Non sono un assassino: Scamarcio e il cast “Un legal thriller che mancava in Italia”

Maggio 1, 2019 di Thomas Cardinali

Abbiamo incontrato a Roma il cast di “Non Sono un Assassino”, il legal thriller con protagonista Riccardo Scamarcio tratto dal romanzo del magistrato Francesco Caringella.

Il legal thriller è un genere trattato poche volte in Italia, è raro trovare un prodotto cinematografico che riproduce in modo fedele un processo a seguito di omicidio come in “Non sono un assassino“. L’indagato numero uno, come nel recente thriller “Il Testimone Invisibile” è Riccardo Scamarcio, davvero in forma e autore di un’ottima performance. Insieme a lui ci sono il magistrato ucciso interpretato da Alessio Boni e un avvocato depresso alcolizzato dal sempre ottimo Edoardo Pesce.

La regia è firmata da Andrea Zaccariello, mentre la sceneggiatura è adattata dall’omonimo romanzo “Non Sono un Assassino” firmato dal magistrato Francesco Caringella volto noto anche nei talk show televisivi. A Roma abbiamo incontrato il cast, il regista e proprio lo scrittore che ci hanno raccontato il grande lavoro dietro un legal thriller che, pur non essendo esente da qualche difetto, potrebbe diventare in Italia un piccolo cult per il genere


Il regista Andrea Zaccariello a proposito del genere di “Non sono un assassino”:

“Abbiamo provato a fare un legal thriller italiano perché non pensiamo ci sia mai stato. Abbiamo cercato di fare un film per fare in modo che il giallo avesse una grande importanza, c’è un ritratto che non si trova ma alla fine volevamo anche una storia di anime e di essere umani basata sui ricordi. La trama è fatta di tempo, di passato. Non è prettamente indiziario, ma soprattutto che dietro ad ogni delitto c’è una vicenda umana più interessante del delitto stesso”.

Poi scherza su un incontro avvenuto in Puglia a casa di Riccardo Scamarcio, promosso anche ai fornelli Regista:

“Ci siamo visti per tre giorni insieme a Paolo Rossi a casa sua in Puglia, ci ha anche cucinato ed è bravissimo. In questa osmosi che si stava creando ho tirato fuori le prime 20 tavole con i board del disegno. Ci siamo voluti bene, ma è stata una bella lotta sul set”.

Interviene Riccardo Scamarcio che spiega “Non potevo neppure fumare, ho dovuto infilare la testa nel camino!”. L’attore ormai è una vera certezza per il cinema italiano, ha iniziato una svolta con “Pericle Il Nero” e la sta portando avanti con lavori più convincenti:

“Diciamo che per un attore un film c’è l’arte dell’adesso e qui. Manipoliamo il presente, un film ha tre momenti: scrittura, ripresa e montaggio. Mentre giriamo penso sempre che bisogna essere elastici a reagire a quello che accade, a quelli che sono gli elementi. Ci sono una serie di dinamiche e variabili che non puoi controllare. Io cerco gli incidenti sul set, non sempre questo può andare bene al regista perché può creare situazioni complicate. I film poi diventa spesso un altro film al montaggio, io facendo film mi sono reso conto che spesso abbiamo dovuto aspettare per girare una scena. Vedi una con un bambino in braccio se piange non puoi andare, invece secondo me si può lavorare contro la scena”.

Andando sul genere del film invece Riccardo Scamarcio fa paragoni illustri:

“Hitchcock è il depositario più importante del genere thriller, ma in “Non sono un assassino” c’è l’amicizia di C’era una volta l’America…poi anche “La chiave” di Tinto Brass (risate ndr). Quando Andrea mi ha proposto il film mi ha dato la musica come riferimento e l’ho trovata subito pazzesca, non li conoscevo così bene. Ho pensato subito ad un contrasto con il personaggio”.

Alessio Boni parla dei metodi dell’attore:

Ognuno ha il suo. C’è un aneddoto fantastico che Giuseppe Tornatore ha raccontato dopo aver girato Una pura formalità. Mentre Roman Polanski, già 15 giorni prima dell’inizio riprese, curiosava sul set recandosi in continuazione in quello che sarebbe stato il suo studio e suggerendo agli scenografi addirittura dove mettere la scrivania, Depardieu arrivava all’ultimo e faceva la scena. Erano perfetti entrambi. Ecco, l’importante è quello che accade quando si gira, poi ci si può preparare 2 mesi prima, 2 giorni prima. E’ fondamentale impegnarsi e affidarsi completamente”.

Poi cita il grande Hitchcock come punto di riferimento del genere, anche se la suspense più forte nella sua vita l’ha provata con un altro film:

“Io sono un amante di Hitchcock, della suspense che in questo caso si crea nell’aula di tribunale. Mi ricordo poi che quando vidi Il Silenzio degli Innocenti ero con gli occhi aperti spalancati, ho amato l’idea della suspense. Mi ha attratto moltissimo fare una cosa lontana della mia fisicità, il truccatore mi ha messo un’altra maschera”

Edoardo Pesce è uno dei personaggi meglio caratterizzati del film, anche meglio rispetto al libri:

“Ci ho trovato in questo film un po’ di “C’era una volta l’America”. “Oltre al film di Leone, ho tenuto in considerazione “C’eravamo tanto amati”, Ammetto di aver preso in prestito qualcosa da Satta Flores. Andrea ha detto sin da subito patti chiari e amicizia lunga, ha imposto da subito il suo modo di lavorare è una volta che lo capisci glielo dai. La composizione della scena arrivava sempre prima, poi i personaggi . Fare questo film è stato come partecipare ad un teatro delle marionette.

Nel film nei panni di un magistrato anche Claudia Gerini, che ha dovuto lavorare molto sulla voce per ottenere la cadenza pugliese e rivela:

“Sono stata indirizzata verso Dario Argento da mio papà che era un suo grande film quindi ho adorato quei film che creano il brivido. Quando giri una scena spesso ti devi adattare perché è diversa da quel che scrivi, quindi per me il set è questo. Io ho fatto un lavoro sulla voce ripetendo molto, ma probabilmente no sono così disciplinata come pensate”.

Il magistrato e scrittore Francesco Caringella spiega che ha partecipato molto alla vita sul set seguendo le riprese e che, anche se molto della parte legal delle udienze è stata tagliata per esigenze cinematografiche, è decisamente soddisfatto di come il regista abbia saputo dare una sua versione non tradendo lo spirito del libro:

“Il trattamento è stato infedele ma senza il tradimento dell’anima, non ne ha però tradito il significato. Mi è piaciuto il riferimento al giallo con Hitchcock, poi sono presente in una scena del film. Abbiamo passato una giornata intera per fare 15 secondi. Il vero mistero è Hitchcock, cinematograficamente è il più grande giallista di sempre anche più di agatha christie. Il giallo ti chiede chi è il colpevole, ma la vera domanda è perché è stato commesso quel delitto. Leggendo un buon giallo ti arrivi a chiedere questo indagando sull’animo umano. La vera domanda è se Scamarcio in questo film è un uomo vero . La magia del cinema con Andrea e attori di questo livello è riuscito a trasferire il mistero del giallo con un’operazione innovativa”

“Non sono un assassino” è nelle sale italiane distribuito da 01 Distribution.

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