Leonard Cohen: da Tarantino a Nanni Moretti, da Robert Altman a Oliver stone, la classifica dei migliori film resi celebri dalle canzoni del cantautore canadese (video, foto)

Novembre 15, 2016 di albertodelforno

Leonard Cohen, uno dei più grandi cantautori di tutto il Novecento, musicista di livello, con le sue inconfondibili canzoni ha dato alla cinematografia quel tocco magico che le mancava, rendendo immortali molte opere cinematografiche. Dal suo amico Robert Altman a Nanni Moretti, da Rainer Weiner Fassbinder a Neil Jordan, passando per Werner Herzog, Quentin Tarantino, Oliver Stone , e molti altri registi che trovarono e continuano a trovare nelle sue canzoni il tassello mancante per il completamento delle loro opere.
Una classifica speciale, 25 lungometraggi, rigorosamente in ordine cronologico, che copre cinquant’anni della sua attività musicale, da quando il mondo del cinema lo scoprì e se ne innamorò a prima vista.
Difficile parlare di Leonard Cohen, uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre stato insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada, suo paese natio. Parlare del suo corpus musicale in maniera sintetica è compito assai arduo,ancora di più è l’andare a selezionare 25 opere cinematografiche rese celebri e che hanno fatto sognare milioni di spettatori grazie alle sue canzoni.
Ma oltre alle opere cinematografiche, due sono i documentari essenziali sulla sua figura, due pietre miliari assolotamente da vedere per chiunque voglia approfondire il personaggio, il suo mondo, la sua magia musicale. Il primo è Leonard Cohen: Everybody Knows, tv movie del 2008 diretto da Jocelyn Barnabé e il secondo, datato 2005, diretto da Lian Nunson : Leonard Cohen: I’m your man, raccoglie testimonianze di artisti della scena musicale (Nick Cave, Bono Vox) che raccontano il loro rapporto con il cantautore . Basti solo visionare questi due documentari per comprendere a pieno la vastità e la complessità dell’importanza storica e musicale di questo artista.
https://www.youtube.com/watch?v=bFnZjrqV1Ds

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I compari (McCabe & Mrs. Miller, 1971), regia di Robert Altman

1902. La storia si svolge a Presbiterian Church, insediamento urbano composto principalmente da minatori immigrati nel nuovo continente, e si sviluppa intorno alla figura di McCabe, un imprenditore deciso ad aprire una casa di tolleranza. All’attività sarà interessata Mrs. Miller che, con atteggiamento autoritario, si imporrà nell’affare, forte della sua esperienza. La storia degrada in tragedia dopo che la proposta di rilevare l’attività, fatta dalla società mineraria, viene rifiutata da McCabe.
Memorabili e iconici i titoli di testa del film con The Stranger Song. Nel film presenti altre due canzoni prese dall’album di esordio del cantautore Songs of Leonard Cohen (1967) Sisters of Mercy e Winter Lady.

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Attenzione alla puttana santa (Warnung vor einer heiligen Nutte, 1971), regia di Rainer Weiner Fassbinder

Un albergo in un’imprecisata località marittima spagnola, 1970. Il giovane e tormentato regista Jeff ha deciso di girare Patria e muerte, un film sulla brutalità del potere, ma la situazione è drammatica: mancano i soldi, attori e collaboratori sono impelagati in difficili rapporti interpersonali. La sala dell’albergo si trasforma in una prigione, in una specie di antinferno con tormentatori e tormentati. La claustrofobia, favorita dalla lentezza spietata delle sequenze, opprime tutti, anche lo spettatore. Nella seconda parte la vicenda si svolge prevalentemente all’aperto con scene rapidissime, con poche battute di dialogo. Jeff, il nevrotico regista, calpesta tutti, con spregio e sadica crudeltà, anche Sasha, l’organizzatore generale, interpretato da Fassbinder stesso. L’unico che si salva è Eddie Constantine, vecchio attore mummificato.


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Il diritto del più forte (Faustrecht der Freiheit, 1975), regia di Rainer Weiner Fassbinder

Franz Bieberkopf, detto Fox, è un ragazzo omosessuale che lavora in un baraccone del luna park di Monaco di Baviera. Dopo l’arresto del proprietario per truffa perde la sua precaria occupazione. La fortuna gli si dimostra amica, e una vincita ad una lotteria, gli cambia improvvisamente la vita. Grazie alla sua mutata condizione sociale riesce ad accedere ad un giro d’alta borghesia omosessuale. Qui conosce Eugen, rampollo borghese di una nota famiglia bavarese.Il padre di Eugen, infatti, è proprietario di una nota Tipografia della città, attualmente in cattive acque. Eugen si mostra subito attratto dalla condizione sociale di Fox nonostante i suoi modi volgari e grossolani che non tardano a metterlo in imbarazzo davanti ai suoi amici e alla sua famiglia. I due vanno a vivere insieme ed Eugen convince Fox ad investire i suoi soldi nella tipografia di famiglia nonché nell’acquisto di un ricco appartamento e di quadri d’autore e mobilio sfarzoso. Ben presto però la somma vinta alla lotteria comincia ad assottigliarsi e quando Fox capisce di essere rimasto al verde, Eugen lo lascia su due piedi, estromettendolo anche dall’appartamento che Fox aveva acquistato con i soldi della vincita. Solo e senza soldi, Fox si suiciderà in una stazione della metropolitana tra l’indifferenza dei passanti.
https://www.youtube.com/watch?v=KnGDm-JL2zs

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Un matrimonio (A wedding, 1978), regia di Robert Altman

Dino Corelli e Meringa Brenner celebrano il matrimonio alla presenza del decrepito mons. Martin, prozio dello sposo. Luigi Corelli, padre di Dino, era cameriere in un locale caratteristico di Trastevere e, sposando Regina Sloan, si era impegnato con la di lei miliardaria madre Nettie a dimenticare origini e famiglia. Meringa, la sposina, è figlia dell’ex camionista Snook Brenner detto “Chicco”, che ha fatto fortuna grazie alla mancanza di scrupoli. Durante il ricevimento, organizzato minuziosamente da Rita Billingsley, sotto l’impietoso sguardo delle cineprese e nonostante la squadra di sorveglianza, diretta da Jeff Kuykendall, succedono molti imprevisti. I numerosi invitati della società-bene non si presentano, ad eccezione del consigliere delegato William Williamson e gli inservienti debbono improvvisarsi ospiti. La vecchia Nettie Sloan muore e la figlia, con la collaborazione del dr. Jules Meecham, tenta di nascondere il lutto ai familiari vecchi e acquisiti. Berlinga, sorella di Meringa, rivela di essere incinta per opera del cognato Dino che si difende dicendo che la stessa ragazza si è concessa a quasi tutti i suoi compagni di Accademia. Dall’Italia giunge il fratello minore di Luigi Corelli che, non sapendo ancora della morte di Nettie, sente vacillare la propria posizione. Quando la Mercedes nuova fiammante degli sposini viene trovata bruciata per uno scontro con una autobotte, si piange la morte di Dino e Meringa sino a che non si scopre che sulla macchina si trovavano Tracy, ex fidanzata di Dino, e Wilson, ex fidanzato di Meringa. Stanco e disgustato, Luigi decide di tornare a Roma insieme al fratello.
https://www.youtube.com/watch?v=JKDjz2PWc98

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Due nel mirino (Bird on a wire, 1990) regia di John Badham

Rick Jarmin è costretto a cambiare continuamente nome, mestiere e città per fuggire da pericolosi delinquenti contro cui ha testimoniato nel passato. Il caso lo porta ad incontrare Marianne Graves, sua ex fidanzata, ancora furiosa per essere stata lasciata senza una parola. Rick cerca di fuggire di nuovo da lei per evitare di coinvolgerla nelle sue vicende pericolose, ma inutilmente. I due si ritrovano quindi a fuggire da un posto all’altro, ripercorrendo a ritroso i mestieri fatti ed i luoghi che Rick ha frequentato negli ultimi anni: tra l’altro Marianne scopre che il suo ex-amore ha fatto il parrucchiere e il veterinario, seminando cuori infranti. Tra mille peripezie, fughe e pistolettate riescono finalmente a sbarazzarsi degli inseguitori.
Bird on a wire è l’immortale soundtrack delle peripezie di Mel Gibson e Goldie Hawn.


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Pump p the volume – Alza il volume (Pump up the volume, 1991) regia di Allan Moyle

Mark detto anche Hard Harry è uno studente di una high school dell’Arizona che ogni sera, fa l’entertainer radiofonico da una stazione allestita a casa sua. Timido di giorno, esuberante di notte, Mark diventa il portavoce della sua generazione combatte le ingiustizie, le ipocrisie, le cattiverie, tratta problemi importanti come l’omosessualità, cerca, invano, d’impedire il suicidio di un adolescente.
Ancora una volta un accostamento eccezionale per una delle sequentze musicali ritmte più celebri di tutto il cinema indie dei primi anni ’90, sulle note di Everybody knows.


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Caro diario (1993), regia di Nanni Moretti

Il film si divide in tre momenti distinti: nella prima parte di Caro diario, intitolata In vespa, siamo a Roma nel mese d’agosto. Il personaggio-protagonista girovaga, cercando quartieri e luoghi inusuali. Va al cinema e vede, oltre a un film italiano minimalista sulle sconfitte presunte della sinistra e del ’68, Henry-Pioggia di sangue. Trovandolo brutto e troppo violento, decide di fare un terzo grado a un critico, che ne ha scritto le lodi con un linguaggio pseudo-colto e incomprensibile (piccola apparizione di Carlo Mazzacurati). Dopo aver osservato delle coppie ballare il merengue, incontra Jennifer Beals. Infine visita il luogo dove è stato ucciso Pier Paolo Pasolini. Nella seconda parte, Isole, la più disimpegnata e divertente, incontra un amico che non ama la televisione. Insieme girano le isole Eolie fino a quando la tranquillità e la solitudine non fanno esplodere l’amico, che si converte a Beautiful e a Chi l’ha visto?e fugge verso il continente. La terza parte, Medici, è invece la cronistoria, con una ripresa iniziale autentica, della lunga malattia che Moretti aveva contratto. Diagnosi e medicine sbagliate, medici poco disposti ad ascoltare. Poi il paradosso finale: quella che sembrava una malattia della pelle era un tumore benigno e i sintomi erano riportati da una semplice enciclopedia medica.
Celeberrima la gita estiva in vespa nel quartiere romani della Garbatella sulle note di I’m your man.

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Exotica (1994), regia di Atom Egoyan

Exotica è uno stripclub di Toronto in cui, oltre alle consuete esibizioni che le ragazze del locale eseguono sul palco, per cinque dollari si può ottenere uno spogliarello privato al proprio tavolo.Uno dei clienti abituali è Francis, un esattore fiscale di mezza età che frequenta il locale ogni due giorni, richiedendo sempre al proprio tavolo la presenza della sensuale Christina. Il loro rapporto va però al di là di ciò che di solito s’instaura con i clienti: la ragazza infatti sembra conoscerlo da tempo e le sue prestazioni sembrano servire a placare in qualche modo le sofferenze dell’uomo, dovute alla morte della moglie e della figlia, a cui questi rifiuta ostinatamente di rassegnarsi. Finché un giorno Eric, dj del locale ed ex amante di Christina, infastidito da questo strano rapporto tra i due, spinge Francis a toccarla ma, essendo ciò rigorosamente vietato, viene immediatamente cacciato dal locale da Eric stesso e intimato di non farvi più ritorno.
Quest’allontanamento da Christina, sua ultima ancora di salvezza, spinge Francis a vendicarsi con la complicità estorta all’inizialmente riluttante Thomas, proprietario di un negozio di animali che importa clandestinamente uova di uccelli e presso cui ha in corso una verifica contabile, promettendogli un ammorbidimento nell’esito della stessa e di non procedere contro i suoi redditizi traffici illegali.
https://www.youtube.com/watch?v=A24SRkjZvzY

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Assassini nati – Natural Born Killers (1994), regia di Oliver Stone, sceneggiatura di Quentin Tarantino

Due giovani disadattati, Mickey e Mallory, divengono amanti e omicidi di massa: la stampa fa di loro un fenomeno mediatico, e le loro gesta si trasformano in leggenda.
Ben tre le tracce del cantautore canadesi presenti nel film culto di Oliver Stone: Waiting for the Miracle, Anthem e The Future.

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Strange days (1995), regia di Kathryn Bigelow

Il 30 dicembre 1999, alla vigilia del nuovo millennio, in tutto il mondo si evidenzia una “escalation” di tensione: soprattutto a Los Angeles, una città violenta e caotica, dove la più recente ed illecita forma di divertimento si basa sulla possibilità di rivivere l’esperienza altrui acquistando dei “clips” contenenti, registrati con tecnica digitale, frammenti di particolari momenti di vita. Qui Lenny Nero, ex poliziotto e ricettatore di “sogni” rubati, come spacciatore vende questi “clips” divenuti, ormai, la più richiesta droga capace com’è di penetrare nei meandri della natura umana (sesso, emozioni e violenza). Quando un anonimo fa pervenire a Nero la registrazione della morte di Iris (una giovane adibita ad un lavoro di collegamento per Lenny registrando “clips”) questi ne diviene, suo malgrado, emotivamente complice.

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Le onde del destino (Breaking the waves, 1996), regia di Lars Von Trier

Sette capitoli, più un prologo e un epilogo: ognuno introdotto da una specie di “siparietto” coloratissimo e un po’ naïf e da una canzone degli anni ’70 (da “Whiter Shade of Pale” di Procol Harum a “Suzanne” di Leonard Cohen). Ogni capitolo narra un pezzetto della storia d’amore di Bess, giovane scozzese innocente che mette la passione davanti a tutto, e di Jan, operaio danese che lavora su una piattaforma petrolifera. Personaggi positivi, travolti da un atroce scherzo del destino (lui entra in coma per un incidente), controllati dal moralismo anacronistico della puritana Church of England e riscattati dal sacrificio estremo di lei.
La colonna sonora di Leonard Cohen introdute magistralmente il quinto capitolo del film.

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Basquiat (1996), regia di Julian Schnabel

Basquiat, nato a Brooklyn, ha usato le sue radici di graffitaro come fondamenta per creare un tipo di pittura collage-style su tela. Le sue opere sono chiaramente influenzate dal suo stile di vita e dall’ambiente che lo circondava a New York City; spesso fra i colori poneva parole e frasi apparentemente non correlate (in realtà basate su studi approfonditi). Il suo stile è stato descritto come nervoso, feroce ed energico.
Titoli finali commoventi sulle note di Hallelujah.

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 Mr. Jealousy – Il signor gelosia ( 1997), regia di Noah Baumbach

Lester è un supplente precario tremendamente geloso. Sospetta dell’ex fidanzato della sua compagna Ramona, lo scrittore Dashiell. Lester si unisce sotto falso nome al gruppo di terapia di tenuto dallo stesso Dashiell per scoprire se quest’ultimo prova ancora qualcosa per Ramona.

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Wonder Boys (2000), regia di Curtis Hanson

Pittsburgh Grady Tripp, professore d’inglese di mezza età, vive la fase del blocco creativo. Sette anni prima ha scritto un romanzo d’esordio di grande successo ma ora sta trascinando stancamente la stesura del secondo. In occasione del World Fest, dedicato ai giovani autori, il suo editore Terry, in crisi con la propria attività, arriva in città e cerca di capire meglio la situazione. Tra gli allievi dei suoi corsi, Grady mette gli occhi su James, che sembra il più dotato ma anche isolato. Nel frattempo Grady, che cerca di porre fine al proprio matrimonio, ha una storia con Sara, la moglie del preside della facoltà di lettere. Ricercato per fatti commessi proprio in casa del preside, James viene arrestato, poi rilasciato, condotto a casa dei genitori. Ma Grady e Terry vanno a prenderlo, lo portano via, e a casa di Grady, Terry e James passano la notte insieme. Dopo che il manoscritto di Grady è volato via nel fiume, arriva il momento della premiazione del World Fest: tra i premiati c’è James. Dopo questo successo, il ragazzo si trasferisce a New York, mentre Grady é a casa a scrivere al computer. Fuori Sara sta tornando a casa, con il braccio il bambino che aspettava da Grady.

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I cento passi (2000), regia di Marco Tullio Giordana

Il giovane Peppino Impastato vive cercando di sfuggire a quest’inesorabile legame con l’ambiente mafioso che il padre, Luigi Impastato, un po’ per inerzia, un po’ perché ha una moglie da proteggere e due figli da crescere, non ha la forza di rompere. Anche di fronte alla vulnerabilità sua e della propria famiglia, Peppino, animato da uno spirito civico irrefrenabile, non esita, con l’involontaria complicità del fratello Giovanni, ad attaccare “don Tano” e a denunciarne pubblicamente le malefatte.


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Shrek (2003), regia di Vicky Jenson ed Andrew Adamson

C’era una volta, in una lontana palude, un irascibile orco di nome Shrek che amava molto la sua solitudine. Ma questo bene prezioso venne presto distrutto dall’invasione di un gruppo di fastidiosi personaggi delle fiabe… Ci sono topolini ciechi nel suo cibo, un grosso lupo cattivo nel suo letto, tre porcellini senza casa e chi ne ha più ne metta, tutti personaggi cacciati dal regno delle fiabe dal perfido Lord Farquaad. Disposti a tutto pur di salvare il mondo, per non parlare del suo, Shrek stringe un patto con Farquaad e si impegna a salvare la sua futura sposa, la bellissima principessa Fiona primo abbozzo di attrice virtuale nella storia del cinema. In questa missione lo accompagnerà uno spiritosissimo asinello, Ciuchino, che farebbe qualsiasi cosa per Shrek… tranne chiudere il becco! Ma salvare la principessa da un drago sputa fiamme è il minore dei problemi di Shrek e Ciuchino ora che l’oscuro segreto che Fiona nasconde sta per essere rivelato…

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Secretary (2002), regia di Steven Shainberg

Lee Holloway, giovane e timida ex paziente di un istituto per cure mentali, per sfuggire all’alcolismo del padre molto amato, comincia a cercarsi un lavoro. Quando le frustrazioni sono superiori alle sue forze si dedica al suo passatempo: infliggersi dolore nei modi più svariati. Terminato con successo un corso di dattilografia, Lee viene assunta come segretaria dal freddo ed esigente avvocato Edward Grey, nel cui sadismo sembra aver trovato proprio quello che fa per lei…
Sequenza hot sulle note di I’m your man.

 

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Triplo gioco (The good thief, 2002) regia di Nei Jordan

Bob Montagnet è un giocatore d’azzardo che ha la folgorante idea di svaligiare il Casinò di Deauville e per questo contatta un suo vecchio amico rapinatore. Ma il giorno scelto per compiere il colpo, la passione per il gioco è così forte che Bob , introdottosi all’interno del Casinò, dimentica il vero motivo della sua visita. E, per colmo di sfortuna, la dea bendata decide che è finalmente giunto il momento di premiarlo…

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Nathalie (2003), regia di Anne Fontaine

Catherine è una bella e ricca donna della borghesia francese che assume Marlène, intrattenitrice in un locale notturno, per intraprendere una relazione con suo marito Bernard poiché è convinta che lui le sia infedele. L’accordo tra le due donne prevede che ‘Nathalie’ (nome che usa Marlène per assolvere il suo compito) riveli alla donna tutti i particolari dei suoi incontri con Bernard, comprese le sue preferenze sessuali più intime…

 grande-nordIl grande nord (The last trapper, 2004), regia di Nicholas Vanier

Norman vive con la sua compagna Nebaska nelle foreste dello Yukon. La sua attività di cacciatore è alla base del suo intenso rapporto con la natura. Si procura da solo la maggior parte delle cose di cui ha bisogno, costruisce da sé la propria casa, la propria slitta, la propria canoa ed esplora il territorio che gli è attorno per capire dove e cosa cacciare. Ogni tanto si reca a Dawson City per vendere le pelli degli animali e comprare gli strumenti che gli occorrono. Ne approfitta per salutare i vecchi amici e bere qualcosa insieme con loro. Non ama però vivere in città e vorrebbe continuare a fare il cacciatore, se si riuscisse a preservare l’ambiente naturale dagli interessi speculativi delle Compagnie del legno. Norman ha imparato a capire gli equilibri della natura e a rispettarli. È convinto che si possa vivere in armonia con la natura e considera la caccia un mezzo attraverso il quale l’uomo contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema, senza distruggerlo.

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Watchmen (2009), regia di Zack Snyder

In un 1985 alternativo, dove i supereroi sono da tempo parte integrante del tessuto sociale e la tensione tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica è altissima, un vecchio ma determinato vigilante mascherato, Rorschach, cerca di scoprire chi ha ucciso uno dei suoi primi colleghi. Nel farlo svela un complotto teso a screditare ed uccidere tutti i supereroi passati e presenti. Riunita la sua vecchia squadra – formata da un gruppo di vecchi supereroi a riposo, di cui solo uno è in possesso di veri poteri speciali – Rorschach scoprirà un’inquietante cospirazione su larga scala legata al passato suo e dei suoi amici e che potrebbe portare a catastrofiche conseguenze per il futuro.
https://www.youtube.com/watch?v=OhT5pHmBBuU

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I love radio rock (The boat that rocked, 2009), regia di Richard Curtis

Regno Unito, 1966. Nonostante il Paese sia nel pieno della Swinging London, BBC Radio trasmette appena tre quarti d’ora di musica leggera al giorno, deludendo le aspettative degli ascoltatori, soprattutto i più giovani, i quali sopperiscono a questa mancanza sintonizzandosi sulle tante radio pirata che trasmettono illegalmente i successi pop e rock del tempo. In questo contesto, l’adolescente Carl viene fatto imbarcare dalla madre Charlotte – apparentemente per punizione – su Radio Rock, una nave ancorata nel mare del Nord e trasformata in una stazione pirata attiva ventiquattr’ore al giorno…

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Wild (2014), regia di jean-Marc Vallée

Cheryl Strayed è una giovane donna che ha percorso oltre mille miglia lungo la pista di trekking del Pacific Crest per elaborare un grave lutto familiare e il naufragio del suo matrimonio, affrontando e sconfiggendo, in un viaggio pericoloso e solitario, i suoi demoni e le sue paure.

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Mia madre (2015), regia di Nanni Moretti

Margherita è una regista. Sta girando un film sul mondo del lavoro, di cui ha chiamato come protagonista un eccentrico e bizzoso attore americano. Ma Margherita ha anche una madre ricoverata in ospedale, che assiste assieme al fratello Giovanni, fratello e figlio perfetto che è sempre un passo avanti a lei. La madre di Margherita e Giovanni, dicono i medici, non ha molto tempo. Tra le riprese di un film che si rivelano più complicate del previsto, una figlia 13enne con problemi col latino (quello stesso latino che insegnava la madre), e il dolore per un lutto che si sa imminente e non si sa come gestire, Margherita confonde realtà, sogno, ricordo e deve trovare la sua strada in tutta quella sofferenza.

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L’attesa (2015), regia di Piero Messina

Tra i grandi saloni di un’antica villa della campagna siciliana segnata dal tempo, Anna, reduce dal lutto improvviso del figlio Giuseppe, trascorre le sue giornate in solitudine. La campagna aspra e bellissima circonda la casa e la isola mentre la nebbia, che sale lenta lungo le falde dell’Etna, impedisce allo sguardo di spingersi lontano. Solo i passi di Pietro, il tuttofare, rompono il silenzio. Ed ecco improvvisamente arrivare da Parigi Jeanne, una giovane ragazza che dice di essere la fidanzata di Giuseppe. Lui l’ha invitata in Sicilia per trascorrere insieme qualche giorno di vacanza. Anna ignorava l’esistenza di Jeanne. E Giuseppe non c’è più. Ma le sue cose sono tutte lì, nella sua stanza. Presto, molto presto sarà di ritorno, così dice Anna non riuscendo a rivelare una verità per lei impronunciabile. I giorni passano, le due donne lentamente imparano a conoscersi e insieme iniziano ad aspettare il giorno di Pasqua, quando, ha detto Anna a Jeanne, Giuseppe sarà finalmente a casa e in paese si terrà una grande processione tradizionale.

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Le vicende di due amici di Miami poco più che ventenni durante il periodo della prima Guerra in Iraq, che sfruttando un’iniziativa semisconosciuta del governo, iniziano una piccola attività relativa a contratti dell’esercito U.S.A.. Poco a poco, iniziano a vedere i frutti dei loro investimenti che li porta a vivere una vita agiata. Ben presto però i due amici si troveranno ad affrontare faccende al di sopra delle loro possibilità, un affare da 300 milioni di dollari per armare le Milizie Afghane – una mossa che li porterà in contatto con alcune persone a dir poco misteriose e che si riveleranno poi essere agenti del Governo U.S.A.

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