Il Nome della Rosa: John Turturro erede di Sean Connery “Non vidi il film, conoscenza strumento di lotta al potere”

Marzo 4, 2019 di Thomas Cardinali

John Turturro è Guglielmo da Baskerville ne “Il Nome della Rosa”, la serie evento in anteprima mondiale su Rai 1. Noi lo abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha raccontato sulla serie.

“Il Nome della Rosa” (qui il resoconto della conferenza stampa) è un romanzo con diversi protagonisti, ma è indubbio che il personaggio più affascinante creato da Umberto Eco è Gugliemo di Baskerville, un monaco francescano inglese che viene scelto per mediare la Disputa nell’incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.

Lo storico personaggio de “Il Nome della Rosa” ha raggiunto grande fama internazionale anche grazie all’interpretazione di Sean Connery nell’omonimo film di Jean-Jacques Annaud  del 1986. In un’epoca in cui le serie tv però la fanno da padrone era scontato che prima o poi il romanzo di Eco diventasse fonte d’ispirazione per una nuova trasposizione, che debutta questa sera su Rai 1 in anteprima mondiale.

John Turturro ne “Il Nome della Rosa”

Guglielmo da Baskerville unisce in sé sacro e profano – la sua
umanità, la lucidità con la quale guarda il mondo e la vita, le
angosce che nasconde e il suo humor ne fanno un personaggio
unico e dissacrante. È il più insolito dei frati, è il guizzo, la luce
dell’immaginazione unita all’uso sottile di una mente rapida e
affilata. Ci dà una grande lezione di ragione in un mondo nel
caos. Una lezione che c’è stata raccontata dal suo nuovo interprete John Turturro, ecco il nostro incontro con lui e alla fine anche il video.

John Turturro quali sono le sue sensazioni?

“Voglio ringraziare Giacomo Battiato, anche per essersi reso conto che io sono inglese. Ci voleva un regista italiano per scoprire la parte inglese in me. All’inizio sono stato colpito dall’idea di interpretare questo personaggio. Ho trovato il libro bellissimo ed è stato un privilegio interpretare questo personaggio e scoprire questo mondo. Racconta elementi attuali è relativi ai tempi moderni. Comunque è stata una grandissima esperienza per me lavorare con tutti quanti, ma sono rimasto colpito anche da tutto il cast e quelli italiani avevano anche la grande difficoltà di recitare in inglese e dovendo affrontare dialoghi molto complessi. Io so cosa significa recitare in un’altra lingua e sono rimasto colpito e commosso da questo progetto. È stato importante poter imparare da quello che fai mentre lo fai”.

Aveva visto il film de “Il Nome della Rosa con Sean Connery?

“Non ho mai visto il film originale non perché non ami Sean Connery, ma avendo avuto una sua bambola nei panni di James Bond pensavo che il film non sarebbe stato utile vederlo nell’altra veste (risate ndr). Nel nostro caso si è trattato proprio di un lavoro corale che ha generato un’opera corale di cui mi ritengo molto soddisfatto

Come mai ha sentito il bisogno di partecipare al lavoro sulla sceneggiatura?

“Mi attirava inserire quanto più Eco possibile nella sceneggiatura, quante più parti del libro anche se era difficile inserire tutto. Ritenevo che sarebbe stato importante mettere il suo modo, il modo di pensare e scoprire le cose. Tutti questi elementi che sono molto interessanti all’interno del libro. Ad esempio era importante mantenere tutti quegli aspetti legati al ruolo della scienza e della conoscenza”.

Il personaggio di Guglielmo è sfaccettato ed è un investigatore, è quasi un medico legale oltre che filosofo. Di questi vari caratteri quale le è piaciuto di più e a quale si sente più vicino?

“In realtà nessuno di questi in particolare, sono tutti elementi fondamentali ma per me era importante il suo processo mentale e il ritenere il sapere e la conoscenza una protezione e Giacomo ha condiviso questo con me”.

Ha mai letto il libro “Il Nome della Rosa” prima di girare la serie tv?

“L’ho letto solo dopo aver letto la sceneggiatura, ora posso affermare di averlo letto molte volte. Avevo letto “Il cimitero di Praga”.

La conoscenza è uno strumento di lotta contro il potere ne “Il Nome della Rosa”, che ne pensa?

“Guglielmo da Baskerville è un ex inquisitore diventato frate francescano; è allo stesso tempo un uomo dall’ingegno acuto, un attento osservatore della realtà dotato di un raffinato senso dell’umorismo. Guglielmo ha tante sfaccettature e sono tutte fondamentali, ma ciò che più mi interessava anche in questo caso – oltre che da attore soprattutto da essere umano – era il processo mentale che era celato dietro ogni sua scelta, l’idea che il sapere e la conoscenza fossero usati come strumenti di difesa contro il potere. Questi sono due aspetti interessanti e sempre validi che abbiamo scelto di analizzare insieme a Giacomo fin dall’inizio del nostro percorso”.

Qui il video con John Turturro che ci parla de “Il Nome della Rosa”

Il Nome della Rosa va in onda da questa sera per quattro serate su Rai 1 in anteprima mondiale.


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