domenica , 18 Agosto 2019
Io Prima di Te – Recensione: Emilia Clarke e Sam Claflin coppia d’emozioni vincenti

Io Prima di Te – Recensione: Emilia Clarke e Sam Claflin coppia d’emozioni vincenti

 

Emilia Clarke si leva di dosso l’etichetta di Daenerys Targaryen e regala una bella prova al fianco di Sam Claflin in questa struggente trasposizione, la recensione in anteprima.

 

Quando ci troviamo dinanzi alla trasposizione di un best-seller che parla d’amore negli ultimi anni gli ingredienti sono sempre gli stessi. Un bella storia, una coppia che funziona e un dramma struggente in cui uno dei due è pronto a donare se stesso all’altro. “Io Prima di Te” si differenzia però da altri recenti film del genere come “Colpa delle Stelle”, perché va oltre il dramma in se regalandoci una prova di spessore degli attori. Questi riescono nel difficile compito di trasporre fedelmente il best seller letterario di Jo Jo Moyes portando sullo schermo una coppia che resterà per molto tempo impressa nel cuore degli adolescenti. “Io Prima di Te” è però un film più complesso. Non è soltanto le risate e le battute di Louisa “Lou” Clarke, interpretata da un Emilia Clarke particolarmente nella parte, ma anche e soprattutto il racconto di un dramma e dell’accettazione di sostenere chi ami in modo silenzioso. “Io Prima di Te” prova a porre delle domande e riflessioni su un argomento straordinariamente delicato che non vi sveleremo, ma vi basti sapere che riesce a rispondere in modo leggero e al contempo rispettoso.

Will Traynor, a cui presta il volto Sam Claflin che non  ripeterà certamente la performance di Eddie Redmayìne ne “La Teoria del Tutto” ma riesce comunque ad essere affascinante con un magnetismo non da poco, è  un giovane ricco e snob che aveva tutto. Viveva una vita al massimo, la sua vita. In pochi secondi si ritrova senza un corpo, senza donna e senza la possibilità di fare ciò che aveva sempre fato, ma forse per la prima grazie a Lou riuscirà a muovere il muscolo più prezioso. L’ingresso in scena a casa Traynor della giovane è come una luce illumina il palcoscenico, già dall’abbigliamento ci si accorge dell’eccentricità del personaggio in cui troviamo forse il meglio di Emilia Clarke. Rispetto alle prove offerte in “Game of Thrones” e in “Terminator Genisys” riesce a caratterizzare il personaggio e a farlo suo. La qualità del suo lavoro è sicuramente anche frutto di una sincera amicizia con la regista Thea Sharrock qui al suo primo lungometraggio. Un’opera che esalta quindi ed analizza al meglio i personaggi femminile, ma non disdegna anche quelli maschili soprattutto con un divertente Matthew Lewis che i fan di Harry Potter ricordano affettuosamente come Neville Paciock.

Altri due mostri sacri del teatro inglese sono Jenna Coleman e Charles Dance (i genitori di Will), con il curioso incontro tra quest’ultimo e la protagonista entrambi interpreti che nella serie di Game of Thrones prestano il volto a Daenerys Targaryen e Tywin Lannister. Che sia di buon auspicio per l’arrivo della Khaleesi ad Approdo del Re? Per ora l’unico castello in cui si affaccia Emilia Clarke è quello di Will Traynor, antico e affascinante come il mistero di come due persone completamente opposte riescano a completarsi e ad amarsi in un modo unico. In tanti crederanno che questi film propongano storie irrealistiche, ma in realtà sono profonde e vere. La sensibilità viene messa a dura prova da una “Drag Queen con i piedi da folletto” che vede grazie all’incontro con Will Traynor la possibilità di spiccare il volo come un’ape regina che ha finalmente trovato il suo posto nel mondo ed aveva bisogno di qualcuno che le desse il coraggio di sfruttare il proprio potenziale. I due interpreti regalano una chimica notevole e lasciano una sensazione di vuoto che spinge a delle riflessioni all’uscita dalla sala, anche perché pur non essendo un capolavoro riesce a regalare emozioni mettendo ogni tessera del puzzle al posto giusto e le mani in tasca per prendere i fazzoletti.

La frase del film: “Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua”.

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