sabato , 24 Agosto 2019
Venezia73: 10 film (e non solo) che hanno reso Venezia icona indiscussa della cinematografia mondiale… con tanto di mappa per localizzare le location

Venezia73: 10 film (e non solo) che hanno reso Venezia icona indiscussa della cinematografia mondiale… con tanto di mappa per localizzare le location

A differenza di Cannes, a Venezia sono stati girati oltre 800 film, alcuni di essi hanno fatto la storia del cinema (e della città) renendola immortale.

Venezia, capitale indiscussa del cinema mondiale, durante il periodo del Festival raddoppia, triplica in popolazione; i suoi 60 mila e poco più abitanti vedono la Kermesse dal Lido entrare nelle proprie case. Ma non è stato mai sempre e solo così, nel tempo la “porta d’oriente” ha visto nella laguna alternarsi centinaia di set cinematografici locali e non, italiani e internazionali, passando dalle megaproduzioni hollywoodiane ai film indiani e koreani.

Ricordiamo alcuni dei film che, oltre ad aver fatto la storia della settima arte, resero Venezia icona indiscussa della cinematografia mondiale nonchè nuova ed imprescindibile meta turistica.

Tutto incominciò nel 1954, quando David Lean, il celeberrimo regista inglese, alla sua prima produzione internazionale a grande budget (in precedenza aveva girato solamente film in Inghilterra con il fido Noel Coward) fece si che con Tempo d’estate (Summertime) la città lagunare, soprattutto agli occhi degli spetattori inglesi, divenisse “la meta” per eccellenza, quel luogo che, almeno una volta nella vita era doveroso visitare. Un luogo magico e al tempo stesso così ricco di attrazioni e bellezze storico artistiche che poteva diventare set, location di un qualsiasi evento pubblico o privato; tappa obbligatoria del “viaggio in Italia”, in Europa, attorno al mondo.

E la magia di Venezia ancora oggi è rimasta intatta agli occhi dello straniero che ne visita le bellezze, i suoi luoghi, le sue calle, gli ancoli più nascosti, rimanendone ancora una volta, sempre di più, affascinato.

Canal Grande, 1943, Andrea Di Robilant

canal grande film

Il primo film in cui Venezia appare a colori sullo schermo; difatti la scena finale con la regata sul Canal Grande, fu ripresa in Agfacolor. Ma la stabilità delle immagini colorate non era così efficace e le variazioni del colore non entusiasmarono gli spettatori tanto che il film venne ristampato totalmente in bianco e nero.

Venezia nel 1881, l’arrivo dei natanti a vapore mette in crisi il tradizionale lavoro dei gondolieri, uno di questi preferisce abbandonare le tradizioni familiari e diventa pilota di un vaporetto, entrando in forte contrasto con il padre e la fidanzata. Diventa l’amante di una capricciosa straniera e, per vivere decorosamente accetta di fare il timoniere sui vaporetti, guadagnandosi la fama di traditore.Alla fine il giovane riconquisterà la stima di tutti vincendo la regata in sostituzione del padre infortunato e ritroverà la fidanzata che gli perdona la scappatella.

Senso, 1954, Luchino Visconti

senso-visconti-742x540Il film ebbe una lavorazione travagliatissima e non fu esule dal boicottaggio del potere politico, le cui pressioni sulla giuria della Mostra di Venezia del 1954 sortirono l’effetto voluto di non assegnare alcun premio al capolavoro di Visconti. La “prima” del film, molto attesa per il gran parlare che se n’era fatto, avvenne nella serata del 3 settembre 1954 e provocò immediate reazioni contrastanti nel pubblico. Tutti i corrispondenti dei principali quotidiani convennero nel giudicare i consensi superiori ai dissensi. Quando la giuria, il 7 settembre, sera della premiazione, annunciò i risultati, vi furono in sala molti fischi e polemiche di chi ritenne un’ingiustizia – o peggio un complotto – la totale mancanza di premi al film di Visconti.

A Venezia, alla vigilia della battaglia di Custoza, una patrizia veneta, la contessa Livia Serpieri, il cui marito parteggia per l’Austria, si innamora di un giovane ufficiale austriaco, Franz Mahler. L’amore diventa ben presto passione e non tarda a privarla di ogni ritegno. Franz è un individuo equivoco e vile che finge di amare Livia mentre in realtà mira solo al suo denaro perché ne ha bisogno per pagare un medico e farsi esonerare dal servizio militare. Livia è così cieca che non si accorge di nulla e quando lui le chiede il denaro lei non esita a dargli quello che i patrioti italiani le hanno affidato per le spese di guerra. Franz, avuto quello che voleva, non si fa più vivo con Livia, ma lei si mette sulle sue tracce e lo raggiunge. L’incontro è terribile. Livia fuori di sé, corre al Comando austriaco e rivela con quale inganno Franz sia riuscito a farsi esonerare. Il giovane viene fucilato e Livia perde la ragione.

 Tempo d’estate (Summertime), 1955, David Lean

Il film, con protagonisti Katharine Hepburn e Rossano Brazzi è la prima produzione hollywoodiana interamente girata a Venezia, dalla prima all’ultima scena.

estateJane Hudson è una donna americana non più giovanissima che arriva a Venezia per una vacanza. La donna è entusiasta del paesaggio, tanto che filma tutto, anche l’arrivo in treno. Sul traghetto che porta dalla stazione alla città, incontra i signori Mcllhenny, americani anch’essi, che stanno girando l’Europa. Per combinazione, abiteranno tutti alla pensione Fiorini. Qui Jane si trova una stanza con terrazzino e una visione mozzafiato su Venezia e la laguna. Inizia così la vacanza, girando per la città e filmando tutto e tutti. Essendo sola, però, ogni tanto si trova malinconica e triste. Un giorno, seduta a un tavolino di piazza San Marco, si accorge di essere osservata da un uomo affascinante seduto poco distante e turbata si allontana in fretta. Poco dopo entra in un negozio di antiquariato per acquistare una coppa di vetro, ed il negoziante è lo stesso uomo. Sempre più turbata, si fa accompagnare da Mauro (un ragazzino che vive di espedienti) nei dintorni del negozio ed inavvertitamente, cade in acqua. Tornata alla pensione, viene raggiunta dall’antiquario che inizia a farle la corte. Affascinata la donna, cede alle lusinghe di Renato de Rossi e inizia a uscire con lui, continuando a frequentarlo anche quando scopre che lui è sposato ma separato. Infine, temendo il logorio del rapporto, parte per tornare in America, con questo stupendo ricordo di un amore estivo.

Crede che potrebbe… non piacermi?”. “Sono certo di sì ma… vede, non a tutti fa lo stesso effetto: alcuni la trovano troppo quieta, altri la trovano chiassosa… ed è molto chiassosa. Ma la maggioranza la trova molto bella”. I turisti dell’Illinois incontrati in motoscafo la definiscono solo un luna park sull’acqua.

Al di là di qualche inevitabile ripresa dedicata alla Basilica, alla Piazza o alla Chiesa della Salute, sono molti gli angoli insoliti che vengono inquadrati, e la “creatività” dei location manager di Tempo d’estate  si divertirà a inventare una pensione Fiorini assolutamente “pazza”, con finestre e balconi che si aprono in luoghi del tutto diversi…

https://www.youtube.com/watch?v=RxCgIddrKBU

Venezia, la luna e tu, 1958, Dino Risi

Uno dei due film di Dino Risi (l’altro Anima Persa) ambientati a Venezia, con protagonisti Alberto Sordi, Nino Manfredi e Marisa Allasio.

Bepi, sol che le vecie oi veder in te la to gondola

Venezia-la-luna-e-tu-2Bepi, di professione gondoliere, fidanzato con Nina, non rinuncia alle sue avventure con le turiste, che ogni giorno trasporta nella sua gondola. Un giorno vogando per i canali della città annuncia a tutte le sue belle di Venezia che si sposerà con Nina. Questo provoca la terribile ira delle veneziane (una di queste che sta sbattendo un tappeto sul Canal Grande gli augura di essere al suo posto). Un chiaro veto viene però esposto dalla sua futura moglie: “Bepi, solo le vecchie voglio vedere sulla tua gondola”. Bepi però alla stazione, a causa di un equivoco invece di imbarcare due vecchiette imbarca due belle giovani americane. Nina, sempre più gelosa del suo infedele fidanzato, cerca di vendicarsi, tornando a frequentare un suo antico spasimante, Toni, sino a quando Bepi rimane incastrato con le due turiste americane che lo vogliono sposare.

Anonimo veneziano, 1970, Enrico Maria Salerno

anonimo

Enrico è un oboista della Fenice di Venezia che non è riuscito a diventare un grande direttore d’orchestra come sperava. Dopo aver appreso di essere ammalato di un tumore incurabile, decide di invitare a Venezia sua moglie, da cui è separato da anni e con cui ha avuto anche un figlio. All’arrivo della donna, rinuncia a rivelarle di essere malato. Lei, Valeria, acconsente nonostante il timore che la richiesta possa rivelarsi un tentativo di riconciliazione o, peggio, un ricatto nei confronti del suo nuovo compagno di vita, un uomo maturo e benestante di Ferrara con cui lei ha costruito una nuova famiglia: una legge sul divorzio, infatti, non esiste ancora. Enrico e Valeria trascorrono la giornata girovagando in una Venezia splendida ma profondamente malinconica e decadente e, alternando furiosi alterchi a teneri momenti, rivivono i bei tempi passati insieme. Lei capisce di amare ancora Enrico e quando questi le confida di essere ammalato e di avere ancora poco da vivere, Valeria gli si concede un’ultima volta, nella consapevolezza che oramai è troppo tardi per tornare indietro e cambiare il corso delle loro vite.

Morte a Venezia, 1971, Luchino Visconti

morte a venezia

Venezia, 1911, il compositore Gustav von Aschenbach si reca al Lido, all’Hotel des Bains, per un periodo di riposo al fine di riprendersi da una crisi cardiaca di cui aveva sofferto qualche tempo prima. Qui, il maturo protagonista resta colpito dalla bellezza efebica di un giovanissimo polacco, Tadzio, che frequenta la spiaggia dell’hotel. Se ne infatua, e l’innamoramento provoca nel suo animo una crisi profonda che lo porta, da un lato a contrastare questo suo sentimento, e dall’altro a volerlo assecondare vivendone tutte le emozioni. Egli deciderà alla fine di rimanere silenziosamente accanto al ragazzo, limitandosi a osservarlo ed a cercare di continuo a resistere alle sue emozioni a cui, però, cederà spesso, tanto da ricorrere alla tintura dei capelli e a un trucco pesante, presso un barbiere, nell’illusione di conservare una giovinezza ormai superata. Gustav non lascerà più Venezia, nonostante gli sia ormai chiaro che vi imperversa un’epidemia di colera. Sempre più debole, trascorrerà i suoi ultimi momenti sulla spiaggia del Lido in contemplazione del suo amato.

A Venezia, un Dicembre rosso shocking, 1973, Nicholas Roeg

dicembreLa triste cornice di una Venezia dal cielo plumbeo e bagnata da acque infette (da lì risalgono cadaveri) delimita il destino di una coppia inglese, in momentanea trasferta perché John (Donald Sutherland) lavora in una chiesa come restauratore. La panoramica iniziale, le “intuizioni” della cieca, le visioni premonitrici di John… Tutto si chiude come un cerchio “magico” e spaventoso sulla presenza dell’Aldilà. Capolavoro derivato dal bel romanzo di Daphne Du Maurier, che vanta una bellissima e malinconica scenografia naturale. Magnetico.

La città è protagonista, lagunare e labirintica, come la psiche dei personaggi, immersa in un reticolato fitto di presagi e depistaggi, a cominciare dagli omicidi seriali che rimangono sullo sfondo, perché il punto vero è lo spaesamento interiore dei genitori, che a Venezia celebrano l’ossessione di un’assenza, quella della figlia annegata. Film acquatico e cromatico, che ha il suo punto d’eccellenza in un serrato montaggio emozionale che gioca febbrilmente di sovrapposizioni e inserzioni come una delirante e visionaria poesia simbolista.

Splendide le musiche realizzate dal maestro Pino Donaggio.

https://www.youtube.com/watch?v=9fEqYbMDCKk

 

Anima persa, 1977, Dino Risi

lei è la prima volta che viene a Venezia? No no ci sono stato un’estate, qualche anno fa. Ero un bambino ancora… è proprio una bella città.  Venezia ze Venezia

anima persaTino Zanetti va ad abitare temporaneamente a casa degli zii Fabio ed Elisa a Venezia per frequentare una scuola d’arte. Quasi subito Tino si accorge che nella grande e antica casa, con zone ancora da ristrutturare, c’è qualcosa di strano: rumori provenienti dal piano di sopra di cui nessuno vuole spiegare la ragione, qualcuno che suona il pianoforte di notte e soprattutto il comportamento degli zii con il loro strano e distante rapporto. Dopo varie insistenze, Elisa, confessa al nipote che nella zona superiore della casa vive il fratello di Fabio, alienato mentale, che vive nella più bieca disperazione: l’uomo si sente responsabile della tragica morte di Beba, primogenita di Elisa, morta oramai da moltissimo tempo a soli dieci anni. Tino è sconvolto dalla notizia. Al di là della confidenza della zia, Tino non riesce mai a scorgere l’uomo, che sembra essere invisibile. Non riesce nemmeno a rintracciare la tomba della piccola Beba. Solo al termine – quando, in un confronto con Tino nella soffitta, Fabio chiamerà a gran voce il nome “Beba” e si presenterà Elisa, vestita in abiti infantili – capirà che il fratello di Fabio non esiste e che l’alienato che suona il pianoforte altri non è che Fabio stesso, l’Ingegnere, il professore e l’innamorato di quella bambina, Beba, ovvero Elisa, ormai cresciuta e per lui morta. Tino abbandonerà la città e il ricordo degli zii.

Moonraker – Operazione spazio, 1979, Lewis Gilbert

moonraker

Il governo inglese è in serio imbarazzo dopo che un Moonraker – uno shuttle ceduto dalla Drax Corporation nel quadro del finanziamento di un programma spaziale – è misteriosamente scomparso. Incaricato delle indagini, l’agente segreto 007 James Bond scopre che Hugo Drax non è il generoso filantropo che tutti credono, ma un fanatico criminale che ha in mente di sterminare l’umanità intera con un gas letale e di sostituirla con una nuova generazione accuratamente selezionata per avviare un nuovo ordine mondiale. Seguendo il labile indizio di una provetta di cristallo, Bond viaggia dalla California a Venezia, da Rio de Janeiro alla foresta amazzonica…

Nudo di donna, 1981, Nino Manfredi

Sandro è un romano, ex titolare di officina meccanica, trasferitosi a Venezia dopo il matrimonio con una bella donna della città, Laura, che gestisce una vecchia libreria antiquaria ereditata dal padre. Laura è più giovane del marito e più fine nel tratto; troppo diversi sono i vissuti di Laura e di Sandro, troppo distanti i confini della loro estrazione e Sandro, avvolto da un mondo che non riconosce, sembra sprofondare in una crisi matrimoniale senza via d’uscita, fino al punto di decidersi per un periodo di separazione dalla consorte. Ma un giorno trova nell’abitazione di uno stravagante fotografo esistenzialista, dove aveva trovato letto per la prima notte fuori casa, una fotografia enigmatica: una donna nuda, stesa su di un letto apparentemente addormentata, disegnata di schiena, senza il volto esposto; Sandro è immediatamente assalito dal maligno sospetto che questa possa essere sua moglie. Comincia a cercare di capire di più della consorte che credeva di conoscere bene, e più cerca di approfondire, più capisce quanto, forse, esista una Laura diversa da quella che crede di conoscere e che, ormai, sempre meno lo interessa.

 La chiave, 1983, Tinto Brass

Può un film erotico raccontare una città raccontandoci “l’intimità” delle calli, la “riservatezza” dei vicoli e la sensualità dell’acqua che attraversa i canali? Sì, se al lavoro c’è Tinto Brass. Un veneziano che instaura un rapporto amoroso con la sua città natia, che la conosce così intimamente da ritrarla senza pudore lasciando allo spettatore il compito di lasciarsi sedurre o ritrarsi. La Chiave, prima di essere un film erotico è un labirintico percorso all’interno di una Venezia che si offre senza esitazione all’occhio della telecamera che scruta, la legge e la elogia.la chiave

E’ un film da rivedere per carpire i segreti di Venezia, per vederla con gli occhi di chi conosce i vicoli bui, ma anche gli interni maestosi dei palazzi d’epoca… la decadenza e lo sfarzo, la sublimazione dell’immagine che prima di tutto è un quadro, un affresco di un’immagine carpita che gioca a rincorrere lo sguardo dello spettatore.

Un anziano professore inglese, direttore della Biennale d’arte, e  la sua giovane moglie Teresa che gestisce una piccola pensione nel cuore della città lagunare. Ambedue sono alla ricerca del proprio “io” nel loro rapporto sessuale. Un giorno il marito lascia di proposito sul pavimento del suo studio la chiave che apre il cassetto in cui tiene nascosto il diario ove egli narra le sue lussuriose fantasie. Teresa, per caso, trova la chiave, apre il cassetto e s’impossessa del diario. Lo legge ed è spinta, a sua volta, a scriverne uno suo in cui anch’ella confessa tutta la sua passione amorosa e gli inganni che consuma insieme al giovane fidanzato ungherese della figlia, Laszlo. Fra i due coniugi si stabilisce un dialogo ambiguo e perverso tramite i rispettivi diari e una intesa sessuale finalmente instaurata proprio grazie a tali reciproche confessioni…

Nosferatu a Venezia, 1988, Augusto Caminito, Mario Caiano, Maurizio Lucidi, Luigi Cozzi, Klaus Kinski

nosferatuaven30Forse il film ad ambientazione lagunare più travaglaito della storia della città con tanto di “fuga” del regista Maurizio Lucidi a seguito delle intemperanze sul set del protagonista Klaus kinski. Nonostante tutto scorci ed ambientazioni cupe e notturne rendono la città magicamente surreale.

La patrizia veneziana Helietta Canins invita nella città dei Dogi uno studioso inglese, Paris Catalano, esperto in vampirismo. La donna vuole che venga a cessare per sempre quell’atmosfera cupa di leggende e di orrori che ancora grava nel suo palazzo, dove vive con la nonna e la giovanissima sorella Maria. Due secoli prima, infatti, mentre a Venezia imperversavano carnevale e peste, una sua ava era stata vittima del vampiro e con lui svanita nel nulla. Nei sotterranei del palazzo tuttora esiste un misterioso sarcofago cerchiato di ferro ed Helietta, pensando che Nosferatu sia proprio là dentro, invita Paris ad eliminarne per sempre i resti. Il vampiro, evocato in una seduta spiritica, piomba a Venezia, mentre, scoperchiato il sepolcro, si scopre il corpo dell’ava Letizia, stranamente somigliante ad Helietta. Ma stanare ed esorcizzare Nosferatu si rivela impresa impossibile, sia a sacerdoti, sia a Paris, sia a Giuseppe Barnabò, l’amante di Helietta. Una dopo l’altra le vittime si susseguono, uccise da morsi fatali.

https://www.youtube.com/watch?v=rXAjSQlp52s

Indiana Jones e l’ultima crociata, 1989, Steven Spielberg

jones crociataPartito per Venezia, Indy fa la conoscenza dell’archeologa Elsa Schneider, con la quale raggiunge l’indicazione gemella di quella della tavola di pietra, scolpita su uno scudo di un sarcofago nelle catacombe di una chiesa sconsacrata e riconvertita in biblioteca. Il ritrovamento viene però ostacolato dalla “Fratellanza della Spada Cruciforme”, un gruppo segreto che protegge il Graal…

Tra i più spettacolari inseguimenti nella laguna, fotografato da Douglas Slocombe e magistralmente interpretato da Harrison “Indy” Ford e Alison Doody.

Italian job, (The), 2003, F. Gary Gray

Come non ricordare le scene iniziali con la rapina e seguente inseguimento nei canali di Venezia di The italian job, uno dei remake più interessanti degli ultimi anni? Donald Sutherland, Mark Wahlberg ed Edward Norton i protagonisti della sequenza action.

Un gruppo di esperti rapinatori statunitensi, guidato da John Bridger e Charlie Crocker, mette a segno un colpo milionario con una tattica studiata alla perfezione, rubando una cassaforte contenente dei lingotti d’oro da un palazzo di Venezia e riuscendo a svuotarla sott’acqua, eludendo così le forze dell’ordine. Giunti sulle Alpi, gli artefici del colpo stanno per spartirsi equamente l’oro, ma qualcosa va storto: il gruppo è vittima di un agguato pianificato da Steve, uno di loro, che uccide John Bridger, ruba i lingotti e fa precipitare il furgone con i suoi ex compagni in un lago ghiacciato. Charlie e gli altri riescono però a mettersi in salvo dalle acque del lago e tornano negli Stati Uniti, desiderosi di vendetta nei confronti del traditore.

Mercante di Venezia, (Il), 2004, Michael Radford

mercanteNonostante l’insuccesso al botteghino ove non è riuscito nemmeno a pareggiare i costi di produzione (circa 30 mln di dollari) , il film con protagonisti Al pacino, Jeremy Irons e Jopseph Fiennes è da ricordare per una delle ultime migliori interpretazioni di Al. Il monologo di Shylock vale esso stesso il prezzo del biglietto. Il doppiaggio di Giancarlo Giannini, la ciliegina sulla torta.

Venezia, 1596. Bassanio chiede ad Antonio 3000 ducati per corteggiare Porzia, ereditiera di Belmonte. Antonio è ricco, ma molti dei suoi soldi sono investiti in navi da carico ancora in viaggio. Si rivolge allora all’ebreo Shylock, che gli fa una proposta capestro: entro tre mesi, qualora la somma non gli venga restituita, avrà in cambio una libbra di carne del corpo di Antonio. Porzia secondo il volere paterno può sposare solo chi supererà la prova dei tre scrigni. Bassanio non si lascia ingannare e conquista la mano della giovane, con grande gioia di quest’ultima che si è innamorata di lui a prima vista. Arriva la notizia che le navi di Antonio sono naufragate e lui non può pagare il debito. Le parti in causa si riuniscono davanti al Doge e nonostante Bassanio (sostenuto economicamente da Porzia) offra a Shylock di restituirgli il doppio della somma l’usuraio ebreo animato da spirito di vendetta rifiuta pretendendo a tutti i costi la libbra di carne. Il destino di Antonio sembra segnato, poiché anche il Doge in persona non può far altro che appellarsi alla clemenza di Shylock non trovando difetti in grado di invalidare il contratto. Tuttavia Porzia arriva a Venezia travestita da dottore della legge. Il Doge aveva precedentemente fatto convocare un esperto dalla vicina Università di Padova, il Dotto Bellario, cugino di Porzia. Porzia si reca a Padova e, d’intesa con Bellario, si presenta di fronte al Doge, sostenendo che Bellario aveva avuto degli impegni e pertanto inviava a dirimere la questione un giovane, ma valente giureconsulto. Riesce a salvare Antonio attraverso un cavillo giuridico: il contratto infatti concede a Shylock di tagliare dal corpo di Antonio una libbra esatta, se dovesse eccedere anche di un solo grammo sarebbe condannato per aggressione verso un cittadino veneziano, inoltre in base alla stessa legge Shylock è tenuto a prelevare la sua carne senza spargere una sola goccia di sangue cristiano. Messo di fronte all’oggettiva impossibilità di ottenere la sua vendetta Shylock rinuncia a prelevare la libbra di carne. Inoltre per il suo comportamento è costretto a convertirsi al cristianesimo.

Casinò royale, 2006, Martin Campbell

Il primo dei quattro capitoli con protagonista Daniel Craig, lo vede protagonista a Venezia nell’ennesimo inseguimento lagunare, tra esplosioni colossali e passaggi nel canal grande radenti gli storici edifici su palafitte.

Ormai innamorati, Bond e Vesper passano sempre più tempo assieme e, a Venezia, l’uomo matura la decisione di lasciare lo spionaggio. Proprio in laguna, però, 007 è messo di fronte alla realtà, scoprendo il tradimento della donna, intenta a consegnare il ricavato della vincita al casinò agli uomini dell’organizzazione per cui lavorava. Vesper era obbligata a lavorare per questa misteriosa organizzazione poiché tenevano in ostaggio il suo fidanzato. Nell’intento di impedire la consegna, l’agente uccide tutti i mercenari, ma Vesper perde la vita nonostante i suoi tentativi di salvarla

Tourist, (The), 2010, Floirian Henckel Von Donnersmarck

Frank Taylor è un turista americano in vacanza a Venezia, tre anni dopo la morte dell’amata consorte. Per puro caso, sul treno che lo sta portando in Laguna, Frank incontra Elise, donna affascinante e misteriosa in caccia dei complici di un suo antico amore, Alexander Pierce, ricercato in quattordici Paesi per aver sottratto 2 miliardi di euro ad un criminale affarista senza scrupoli. Elise, a sua volta, è da tempo tenuta d’occhio da Acheson, un agente britannico che spera, attraverso lei, di incastrare Pierce per evasione fiscale. Grazie all’incontro con Elise, la vacanza di Frank viene movimentata da feste nell’alta società, pernottamenti in eleganti hotel, pedinamenti da parte delle forze dell’ordine e minacce da individui poco raccomandabili.

 
 A Venezia i film non smetteranno mai di “girare” come testimoniano le recenti (mese di Aprile) riprese di Inferno, il nuovo blockbuster diretto da Ron Howard basato sull’omonimo libro di Dan Brown, in uscita da noi il prossimo 13 di Ottobre .
 Buon Festival a tutti !

 

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