Sanremo 2019, Francesco Renga: “Ultimo è il beniamino di mia figlia”

Febbraio 8, 2019 di Enzo Bellini

Francesco Renga, attualmente in gara al Festival di Sanremo 2019,  ci ha raccontato la sua canzone.

Il cantante Francesco Renga conosce molto bene il palco dell’Ariston. Dopo la vittoria con “Angelo” è pronto a guadagnarsi un altro premio. Il suo brano è un successo, e conferenza stampa.

Francesco Renga: “Sono innamorato”

Che ne pensi della canzone di Nek e del vostro ultimo tour insieme che ricordi hai?

Francesco Renga: “Filippo è un amico e non posso dare pareri. La qualità delle canzoni è alta sono felice di essere qui anche per questo motivo. Rappresenta tutto il panorama musicale italiano come mai prima d’ora. Per il tour con Max e Nek è stato davvero bello, non ho mai fatto niente del genere così all’insegna del divertimento“.

Cosa hai provato sapendo di essere il primo ad aprire?

Francesco Renga: “L’ho saputo un’oretta e mezza prima, ero felice. O le scelte erano due come a scuola: o ero l’ultimo ad essere interrogato o andavo subito sul palco perché avevo voglia di cantare. La cosa bizzarra è stata guardare tutti i miei colleghi dal tavolo di un ristorante“.

Tu non devi dimostrare niente a Sanremo, bellissima la canzone e il marchio di Bungaro. La citazione di mare dentro, quanto dobbiamo sognare su quel mare di libertà per un Renga rock?

Francesco Renga: “Io sono rock sempre, anche quando faccio lirica. È uscito un disco celebrativo per i 25 anni al quale ho partecipato con molta passione. Io però non amo le reunion e poi dopo tutto questo tempo. Preferisco ricordarmi come eravamo“.

C’è un personaggio a cui ti sei ispirato a questa canzone o all’ultimo periodo?

Francesco Renga: “Ci sono giovani talenti, cito su tutti Ultimo che è il beniamino di mia figlia. Ci sono tanti talenti giovani da cui cerco di carpire i cardini del linguaggio. Hanno un modo di scrivere proprio dei loro anni, con una freschezza diretta. Mi confronto da tempo con questi giovani autori per andare vanti, ma penso che per chi fa il mio mestiere sia importante rimanere con i piedi ben piantati per terra. Bisogna cercare di capire e tradurre poi tutto con il mio stile per rendere una canzone unica, ma anche contemporanea“.

Io vorrei indagare con te il processo creativo del brano, hai affidato questo momento cruciale della tua vita a Bungaro.

Francesco Renga: “Ti racconto perché non è così. Questo Sanremo arriva in modo improvviso e non era in programma, avevo già detto di no a Claudio perché non avevo nulla. Credo che questo palcoscenico tu lo possa governare solamente se hai qualcosa di emotivamente impegnativo per te artista, un’urgenza espressiva ed intima che ti impegna così tanto da dimenticarti che sei all’Ariston. Io ho tantissime cose nel disco che non avrei mai portato a Sanremo perché non avevano questa urgenza. Due giorni prima che uscissero i nomi Claudio è riuscito a farmi avere personalmente questa canzone di Bungaro. Io l’ho ascoltata e ho subito capito che c’erano delle cose che urlavano dentro di me e avevo bisogno di dire. Erano sedimentate dentro di me da tanto tempo, ma non avevano trovato ancora un canto su cui poggiarsi.

Francesco Renga: Ascoltando il pezzo di Bungaro in una notte travagliata ho scritto il testo, è rimasto il ritornello. Ho chiamato Toni perché lui è stato un gigante, una classe indubbia e cercavo una scrittura che mi riportasse a quel tipo di canto e linguaggio più classico e adulto tipica di Toni. Ed è per questo probabilmente che queste parole sono venute fuori su questa melodia e questa scrittura. Un’urgenza mia di fare cose di questo tipo, vicine all’inizio del mio percorso artistico. Questa canzone l’abbiamo cantata alle nove del mattino in Sony il giorno dopo e io ho deciso di voler andare a Sanremo a tutti i costi con questa canzone“.

Noi padri siamo legati con un legame indissolubile con i nostri figli, come concentri l’artista con il genitore?

Francesco Renga: “Quando lavoro non c’è nessuna distinzione. Sono un papà come tutti e faccio il meglio che posso per i miei figli con coscienza. Il mio essere artista si traduce in quello che faccio, gli artisti hanno il dono di comunicare attraverso la propria espressione artistica cose che altrimenti non ci sarebbero. Sono rimasto legato a delle cose semplici che poi sono quelle che racconto in questa canzone. Ho capito subito che non c’era un piano b. era il mio modo di stare al mondo scrivere e cantare queste emozioni. Pensare ai miei figli significar fare quello che fanno tutti i genitori, le rotture di balle di portarli in piscina ma è la cosa più bella della mia vita.

Francesco Renga: La responsabilità e il terrore del futuro guardando la vita attraverso il loro sguardo mi ha fatto diventare adulto. Tutto questo mi terrorizza, ma mi dà la forza di stare con loro. Parlare d’amore verso una donna con tutte le cose agghiaccianti che si vedono, mia figlia ha 15 anni e sentire parlare di femminicidio e amore nello stesso concetto è inconcepibile. Sono parole che non si possono neppure avvicinare. Sono fiero della mia provincialità per questo ho scelto di vivere lì, coccolato e protetto, di crescere lì i miei figli.

Quando avevo 7 anni mia mamma mi lasciava in giro nel quartiere e mamma chiamava la signora Faletti. Ora è tutto diverso, ora i ragazzi sono allucinanti perché non ho più tranquillità. Una volta si trovavano in casa di qualcuno per giocare, ora mio figlio è tutto il giorno a casa a giocare con le cuffie e non va a trovare l’amico. Questo mi spaventa molto“.

Qual è il Sanremo a cui sei più legato?

Francesco Renga: “Quella di Angelo, non tanto per la vittoria ma perché ero appena diventato padre ed è stato il salto più importante della mia vita. C’era ancora il ricordo di mia madre, tutti elementi che ci sono anche qui. C’era la mamma sul palco ed è stato un momento particolare“.

A chi dedicherai la canzone stasera? Sei innamorato in questo momento?

Francesco Renga: “Si sono innamorato e si vede benissimo dalla canzone, voglio dedicare la canzone ad Eleonora Abbagnato che mi farà un regalo“.

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