Legge sul copyright: il Parlamento Europeo approva la riforma

Marzo 26, 2019 di Riccardo Ruzzafante

Il voto di oggi ha sancito, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti, l’introduzione della riforma

Dopo l’appello del mondo del cinema e della musica, oggi si è consumato il giorno decisivo per la votazione sulla riforma della legge sul copyright. Come abbiamo spiegato ieri, la riforma era in cantiere da oltre un anno, e doveva proteggere i diritti d’autore dalla rete. Giulio Rapetti Mogol, presidente della SIAE, aveva firmato una lettera che riportava: “I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori”. La spaccatura non poteva essere più netta: da una parte il mondo del web che si opponeva, dall’altra gli editori e le associazioni dell’industria creativa che approvava.

Il voto e le conseguenze

Oggi, 26 marzo, si è svolto il voto finale, e il risultato è stato netto: 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti. Più di 90 deputati sono risultati assenti, e di certo molti temevano una mancata rielezione se si fossero schierati da una parte o dall’altra. Con questa riforma le potenze del web dovranno dunque pagare per lo sfruttamento delle opere artistiche, giornalistiche e culturali. Inoltre ogni piattaforma dovrà dotarsi di filtri in grado di bloccare ogni contenuto anche solo potenzialmente coperto da copyright. Dopo il sigillo ufficiale, garantito dai 21 paesi che hanno approvato il testo (tra cui non c’è però l’Italia), saranno i singoli Stati a integrare la riforma nel proprio ordinamento.

Tra i più soddisfatti c’è Massimiliano Salini, europarlamentare di FI: “La battaglia sul copyright è una delle più importanti di tutta la legislatura. È una battaglia per difendere chi produce cultura e contenuti. Se le grandi piattaforme web vogliono continuare a guadagnare miliardi come già fanno sugli introiti pubblicitari devono riconoscere il valore di chi quel contenuto l’ha prodotto e dividere con loro parte del guadagno”.

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