venerdì , 19 Luglio 2019
La stagione della caccia: I protagonisti presentano film evento | FOTO

La stagione della caccia: I protagonisti presentano film evento | FOTO

Le dichiarazioni dei protagonisti de “La stagione della caccia” dalla conferenza stampa a Roma.

La serie evento “C’era una volta Vigata” si arricchisce di un nuovo capitolo con “La stagione della caccia” per la regia di Roan Johnson. A Roma proprio il regista, i protagonisti e la produzione hanno presentato nella sala degli arazzi di Viale Mazzini questa nuova straordinaria trasposizione nata dai romanzi di Andrea Camilleri.

Dopo il successo del primo tv movie, “La mossa del cavallo”, andato in onda in prima serata su Rai1 nel marzo 2018 con un ottimo successo di pubblico che ha superato il 32% di share, l’immaginifico mondo di Vigata torna in tv
protagonista di una nuova avventura.

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Tini Andreatta per Rai Fiction è felicissima di questo:

“L’anno scorso per l’inizio della collana dei film tratti dai romanzi storici era arrivato Andrea Camilleri. La Rai voleva affrontare oltre Montalbano anche un altro deposito ricchissimo di racconti ambientati nel passato. Questa collana vede questo secondo film che appartiene all’ultima produzione di Andrea Camilleri con racconti del passato che hanno una capacità di fascinazione. Con un elemento di seduzione che ha la capacità di affascinare le persone. Ci raccontano cos’era la Sicilia e come si sono sviluppati quei racconti, con delle storie che hanno un elemento realistico. C’è il giallo con le morti ricorrenti, c’è anche il noir, ma anche la grande saga familiare con i personaggi che si danno il testimone. Attraverso i padri raccontiamo il mondo che si disgrega della nobiltà siciliana. Camilleri ha trovato un regista esperto alla prima volta in Rai e ha saputo mettere insieme tutti gli aspetti”.

La stagione della caccia è un ennesimo successo firmato Palomar, come ribadisce orgoglioso Carlo Degli Esposti che con la collana “C’era una volta Vigata” sogna un nuovo capitolo lungo quanto Montalbano:

Ci hanno dato l’onore di maneggiare i romanzi storici di Camilleri, abbiamo messo le mani su un romanzo più complesso e complicato. Lui nei romanzi storici ha fatto delle cose di natura complicata. Lui ha fatto degli esperimenti. Se si trova un buon regista consumato si può lavorare, ormai la Vigata d’epoca e contemporanea si sono già sommate. È un paese dove pensiamo tutti di essere già stati. Vado molto fiero di questo gruppo perché tutte le volte è la squadra che affronta il campionato e vedremo il risultato”

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Per portare sul piccolo schermo “La Stagione della Caccia” la produzione ha cercato un regista cinematografico e lo ha trovato fuori dai soliti nomi Rai. Rian Johnson si è detto davvero onorato di questo ruolo:

La proposta di fare questo film è arrivata a sorpresa, è un regalo della Palomar. È un romanzo che veramente ha un’originalità è una profondità che mi ha subito entusiasmato. Riuscire a capire il mondo di Camilleri e la Sicilia, che è reinventata, è stata un’avventura. C’ero stato solo da turista e mi sono dovuto mettere a leggerla, capirla e conoscerla. Credo che sia una chiavetta di lettura di tutta l’Italia. I personaggi di Camilleri sono meravigliosi perché nessuno è tagliato con l’accetta. Hanno dentro emozioni. Il concetto è sfuggente, tu sei convinta che il protagonista è il marchese peluso. Questa sorta di narrazione che cambia mentre la leggi è meravigliosa. Altra parte meravigliosa è che mette dentro tanti toni diversi. Ci sono momenti tragici di dramma c’è un mistero. Questa ricchezza l’abbiamo provata a mettere insieme, abbiamo trovato un cast incredibile”.

Una lunga serie di morti apparentemente accidentali sconvolgono la famiglia Peluso, una nobile stirpe di proprietari terrieri ormai in odore di decadenza. La ricchissima e potente casata viene progressivamente e misteriosamente decimata con un’impressionante successione di morti che ricorda molto quella delle prede in una battuta di caccia.

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Una famiglia in cui c’è anche Don Totò, che ha il volto di Tommaso Ragno:

Ho vissuto il periodo di riprese con il terrore perché non ero siciliano. Non capivo cos’avrei potuto fare. Un attore ci sono cose che saprebbe fare e cosa no, io non so fare il siciliano. Quindi ho vissuto in caso di trans. Non è solo siciliano il modo di pensare e entrare dentro questo mondo, temevo veramente che mi cacciassero. È stato in qualche modo “lasciate ogni speranza a me che entravo”.  Voglio ringraziare Roan per aver espresso buonumore ogni giorno, questo veramente non so come sia riuscito a farlo”.

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Una mattanza che curiosamente inizia con l’arrivo a Vigata del giovane farmacista, Fofò La Matina, figlio del “camperi” dei marchesi Peluso. È lui il vero protagonista della serie e ha il volto di Francesco Scianna:

Fofo cerca le radici, la vendetta. In qualche modo me lo sto ancora chiedendo. Sembra un percorso folle. La bellezza è che lui si muove in un ambiente irrazionale. Lo sforzo che ho dovuto fare era non giudicare niente ma capire un po’ quali dovessero essere. Lui è arrivato a vigata con la curiosità di un riscatto sociale, il padre era contadino e il padre era morto lui viveva con urgenza questa trasformazione. Poi è come se fosse stato testimone della vita. Poi partono delle sensazioni tali che aprono i canali irrazionali folli e dialogano. Non posso non farlo, hanno un complesso di Edipo e non può capirlo nessuno. Non ci potete arrivare alle ragioni non sapete cosa mi ha mosso. Questo potere che non appartiene a tutti. È un dialogo folle anche con se stesso arrivando a perdere il senso. Deve finire qualcosa alla fine, faccio di tutto perché poi finisca e lui lo accetta”.

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Il film vede anche la partecipazione di una bravissima Donatella Finocchiaro nei panni di Donna Matilde:

Finalmente sono una donna di Camilleri ed è una grande emozione. Penso che i nostri nipoti lo studieranno. Partiamo de un capolavoro di scrittura magistralmente adattato da Francesco bruni, diretto da Roan Johnson e interpretato bene da questi burattini. È un film dove c’è tanto c’è tutto c’è l’emozione il dramma la tragedia la morte e il mistero. Io e Tommaso ragno non potevamo trattenerci dal ridere. Siamo stati un po’ vittime di questa storia, l’epoca storica e noi ne siamo la parte femminile. Il mio personaggio è una donna schiacciata nel letto. La cosa necessaria era il figlio masculo. Questa donna esce fuori di testa, questa però riesce ad essere grazie alla follia una donna che dice basta”.

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Ritroviamo ne “La Stagione della caccia” anche un elegante Giorgio Marchesi, nei panni del comandante Emiliano Saint Vincent:

La giustizia arriva alla fine, per me è stata l’occasione di lavorare su un testo di Camilleri e io sono bergamasco. Ho detto subito si, sono stato avvantaggiato venendo dal nord di trovare una realtà diversa. Abbiamo improvvisato, la Sicilia non l’ho frequentata tanto nella vita. Mi sono immaginato la sorpresa sia negli occhi ma anche un’umanita diversa. Io non posso dire molto. Ma è la sorpresa di fronte ad un’umanita diversa velata di follia”.

Un altro atteso protagonista de “La stagione della caccia” è il barone Alessio Vassallo:

Interpreto questo barone che arriva a Vigata per sposare Ntonto. Lui è seriamente innamorato, ma cercheranno di farle capire che lei non va bene e gli offrono dei soldi che accetta. Venendo anche da il giovane Montalbano con l’importanza dei dettagli la forza è abbandonare la trama, questo non accade in altri racconti. Si vede dai dettagli dell’abbigliamento, del cibo, ecco perché la scrittura è fondamentale compresa la messa in scena di Francesco Bruni. Questa da siciliano è la Sicilia vera”.


“La stagione della caccia” è una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra con Max Gusberti, in onda in prima serata lunedì 25 febbraio su Rai1.

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