Marco Mengoni: Atlantico Tour 2019 a Roma, recensione e foto

Maggio 10, 2019 di Barbara Di Marco

Mercoledí 8 maggio 2019 è andata in scena la prima tappa romana delle tre previste per Marco Mengoni, che finalmente torna a casa. Palalottomatica sold out per un concerto senza limiti, raccontato qui di seguito.

“Questo è un concerto senza limiti, se avete voglia di cantare, ballare o pogare, be’, siete liberi di farlo”. Il pubblico del Palalottomatica che, al momento del bis, si trasforma in quello dell’Olimpico secondo il cantante, lo prende in parola. Marco Mengoni incanta e coinvolge. Fa rivivere, in due ore piene di musica, suoni e colori di culture e mondi diversi. Lo fa con naturalezza, spontaneità, maturità; parlando di sé e della sua evoluzione musicale, che l’ha portato a conoscere e a sperimentare anche la musica del Sud America; omaggiando i suoi riferimenti, da Adele a Michael Jackson, da Sam Cooke a Stevie Wonder, senza dimenticare Kanye West e le influenze latine del nuovo disco.

Photo Credits: Nausicaa Frau

Il concerto inizia sulle note di Muhammad Ali, con Mengoni che spunta fuori da una botola, impassibile, dopo che la scritta ‘I’m a show you how great I am’, citazione del pugile statunitense comparsa ad aprire le danze, sparisce. Senza presunzione, senza altezzosità: l’interprete laziale é riuscito a dimostrare quanto grande sia.

A supportarlo, in questo vero e proprio spettacolo, che offre al pubblico anche due monologhi recitati da Mengoni stesso, oltre la sua estrema capacità nel passare da un universo ad un altro, da un modo di interpretare ad uno di vivere intensamente le sue canzoni, c’è anche la forza e la semplice complessità della struttura della scenografia e delle luci. Queste sono state curata da Jordan Babev, collaboratore, in Italia di artisti del calibro dei Negramaro: barre led, schermi, laser, strutture in movimento.  
Un concerto in continuo divenire, che al meglio rappresenta la personalità eclettica di Mengoni: si alternano la vitalità di Io ti aspetto alla follia di Credimi ancora; la rabbia di Pronto a correre alla dolce forza di In un giorno qualunque; il sound di La casa Azul all’intima e potente Proteggiti da me.

Photo Credits: Nausicaa Frau

Tra le almeno 4 generazioni presenti al concerto, nessuna si è mai persa in questo vortice travolgente di musica senza limite.
Le tante contaminazioni e sperimentazioni sono state rese possibili anche grazie, oltre all’indiscussa abilità canora ed interpretativa di Mengoni e alla sua cultura musicale, all’estrema versatilità della sua band (direttore musicale Christian Rigano, collaboratore di Jovanotti e Tiziano Ferro). Il gruppo, con l’aggiunta anche delle voci black dei coristi Barbari Comi, Moris Pradella e Yvonne Park, riesce a valorizzare il cantante in ogni omaggio ai suoi punti di riferimento precedentemente citati.
Di particolare rilievo la fusione di Credimi ancora in mash up com Amazing di Kanye West e Pastime paradise di Stevie Wonder.

Photo Credits: Nausicaa Frau

Le due ore di concerto passano più velocemente del dovuto. Il pubblico salta, balla, canta, vive, respira, si emoziona ma soprattutto si lascia trasportare da uno straordinario Marco Mengoni.

Marco Mengoni, la scaletta dell’Atlantico Tour

“Muhammad Ali”
“Voglio”
“Ti ho voluto bene veramente”
“In un giorno qualunque”
“Dove si vola”
“Sai che”
“Atlantico”
Monologo
“Pronto a correre”
“La ragione del mondo”
“Buona vita”
“Parole in circolo”
“Proteggiti da me”
“Dialogo tra due pazzi”
“La casa Azul”
“Onde”
“Amalia”
Monologo
“Guerriero”
“Mille lire”
“L’essenziale” (al piano, improvvisata)
Medley: “20 sigarette / Le cose che non ho / Non passerai”
“Esseri umani”
“Credimi ancora”
“Io ti aspetto”
“L’essenziale”
“Hola

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