venerdì , 19 Luglio 2019
Romics: L’intervista esclusiva a Mattia Labadessa (Video)

Romics: L’intervista esclusiva a Mattia Labadessa (Video)

Durante l’ultimo Romics abbiamo avuto modo di intervistare in esclusiva Mattia Labadessa, admin fondatore e curatore dell’omonima pagina Facebook con quasi 300 mila like che ci ha parlato del suo lavoro e dei prossimi progetti futuri.

Mattia Labadessa è uno degli artisti più in voga del momento su Facebook grazie alla sua omonima pagina “Labadessa” (clicca qui per visitarla) conta quasi 300 mila like. L’artista ha esordito con la sua prima pubblicazione “Le cose così” edito da Shockdom e ha incontrato all’ultimo Romics  i suoi fan per firmare le copie e realizzare dei disegni ricordo. A margine dell’evento abbiamo potuto avvicinare Mattia Labadessa per un’intervista esclusiva in cui abbiamo parlato del suo rapporto con il mondo del fumetto, di come vive il successo e di cosa si aspetta nel suo futuro.

Qual è la tua emozione di essere al Romcis e qual è il tuo rapporto con il mondo del fumetto?

“Il mio rapporto con il mondo del fumetto non è il massimo, non sono un grande appassionato di fumetti. Mi piace l’ironia di Ortolani, mi ci sento molto affine. Finalmente qui al Romics vedo il volto delle persone che mi seguono ed hanno una forte empatia verso quello che faccio. La cosa migliore è poter ringraziare chi mi segue stringendo una mano, facendo un disegno oppure una foto”.

Hai pubblicato un libro con delle tue creazioni, ti immaginavi questo successo?

“No, non me lo aspettavo. Io ho una grande autostima e sono abbastanza sicuro per il mio lavoro. È il resto della mia vita che va un po’ così, ma non mi sarei mai immaginato un seguito del genere verso la pagina. Credo che sia questione di empatia, una pubblicazione è una cosa ancora più intima. Sta andando bene e sono felice”.

Quale tecnica utilizzi per realizzare le tue opere e perché hai scelto l’uccello come simbolo?

“Io disegno sull’Ipad da circa 4 anni. Ho sempre disegnato su carta con bic e carta, ma poi ho scoperto questo strumento che è semplice per l’arte digitale. È molto semplice e immediato per le consegne di lavoro. Disegnavo con le dita e lo faccio tutt’ora, ma ora con l’editoria utilizzo lo stylus perché l’approccio tra una cosa che va sul web e sulla carta stampata è differente. L’uccello non ha un significato reale, ci sarebbe ma è inutile dirlo io l’ho scelto perché è figo. Piace alle persone, piace a me e non devo giustificarmi con dei significati profondi e continuerò a portarlo avanti”.

I tuoi progetti futuri?

“Ho un po’ di paura, non mi sono ancora reso conto di ciò che sta accadendo. Voglio fare altre pubblicazione, sono molto più libero dai limiti imposti da social network come Facebook. Voglio continuare a curare la pagina, ma dare anche moltissima importanza alle pubblicazioni e spero di riuscirci”.

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