mi dividono dall’inizio del pezzo al lancio sono una caldaia. L’esperienza di salire su quel palco, l’emozione è cambiata poco. Quando salgo su un palco sia a Sanremo che a un mio concerto mi sento a casa. Ieri ho pensato proprio che fosse un mio concerto e si sono aperte le acque in mezzo alla gente cercando i loro sguardi”.

Io ho tifato per te nel 2015 e tifavo per te, ci sono rimasta male quando hai perso a causa della vincita de Il volo. Quando ho visto che sono in gara con te e sono avanti ho pensato “No non è possibile”. Come vivi tu la competizione?

Io, ma credo anche loro, siamo qui per sfruttare l’energia potente del Festival di Sanremo. Io come ho detto al collega vorrei che la canzone saltasse il festival per arrivare alla gente. Il Volo ha tanti anni di carriera sono giovani, a me della classifica non me ne frega nulla. Non ho mai vinto Sanremo, ho 26 anni di carriera, 11 milioni di dischi venduti, non succede nulla se non vinco“.

E prevista una versione internazionale in spagnolo?

Anche del disco, ormai dal 1997 vengo ascoltato dal pubblico spagnolo e sud Americano sono onorato di questa attenzione. Sicuramente lo farò“.

Che differenza di emozioni ci sono tra Fort Aleza e il palco di Sanremo?

Sono due emozioni particolari. Tu hai toccato un tasto importante perché Mi farò trovare pronto nasce da quell’esperienza lì. Stiamo parlando del Nord Est del Brasile, parliamo delle Favelas quindi un territorio con luoghi molto crudi. Non c’è aborto e i bambini vengono abbandonati e seviziati. Ho conosciuto bambini con quella croce e la paura di essere violentati, addirittura ci sono bambini di 8 mesi abbandonati, stesi per terra perché la madre era obbligata a prostituirsi. Borges dice quattro versi a cui ho tratto ispirazione, io posso conoscere il mondo e avere qualsiasi nozione ma quando mi innamoro e mi trovo a fare esperienza di amore sono nudo. Sono come mamma mi ha fatto. Questo è quello che mi porto dentro”.

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