Il Re Leone: Recensione del film con le voci di Mengoni e Elisa

Agosto 21, 2019 di Thomas Cardinali

Arriva finalmente nelle sale italiane “Il Re Leone” in CGI iper realisticia diretto da Jon Favreau, che può contare nella versione italiana su doppiatori d’eccezione come Marco Mengoni ed Elisa.

Era il novembre del 1994 quando in Italia arrivò “Il Re Leone”, un film che avrebbe letteralmente cambiato la storia dell’animazione e sarebbe diventato il classico più amato quasi per acclamazione popolare. Un’opera unica, per molti intoccabile, che però la Disney ha voluto riproporre con nuova vita in una delle più azzardate operazioni nostalgia da quando si iniziarono con “Il Libro della Giungla” i live action.

Simba nel poster del nuovo “Il Re Leone”

Guai però a definire quello di Jon Favreau come un live action, anche perché non ci sono attori in carne ed ossa ma animali creati con una CGI iper realistica a cui presta la voce un cast vocale assolutamente eccezionale. Se in originale abbiamo la coppia Donald Glover/Beyoncé anche l’Italia ha risposto con due cantanti: (qui la nostra intervista esclusiva) che sfrutta una grande squadra di musicisti rispetto al sintetizzatore di una volta.

Il Re Leone, una fotocopia bellissima e non necessaria

“Il Re Leone” è dunque un’opera mastodontica, visivamente come poche ne sono stata realizzate nella storia dato che in tutta la pellicola ci sono solo due scene di sfondo riprese in Africa, mentre il resto è realizzato in CGI. Già questo vi fa capire la maestosità dell’opera dato che è impossibile scoprire quali siano queste due scene. Un film per alcuni versi più impressionante, ma privo di quel tocco di magia che rese ancor più magico l’originale. “Il Re Leone” di Jon Favreau è come una bellissima esperienza visiva, quasi un vero safari nelle lande di mamma Africa, ma il film d’animazione aveva qualcosa dentro di lui che qui manca. Le canzoni, le scene come la morte di Mufasa colpiscono ancora una volta, ma 15 anni fa quanto realizzato lasciò i cuori in alto piuttosto che le bocche spalancate.

La Disney dovrebbe cercare di ritrovare quella capacità di innovare, di realizzare sogni e qualcosa di nuovo perché non sempre il pubblico amerà così tanto una storia e non tutti i live action potranno superare facilmente il miliardo di dollari al box-office. Complimenti allo straordinario team creativo per un’opera imperdibile, ma se questo è il meglio che gli studi d’animazione numero uno al mondo hanno da offrire qualcosa non va e il campanello d’allarme suona già da troppo tempo. Non si può copiare se stessi e conquistare in modo perpetuo il pubblico.

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