giovedì , 22 Agosto 2019
Non Uccidere: il noir di altissima qualità prodotto dalla RAI

Non Uccidere: il noir di altissima qualità prodotto dalla RAI

Dopo aver parlato de “L’allieva“, ho voluto prendere visione di un’altra fiction di successo come “Non Uccidere”, serie ideata da Claudio Corbucci con protagonista Miriam Leone nel ruolo dell’ispettore di Polizia Valeria Ferro. Ho visto i primi 3 episodi e queste sono le mie considerazioni sulla serie.

Sinossi di “Non Uccidere”.

L’ispettore Valeria Ferro (Miriam Leone) è in forza alla questura di Torino e affronta complicati casi di omicidio con l’utilizzo del suo intuito femminile e della sua grande abilità nel comprendere l’animo di chi gli sta davanti. Ha una vita privata complessa e preferisce tenere divise le questioni personali da quelle lavorative, ma il coinvolgimento della madre Lucia (Monica Guerritore) nella morte del padre, rende complessa e problematica questa separazione.

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Non Uccidere: Miriam Leone strepitosa.

Il Cast.

Valeria Ferro – Miriam Leone

Andrea Russo – Matteo Martari Il collega più stretto di Valeria per la quale prova dei sentimenti non ricambiati o ignorati dalla donna.

Giorgio Lombardi – Thomas Trabacchi il superiore di Valeria ma anche l’uomo con cui ha una relazione sentimentale.

Gerardo Mattei – Riccardo Lombardo Altro componente del pool investigativo della Ferro, mette la sua esperienza al servizio dei vari casi che vengono affrontati.

Luca Rinaldi – Luca Terracciano Il novellino del gruppo per il quale la Ferro, malgrado il suo carattere chiuso e poco incline all’empatia, nutre un sentimento quasi materno.

Sensazioni dopo 3 episodi.

Non uccidere è una fiction decisamente noir che si concentra quasi totalmente sulla sua protagonista, Valeria Ferro e sul suo modo di approcciare i casi che di volta in volta si presentano alla sua attenzione. Non è una serie corale con personaggi che riescono in qualche modo a ritagliarsi uno spazio più o meno ampio di celebrità, ma un giallo all’italiana nel quale esiste un centro unico attorno al quale tutti gli altri interagiscono, inclusi i protagonisti occasionali dei fatti indagati.

Questo potrebbe portare alla lunga ad una sorta di stancante routine che tende a mettere in luce solo e soltanto i problemi, le gioie e i dolori della Ferro, ma è qui che gli sceneggiatori fanno quello che si potrebbe definire il colpo di genio: i casi di omicidio diventano al contempo paritari e centrali quanto lo è la figura di Valeria, creando alla fine una sorta di sfida fra lei e la ricerca della verità.

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Un intenso Gianmarco Tognazzi è protagonista del primo episodio di Non Uccidere.

Il personaggio centrale di “Non Uccidere” come detto è indiscutibilmente Valeria, una donna cresciuta senza il padre e senza di fatto la madre, accusata della morte del marito. Tutto questo ha conferito un carattere impulsivo e forte alla giovane ispettrice che a volte non riesce a controllare le sue reazioni davanti a situazioni nelle quali si identifica.

Il pessimo rapporto con la madre la porta spesso a rinchiudersi in se stessa, riservando il suo istinto materno verso la piccola Costanza, sua nipote e costruendo con gli altri un altissimo muro nel quale è complesso ritrovare parvenze di sentimenti positivi come amore, piacere o bontà.

Anche il suo rapporto con Giorgio sembra più improntato alla passionalità occasionale che non ad un vero trasporto amoroso del quale la Ferro è quasi incapace, tanto che fin dai primi episodi si comprende perfettamente che Valeria non è incline all’amore in senso totale, quanto piuttosto alla passionalità fisica.

Anche gli slanci affettivi sono sempre molto blandi così come i sorrisi e quasi mai in pubblico eppure in questi primi episodi di Non uccidere, si comprende la grande voglia di amare, affezionarsi, sia volutamente repressa della protagonista. Essere nella stessa lunghezza d’onda di Valeria è un lavoro complesso che soltanto Andrea e Giorgio possono svolgere con qualche possibilità di successo.

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Non uccidere: la squadra di Valeria.

Andrea è l’amico che ogni donna vorrebbe. Il cavaliere dall’armatura scintillante che ascolta, sopporta, supporta, risolve i casini fossero pure quelli della macchina in panne e che ti difende dal mondo, dalla cattiveria, dalle delusioni. Un uomo capace di amarla in silenzio perché sa che per Valeria i sentimenti d’amore non sono la priorità nella sua vita.

Con questo non voglio dire che la protagonista non ha sentimenti, anzi li ha anche in modo forte, ma il suo travaglio interiore non gli permette di vivere serenamente un innamoramento e non sarebbe in grado di dare al suo uomo quel tipo di normalità a cui si aspira in un rapporto di coppia.

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Non uccidere L’ispettore Ferro alle prese con l’ennesimo delitto.

Valeria è fatta così: prendere o lasciare e chi riesce ad apprezzarla e comprenderla fino in fondo, difficilmente la lascia o ci rinuncia.

La mia analisi di “Non Uccidere” continua a pagina 2.

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