lunedì , 24 Giugno 2019
Tommaso Partesana a Talky!: dalla strada a The Voice, ora torna per le strade di Milano ma è pronto a fare trasferte

Tommaso Partesana a Talky!: dalla strada a The Voice, ora torna per le strade di Milano ma è pronto a fare trasferte

Tommaso Partesana è reduce dall’ultima edizione di The Voice. Il busker milanese si è presentato suonando Facciamo Finta di Niccolò Fabi accompagnato solo dalla sua chitarra. Con Morgan e Gigi d’Alessio, che si sono girati per lui, ha improvvisato un’esibizione sulle note di Rimmel. Adesso che programmi ha l’artista milanese?

Quello che abbiamo scoperto di te, da The Voice, è che hai 32 anni, canti per le strade e per i locali di Milano e suoni la chitarra. Da dove nasce questa tua passione per la musica e perché hai scelto la chitarra?

La passione per la musica nasce fin da quando ero bambino. In casa mia si ascoltavano i Kent. Musica classica, Beatles, molti molti Beatles. Qualche vecchio disco di Mina. In macchina, quando si andava al mare, ricordo che si ascoltavano le cassette di Baccini. Bennato, un po’ di Eros Ramazzotti. Da lì è probabilmente iniziata la mia passione.
Mia madre mandò, fin da quando eravamo molto piccoli, sia me che mio fratello a scuola di musica. Pianoforte per iniziare, se non che, non so se era già una voglia di ribellarmi alle sue imposizioni o semplicemente mi piaceva la chitarra, dal pianoforte mi sono mosso verso questo strumento, fin da quando ero bimbo, le prime esibizioni sono state alle elementari.

Quindi sai suonare più strumenti?

Sì pianoforte basico, nel senso che, se alle elementari ho iniziato subito con la chitarra, ho fatto davvero poco. Ho varie idee di come si fanno due accordi e dove sono le note.

Tornando a The Voice, alle Blind sei arrivato suonando Facciamo finta di Niccolò Fabi, scelta un po’ particolare, brano abbastanza di ‘nicchia’. Perché hai scelto proprio questa canzone?

Sono legato al mondo cantautorale e in particolar modo a questo brano. La canzone mi richiama la mia ex, ma in generale mi ha sempre emozionato. Ho deciso di portare qualche cosa che fosse importante per me, nel quale potessi ritrovarmi. Tra l’altro Niccolò Fabi, come i più di noi, lo conoscevo per la famosa canzone I capelli, ma non avevo mai indagato nella sua produzione musicale. Recentemente sono andato a sentire un suo live a Milano, all’Ostello Bello, dove suono spesso tra l’altro anche io. I ragazzi con cui ero hanno suggerito l’ascolto del suo ultimo cd. Cosi ho fatto, me ne sono innamorato e ho deciso di portare Facciamo finta.

Li alle Blind si sono girati in tre per te, e ne è nato anche uno dei momenti più belli, ovvero quando sul palco sono saliti Morgan e Gigi D’Alessio e avete improvvisato Rimmel di De Gregori. Tu che hai provato in quel momento? Come ti sei sentito?

Ti confesso, tutta la Blind è stata abbastanza surreale. Sei sul palco per la prima volta, sai che ci sono le telecamere, che verrà registrata e tutto andrà in onda. La pressione è tanta, è come se mi fossi sentito compresso. In tanti mi hanno chiesto se fosse programmato, sai è comunque televisione, invece no, assolutamente no. Per fortuna mi hanno chiesto un pezzo che conoscevo ed è stato molto emozionante. Poi se noti, ad un certo punto, io sono abituato anche a fare serate karaoke, dove faccio cantare gli altri…

Hai fatto cantare Morgan!

Si, detta cosi è davvero strano! Tra l’altro poi l’ho riascoltata e forse l’avevo presa molto lenta. Fatto sta che faccio una strofa, faccio una seconda strofa e mi sembrava già di aver fatto tantissimo. Lì ho avuto l’illuminazione di dire a Morgan: ‘vai’!

Sì è vero, però è stato bello da vedere!

È stato bello, anche secondo me.

tvoi

Ti sei un po’ pentito, con il senno di poi, di essere entrato nel Team Morgan invece che nel Team D’Alessio o nel Team Elettra?

Troppo facile parlare col senno di poi. Ti confesso che finita la mia esibizione mi sono chiesto se non sarebbe stato meglio scegliere Gigi D’Alessio, che aveva letto una forte comunicatività nel mio modo di cantare e me lo sono chiesto soprattutto quando sono uscito. Credo che sia sbagliato piangere sul latte versato e che sia fuori luogo pretendere di sapere e di immaginare come sarebbe andata diversamente. Se fossi andato dall’altra parte, andando contro le mie idee iniziali, dato che Morgan è l’artista che conoscevo e che conosco un pochettino di più, se magari avessi scelto Gigi D’Alessio e non fossi passato neanche lì avrei avuto il doppio del rimorso riguardo il cambio della mia scelta. Credo sia giusto godersi la scelta fatta e andare avanti.

Hai detto di sentirti molto vicino al mondo dei cantautori.  Hai scritto qualcosa di tuo o per ora sei solo un interprete?

Ho scritto qualcosa di mio in passato, lavorando con altri musicisti/amici. Mi piace produrre musica insieme, fare in compagnia. Adesso che mi muovo soprattutto da solo sto producendo qualcosa di mio, in inglese e in italiano, ma ti parlo di pochi brani. In generale in mondo del cantautorato mi piace perché mi piace interpretare quello che viene detto nella canzone. Non avendo una tecnica sopraffina o un’estensione vocale così ampia vado molto di sentimento e credo che, quando si racconta una storia tramite una canzone, si riesca a valorizzarla di più.

Se avessi l’opportunità di realizzare un sogno, ovvero quello di cantare con due artisti, uno italiano e uno straniero, chi sceglieresti? Con chi sogneresti di duettare?

Domanda molto difficile. Mi viene sempre difficile rispondere alle domande assolute tipo: ‘il tuo film preferito’; ‘la tua canzone preferita’ o ‘dimmi un artista’, ma ci proverò. Così a bruciapelo mi verrebbe da dire i Mumford and Sons come gruppo straniero, Tim Manford. Italiani te ne direi tre: Calcutta, Brunori Sas, Mannarino.

Musica indie, d’autore e pop, con Mannarino che è famoso per i suoi arrangiamenti, per la sua musicalità un po’ particolare, oltre che per i testi, ovviamente.

Mannarino si lega un po’, non saprei usare i termini tecnici precisi, forse agli stornelli romani, alla musica un po’ più popolare. Mi è piaciuto molto Il bar della rabbia, i cd precedenti, me ne ero veramente innamorato. Brunori sas trovo che sia un autore completo sia dal punto di vista musicale che di scrittura. Non sembra ma talvolta complesso, testi più o meno digeribili. Calcutta trovo che sia geniale nella sua semplicità. Scrive testi semplici, meno articolati degli altri, con immagini forti, parole chiave. Lo stimo sempre tantissimo. Modi diversi di scrivere ma artisti che apprezzo.

Da questa esperienza di The Voice, che cosa ti porti dietro più di tutto? Altra domanda assoluta!

Esatto, mannaggia! Rischio, nella risposta, di cadere nel banale. Mi porto dietro l’esperienza in sé, le emozioni che ho provato nel farlo e  nel rivedermi. Pensa che ci siamo trovati con tutti gli amici al bar dove suono spesso e dove guardiamo le partite, quello dove vado con la squadra, a Milano. L’abbiamo visto tutti insieme col proiettore ed è stato un momento surreale, era la prima volta che mi vedevo in televisione! L’esperienza è stata la cosa che più mi porto dietro. L’esibizione, il duetto con Morgan e Gigi D’Alessio non me lo toglierà mai nessuno dalla testa. Quei 10 minuti di palco, la parte musicale, non le chiacchiere con loro. La mia esibizione di Facciamo finta e quella con loro sono quelle che probabilmente mi rimangono più dentro.

L’ultima domanda: ho visto tramite i social che ti esibisci in vari locali ma anche per le strade. Continuerai così? Hai già un programma? Ti sposti anche oltre Milano o cercherai di farlo? Insomma, che progetti per il tuo futuro?

Prima risposta: sì, continuerò così perché mi piace farlo e lo faccio da poco. Ho ancora voglia di macinare ore e ore di strade e locali. Mi diverto. L’obiettivo è di muoversi da Milano. In passato mi avevano sentito suonare, e una signora tedesca mi aveva proposto 3 date a Monaco. Dopo The Voice una ragazza di Torino mi ha chiesto quando tornassi in città per suonare. Io lo dico sempre, se mi trovate un paio di locali vengo più che volentieri, faccio la trasferta. Lei me le ha trovate: sono il 15 di giugno a Torino. Tanti mi hanno scritto da tutta Italia. Ho ricevuto dei messaggi veramente emozionanti, deliziosi. C’è quest’idea, questo sogno di fare un tour per le strade d’italia. Devo capire un po’. Mi devo anche un po’ buttare, perché poi è il mio lavoro il busker quindi, se dovessi essere un po’ più lucido sulle entrate, potrei avere dei problemi. Molti busker fanno dei tour d’estate, ben organizzati. Io non li ho ancora mai fatti, potrei buttarmi così un po’ alla cieca o andare più organizzato seguendo qualche data che mi è stata trovata. Però si, l’idea è di muovermi.

Quindi possiamo considerare quest’ultima domanda come un annuncio, nel senso: chiunque volesse ospitarti nel suo locale può contattarti.

Assolutamente sì, l’hanno fatto a Torino tramite questa ragazza che ha girato loro i contatti. Mi hanno suggerito dei posti a Roma, dove tendenzialmente io dico a loro ‘se conosci tu il posto vai, diglielo e magari fai l’aggancio’. Via mail, via telefono coi locali se sei tu a scrivere, oltretutto senza essere sul campo, l’esperienza mi dice che poi diventa difficile. Si perdono i contatti Milano, figurati quelli delle altre città. Io preferisco parlar sempre di persona, andar lì, incontrarti, guardarci anche nelle palle degli occhi e capire che cosa vogliamo fare. Però sì, assolutamente, prendilo come annuncio.

Ti ringrazio per la disponibilità che hai avuto dall’inizio ed in bocca al lupo.

Grazie a te!

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