giovedì , 22 Agosto 2019
Sanremo 2019: Nino D’Angelo e Livio Cori “La nostra una melodia che fa riflettere” | VIDEO
Livio Cori e Nino D'Angelo a Sanremo 2019

Sanremo 2019: Nino D’Angelo e Livio Cori “La nostra una melodia che fa riflettere” | VIDEO

Sanremo 2019, conferenza stampa con Nino d’angelo e Livio Cori a poche ore dall’esibizione sul palco del Teatro Ariston. Ecco cosa ci hanno raccontato e il video integrale.

A poche ore dalla serata inaugurale (ecco le impressioni dalle prove ufficiali) del Festival di Sanremo 2019, il secondo targato Claudio Baglioni, abbiamo avuto il piacere d’incontrare la prima delle tante strane coppie in gara nella kermesse canora. Nella sala Stampa Lucio Dalla del PalaFiori sono arrivati infatti accolti da una standing ovation Nino D’Angelo e Livio Cori, l’anziano leone e il giovane che ha scritto il brano con cui la leggenda napoletana torna sul palco del Teatro Ariston.

In apertura prende immediatamente la parola Livio Cori, visibilmente emozionato di poter duettare con un vero e proprio mito per lui a questo Festival di Sanremo. L’artista afferma che è stato proprio Nino D’Angelo a voler realizzare questo duetto e che lui ha scritto con il cuore emozionato le parole poi portate in musica da quello che ha definito come un’artista capace di potare la musica italiana nel mondo quale Nino D’Angelo.

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Nino D’Angelo e Livio Cori alla sala stampa Lucio Dalla

Questa collaborazione e solo per il Festival di Sanremo o continuerà anche successivamente?

Livio Cori: “Il brano è nato prima di Sanremo, io non avrei mai immaginato di stare su questo palco. Mi sono fidato di Nino e abbiamo deciso che era la cosa giusta”.

Nino come vivi il’emozione di cantare con un giovane?

Nino D’Angelo: “Ho fatto un piacere a me stesso, un giovane mi apre una strada nuova”.

La sua emozione al festival è la stessa degli anni passati?

Nino D’Angelo: “Quella era un emozione più forte perché era la prima volta, ora sono più rilassato e se questa canzone avrà successo sarò molto contento. Livio se lo merita molto”.

Quattro anni fa hai proposto nei tuoi concerti pezzi anni ’80, hai nostalgia di quei tempi oppure ti riproponi a un nuovo pubblico?

Livio e Nino, come sarà cantare con l’autotune?

Livio Cori: “Dal vivo non uso mai l’autotune solo nei miei dischi”.

Nino D’Angelo: “Io non ho mai usato l’autotune, anzi penso che quando uno le cose le sa fare è anche peggio usare questa roba. Amavo questo pezzo ma non lo volevo fare con l’autotune, ma alla fine Livio è riuscito a convincermi”.

Nel 1977 hai pubblicato “A un passo dalla città” in musica napoletana, adesso invece dove stai andando?

Nino D’Angelo: “Quello è uno dei dischi più riusciti. Sono convinto che se Bocelli l’avesse ascoltata l’avrebbe cantata. Mi innamorai immensamente dei quattro accordi di Peter Gaber, io l’ho copiato e gli altri hanno copiato me. Vedete quanti spagnoli fanno i pezzi sud americani? Quelli sono gli accordi senza giacca e cravatta, ma non sono la stessa cosa di quando li ho fatti io. Quello è uno dei dischi che amo di più”.

Nino D’Angelo è un artista e un esempio per tantissimi, lei cosa sente di cogliere da lui?

Livio Cori: “Lui mi sta insegnando a gestire anche le situazioni di vita, è un maestro a 360 gradi. Lui è riuscito a farmi capire tante cose e a darmi un ottimo esempio”.

Due generazioni diverse, io ricordo Nino tanti anni fa e ora sto conoscendo Livio. Cosa può cogliere Nino dalla sua freschezza?

Nino D’Angelo: “Io penso che una persona che ha la mia età debba imparare dai giovani, il riferimento devono essere loro non i vecchi. Loro sono il mio futuro.

Sugar spiega che uscirà presto Monte Calvario, che è il primo progetto di Livio. All’interno dell’album troverete anche la versione originale cantata tutta in lingua napoletana.

Lei ha dichiarato che “Un’altra luce” può essere anche un rimprovero per la sua generazione, perché?

Nino D’Angelo: “Trovo che i giovani non siano mai stati così male. Non siamo riusciti a costruire un futuro per i ragazzi italiani che se ne vanno all’estero. Noi non siamo riusciti a trattenerli, noi abbiamo fallito. Da padre mi dà un’altra luce e mi dà la possibilità di trovare un’altra luce per mio figlio”.

Si parla di una nuova luce nel vostro brano, che luce vedete l’uno nell’altro? Livio tu sei un attore farete, una performance teatrale a Sanremo?

Nino D’Angelo: “Il tipo di performance dipende dal brano che affronti, non posso spiegarvi questo. Questa non è una canzone pimpante, ma che fa riflettere. È una melodia”.

Livio Cori: “Sarà interpretata. Ho cercato di spingere molto perché Nino è stato un icona della melodia napoletana, loro hanno portato il soul nell’urban italiano e quindi mi ha permesso di fare la musica in un certo punto”.

Questa canzone fa riflette su tante situazioni difficili, è giusto?

Livio Cori: “Se dentro c’è la guerra spesso lo nascondi. La nostra generazione ha tanti disagi, ma alla fine di questo il confronto è rivedersi in un percorso. Alla fine che è quello che sono stato anche io e posso farti vedere la luce nel buio”.

In che modo hai declinato la paura nel brano?

Livio Cori: “La paura a volte ti salva la vita, sennò diventi incosciente. Devi conservarla, un cuore senza paura è un po’ darsi coraggio da solo e dà ansia. La paura è sana, non è quella paura che terrorizza. Una sana paura la prendo come un aiuto nel mio percorso”.

Se le dicessi Gesù Cri. Come le è venuta questa idea? Che ne pensa del fenomeno Liberato?

Nino D’Angelo: “Io ero con un’associazione cattolica e alla fine non era venuto il professore, quindi feci Gesù Cri Gesù Cri…diventando famoso è stata diffusa questa cosa. Se Livio Cori vince Sanremo la canto. Credo che Liberato sia una copia leggera di Livio Cori, è lui a copiarlo leggermente. Livio però è più bravo, io solo con gli intellettuali me la passo”.

Ho visto che avete parlato di futuro, ho visto molta fiducia. Allo stesso tempo però artisti come Livio hanno punti di riferimento come te anche per crescere su un palco come Sanremo. Questo festival ha tante collaborazioni multi generazionali, come ti arricchisce una collaborazione così nel quotidiano nel lavoro?

Nino D’Angelo: “A me arricchisce lavorare con i giovani che sono il futuro della musica. Quando è venuto con questa canzone e ho sentito l’autotune ho pensato ma come si faceva a farla. Lui mi aveva convinto, ma io non volevo farla con l’autotune ma ha fatto tantissimo per farmelo fare e c’è riuscito. Poi c’è questo benedetto vizio che si è fissato con le scarpe, me dice di non mettermi quella giacca è fissato. Alla fine me metto un jeans e una maglietta”.

Come ci si prepara a debuttare sul palco del Festival di Sanremo?

Livio Cori: “Non c’è tempo per prepararmi. C’è una preparazione psicologica che arriva da settimane prima, noi siamo pronti come coppia artistica ma per me che è la prima volta su un palco così devo cercare di non pensare al contorno concentrandomi sul senso del brano e non alle luci”.

Continuate a seguirci su TalkyMusic per restare sempre aggiornati dal Festival di Sanremo 2019!

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