domenica , 16 Giugno 2019

Venezia 73 – Nocturnal Animals: Jake Gyllenhaal, Amy Adams e la crudeltà dei sentimenti per Ford (Recensione)

Tom Ford torna con il suo secondo film al Festival di Venezia dove con “Nocturnal Animals” con un thriller romantico e drammatico. Brillante la prova dei protagonisti Amy Adams e Jake Gyllenhaal, la recensione in anteprima.

Nel 2009 la Mostra d’arte cinematografica di Venezia aveva accolto in concorso con grande curiosità l’opera prima dell’ex stilista di Gucci Tom Ford e in tanti si chiedevano come sarebbe stato il suo “A Single Man”. Dopo sette anni stessa storia e stesso Lido con il nuovo e attesissimo “Nocturnal Animals”, un thriller romantico e drammatico al tempo stesso che segna un ulteriore passo in avanti nella maturità artistica del regista. Il cast è guidato da Jake Gyllenhaal, nei panni dello scrittore Edward, e da Amy Adams (guarda le sue foto al Lido), splendida gestrice di una galleria d’arte Susan Morrow, coppia di amanti che per paura e debolezza decise di lasciarsi con l’uomo che dopo 19 anni ha trovato il modo di vendicarsi. “Nocturnal Animals” non è soltanto la rivalsa dello scrittore finalmente pago del proprio lavoro perché in grado di creare, ma anche dell’uomo abbandonato nel momento del bisogno.

Edward aveva sempre voluto fare lo scrittore, mentre Susan aveva finto di essere qualcuna che non era ed aveva optato per la pragmaticità escludendo i sentimenti e diventando ciò che non avrebbe mai voluto diventare a causa delle insicurezze, dell’incapacità di affrontare le proprie problematiche. Tom Ford utilizza una storia di tutti i giorni riuscendo a renderla unica, permettendoci di entrare all’interno della testa dei protagonisti in una narrazione che spazia dal presente al passato fino all’indefinito. Il titolo dell’opera ha un duplice valore.  Susan è una donna debole ed insicura come manifesta la mancanza di sonno nelle ore notturne e perché nel romanzo delle “bestie” sconvolgono la vita della famiglia in viaggio con la violenza e la morte. La perdita della figlia che rappresenta quella del bambino mai nato di Edward e Susan, che mentre legge il romanzo vede le immagini scorrerle davanti come un flashback ripensando agli errori dovuti alla sua fragilità.

 

Tom Ford in questo film vuole proprio invitare il pubblico a una profonda riflessione su quelle che sono le priorità della vita, tra sogni e realismo. A volte purtroppo servirebbe una maggiore capacità di emozionarsi, sognare e perdonare. Ad ogni pagina del romanzo Susan capisce sempre più che quello che Edward non riusciva ad esprimere nel suo lavoro era colpa sua, che lo reprimeva in una gabbia ormai rotta. La violenza della separazione e della morte che combaciano alla perfezione, una nuova vita insoddisfacente e vuota. Un film da vedere e rivedere perché nonostante la lunga durata è attuale e penetrante come pochi, è una radiografia della società in cui l’importante non è il “provare” ma il “mostrare”. L’indagine per l’omicidio potrebbe sembrare anche banale, ma Edward ha scelto volontariamente i soggetti della sua storia per ferire e distruggere psicologicamente la persona un tempo amata. La vendetta è tipica dell’essere umano e in questo film c’è la cruda realtà di ciò che accade quando si viene disillusi. Una sensazione di vuoto che è impossibile da ricomporre perché sarebbe troppo facile. Più che un thriller romantico “Nocturnal Animals” è una analisi psicologica della crudele contemporaneità, con una società che si nasconde come dietro le pagine di un romanzo.

 

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