Il Re Leone: Marco Mengoni e Elisa raccontano l’avventura con Disney

Luglio 12, 2019 di Thomas Cardinali

Il Re Leone è pronto a rivivere al cinema in una nuova versione in CGI super realistica, abbiamo incontrato Marco Mengoni ed Elisa voci italiane di Simba e Nala.

Il classico dei classici, considerato come una pietra miliare nella storia dell’animazione torna al cinema e lo fa con una versione fedelissima, ma al contempo davvero innovativa. Il Re Leone di Jon Favreau, che la Disney definisce come una versione in CGI iperrealista, è l’emblema dei nuovi remake: non danno nulla di nuovo, non danno emozioni nuove, ma spesso riescono a farle rivivere e convincono al box-office. Nella versione italiana i doppiatori d’eccezione sono due.

La star internazionale Elisa è la voce di Nala, amica di Simba fin da cucciola. Nala è una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco e incoraggia Simba a seguire il proprio destino come futuro Re. La talentuosa artista italiana premiata con il Disco di Platino per il suo ultimo album Diari Aperti, ha incantato con la sua splendida voce anche il grande regista Tim Burton per la sua interpretazione nella versione italiana del film Dumbo

La voce di Simba, destinato ad essere un potente re fin dalla nascita, è quella di Marco Mengoni, recordman e star del pop italiano, che festeggia quest’anno dieci anni di carriera con 50 dischi di platino. Reduce da un tour sold out in Italia e in Europa, è appena rientrato da Los Angeles dove ha partecipato alla premiere mondiale di “The Lion King” con il cast americano e il regista Jon Favreau ed è pronto a ripartire con una serie di live unici alla scoperta della natura e delle bellezze italiane. I due si sono raccontati durante la presentazione del film andata in scena a Roma.

Qual è il ricordo che avete de Il Re Leone animato?

Elisa: “Ricordo sicuramente la musica, alcune scene mitiche e iconiche come il saluto degli animali. Essendo un’amante della natura quello è uno di quei film che abbracciano il nostro rapporto con lei, c’è la naturalezza con gli animali, c’è il senso di Mamma Africa. Tutto questo è calore che ho sempre amato e mi ha trasmesso molta empatia”.

Marco Mengoni: “Sono nato il 25 dicembre quindi direi che non avevo 6 anni, ma 5. Naturalmente poi l’ho rivisto a 12-13 anni e credo che abbia fatto parte della mia crescita, come di quella di tutti. Ho avuto un legame forte con Mamma Africa nel mio cerchio della vita. Musicalmente è una fonte di ispirazione eterna: nel blues, nel jazz, nel soul e quindi dobbiamo inchinarci all’Africa. Sono stato in Tanzania ed esiste davvero il mal d’Africa, per forza devi essere legato a questo film che ne decanta la bellezza”.

Su che emozioni avete lavorato con la direttrice del doppiaggio?

Elisa: “Le emozioni con cui ho lavorato insieme a fiamma Izzo che è stata il mio faro, sono la fierezza e la combattività di Nala. È quella che cambia la storia disobbedendo e andandosene, cercando una soluzione per la vita”.

Marco Mengoni: “La mia prima esperienza al doppiaggio è servita molto, anche lì c’era al mio fianco Fiamma Izzo. In questo Disney ho dovuto lavorare molto di più perché il personaggio muta nel corso della storia. È portato da fiero erede e principe a fanciulletto spensierato, poi deve prendere le redini della situazione tornando al suo destino. Abbiamo lavorato molto sulla fierezza nella seconda parte, nella prima invece ho giocato le carte di un giovane ragazzo ovvero me stesso. In alcuni momenti mi sento ancora un Peter Pan che non vorrebbe prendersi delle responsabilità, ma abbiamo lavorato sul prendere la responsabilità della vita”.

Elisa, cosa provi ora rivedenti il film con i tuoi figli?

Elisa: “Rivedere un film del genere con i propri figli è ovviamente molto più profondo, ti fa sempre osservare i tuoi figli. Non guardi più il film, ma cosa fanno loro. Vuoi vedere se loro si commuovono, a me ha fatto l’effetto di una carta d’identità genetica emotiva. Devo dire che piangevo molto di più io, forse sono bambini moderni. La morte di mufasa è un momento difficile, a me distrusse mentre i miei figli no”.

Marco Mengoni ed Elisa scherzano in conferenza
credits Carlotta Colaleo

Puoi raccontarci le emozioni della première mondiale a Los Angeles? Hai conosciuto Beyoncé?

Marco Mengoni: “Non posso che dire che a Los Angeles mi sentivo un bambino a Disneyland, è stata un’esperienza fantastica e intensa. Ho affrontato un duro volo di 24 ore per una sola notte là, ma è stato fantastico. Sono stato colpito dalla gentilezza di Donald Glover, mi ha raccontato che la sua ragazza è di origine italiana e abbiamo parlato come due vecchi amici al bar. Ho avuto il piacere di conoscere Jon Favreau che è una persona incredibile, sapere che io ero il Simba italiano lo ha entusiasmato e mi ha dato subito una fiche che avevano tutti coloro che hanno realizzato Il Re Leone”.

Chi è il vostro personaggio preferito de Il Re Leone?

Marco Mengoni: “Il mio personaggio preferito…dovrei dire Simba, però la saggezza mi affascina da sempre molto quindi dico Rafiki e Mufasa”.

Elisa: “Sono anche i miei, io amo la scimmia sciamano e tutti dovrebbero avere un’applicazione nel telefonino che danno le botte insieme. Sono andata a Broadway a vedere Il Re Leone tre volte, da giovane i biglietti buoni non costavano così tanto mentre ora se vai con quattro posti so 1500 dollari. C’era il personaggio di Rafiki interpretato da un’attrice incredibile, pazzesca e ogni volta che torno lì a rivederlo lo faccio per lei che è un genio assoluto”.

Marco Mengoni: “A Los Angeles il regista ha detto che c’erano due immagini di ripresa reale, io non sono riuscito a capire quali”.

Come avete lavorato tenendo conto delle voci originali?

Marco Mengoni: “Per quanto riguarda la mia situazione di doppiaggio l’inglese è una lingua più fredda, l’italiano è più romantico pertanto anche melodicamente diverso da affrontare. Trasporlo in italiano rimanendo il più possibile fedele a loro è stato complesso. In alcuni momenti era strano avere quel tono inglese da riportare in italiano. Abbiamo dovuto inventarci degli escamotage per restare fedeli, non è stato difficilissimo ma intenso sì”.

Elisa: “gli stessi problemi di Marco li ho incontrati anchenio, io ho accettato di fare questo film non essendo un’attrice è una doppiatrice avendo a fianco fiamma Izzo. Sapevo che potevo fidarmi ciecamente di lei avendo già lavorato insieme. Mi serviva una vera torre di controllo, un quartier generale pensante che mi dicesse si, no, come risolvere. Beyoncé ha un tono molto basso e abbiamo voluto rispettarlo, sia per la policy Disney sia perché in Italia siamo bravi e rigorosi. Andiamo ad analizzare le note dell’esclamazione. Questo si ricollega alla musica”.

Cosa si può fare per affrontare i problemi dell’ambiente dato che avete parlato di tanto amore per la natura?

Marco Mengoni: “Ho iniziato a sostenere con il mio disco Atlantico anche i leoni, voglio salvaguardare il mondo da noi stessi nel limite del possibile perché è già tardi. Mi sono affiancato a planet or plastic per cui abbiamo fatto una challenge sui social, ho chiamato gli amici a raccolta. Sono assolutamente a favore del sostegno del mio pianeta per quanto la vita mi ci farà restare  spero di averlo in prestito il pianeta fino a 120 anni, spero che i miei figli tra 50 anni potranno vedere ancora un leone nella riserva”.

Elisa: “Io sono d’accordo con Marco che purtroppo è realistico. Anche secondo me bisogna cercare di fare quello che si può e avere questo pensiero quotidiano. Non abbiamo avuto come cittadini molto aiuto dalle istituzioni perché c’era molta nonchalance, adesso finalmente c’è più coscienza. Diventa evidente la necessità di fare azioni molto più estreme. Uso energia green il più possibile, ho una collaborazione con Kia che ci ha fornito macchine ibride e elettriche. Stiamo anche mettendo la colonnina direttamente a casa con i pannelli solari. Sto insegnando ai miei figli a non sprecare le cose, l’altro giorno in spiaggia il mio piccolo è arrivato con pacchetti di sigarette distrutti e bottiglie smangiate e mi ha detto che voleva salvare il pianeta, gli ho detto subito bravo.

Dato che hai realizzato una bellissima versione di Spirito, cos’è il tuo spirito Elisa?

Elisa: “Nel cantato anche lì ci siamo confrontati con il team Disney, ma lo abbiamo fatto in un’altro studio con Virginia Brancucci. Onestamente non ci siamo messe a fare Beyoncé, per ovvi motivi. Io sono elisa non potevo ricominciare da zero, due perché è impossibile e controproducente. Volevamo mantenere gli assi portanti di quel personaggio e quali erano gli ingredienti originali da inserire. Io amo i falsetti e li metto sempre, come una firma. Devo dire però sono legata anche al gospel che ho sempre amato. Sono cose che ho in comune con Marco e Devo dire che anche lui ha dei cardini. Mi affascina la ricerca e l’arricchimento artistico”.

Marco Mengoni: “Siamo partiti da cantanti che queste cose le insegnano, per cui è stato facile seguirli”.

Si è parlato di natura e musica, proprio tu hai in partenza un tour in luoghi di questo tipo. Ci puoi raccontare qualcosa?

Marco Mengoni: “Anche noi partiamo in tour con macchine ibride e partiamo col Fuori Atlantico in location naturalistiche, era una cosa che avevo già nell’aria prima del disco. Questa estate volevo passarla così nella bellezza, che non tutti conosciamo”.

Elisa su cosa stai lavorando per i tuoi prossimi progetti?

Elisa: “Domani vado da Carl Brave a Rock in Roma. Ma canto solo un pezzo, che palle (risate ndr). Vado anche io in tournée nei club d’Europa. Butto i bambini con me in sette date. Anche Marco fa queste cose, sono io rock in roll brutta lui più chic (risate ndr). Io faccio roba in posti da 300 persone, vengono tutti amici. Però ci si diverte”.

Il Re Leone, le foto di Marco Mengoni ed Elisa

Foto di Nausica Frau

Foto di Carlotta Colaleo

Il Re Leone, il video con Marco Mengoni ed Elisa

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