Festival di Venezia – Michael Jackson’s Thriller 3D: John Landis ricorda il Re del Pop

Settembre 4, 2017 di Roberto Leofrigio

Presentato alla stampa con grande successo il video di Michael Jackson’s, Thriller 3D, riportato di nuovo sul grande schermo assieme al suo making. John Landis ha raccontato a Venezia 74 la genesi del progetto, ricordando con tanto affetto il grande cantante scomparso.
Venezia 74 mette al centro la musica, grazie all’omaggio che John Landis ha voluto fare ad uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. La morte di Michael Jackson ha segnato la fine di un’epoca, ma la sua arte ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale internazionale. Una dimostrazione di ciò è la sua intramontabile Thriller, il cui videoclip è stato presentato al Festival di Venezia in versione restaurata e 3D. Il Re del Pop continua così a vivere tramite le sue opere e ad un cult che è riuscito finalmente a raggiungere il grande schermo. A Venezia 74, la presentazione di John Landis di questo suo ultimo lavoro.

Michael Jackson rivive a Venezia 74 grazie a Thriller 3D

Perché l’idea di riproporre ora in 3D Thriller ?

John Landis: “Thriller è una cosa di cui vado davvero orgoglioso. Michael ed io avremmo sempre voluto farlo vedere al cinema. Quando ho avuto modo di vedere i negativi e la possibilità di risistemare tutto, sono rimasto molto soddisfatto. Non nego che mi hanno finanziato, ma la possibilità di riconvertirlo in 3D e ripulirlo ha richiesto un grande lavoro, che però mi ha dato una grande soddisfazione. Proiettato in sala con l’audio Atmos nelle sale attrezzate è davvero il massimo! Il mio unico rammarico  è che Michael Jackson non sia qui a poterlo vedere. A lui sarebbe piaciuto tantissimo.”
Si parla molto della nostalgia degli anni ’80 e del fatto di riproporre cose del quel periodo. Anche Thriller rientra in questa “nostalgia”.
John Landis: “In ogni decennio le persone hanno nostalgia di quello passato. Ora ad esempio tutti hanno nostalgia degli anni ’50. Io a casa ho dei bellissimi mobili, ma non so perché i miei figli invece vogliono quelli modello anni ’50, una specie di modernariato. Sinceramente non credo che Thriller rientri affatto in questo tipo di nostalgia”.

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John Landis, il suo ritratto di Michael Jackson a Venezia 74

Per il video ci furono una lunga serie di problemi a causa dei diritti economici, ora sono stati risolti? Poi ci può raccontare come era Michael Jackson sul set.

John Landis : “Beh sono due domande opposte. Dopo tanti problemi sui diritti ora è tutto risolto, anche se non nego che per un lungo periodo c’è stata un disputa economica. Riguardo al set, all’epoca Michael Jackson aveva 24 anni ma ne dimostrava 18: abbiamo avuto un rapporto meraviglioso. Lui era molto determinato e con un’etica del lavoro precisa, mentre io ero convinto che fosse più giovane. Quando faccio il regista cerco sempre di coordinarmi con i miei attori, vado d’accordo con alcuni da subito e con altri ci sono dei problemi, ma Michael Jackson era davvero diverso. Era simile ad un bambino, ma non nel fare le cose. Era stato vittima di violenza da piccolo e voleva togliersi dalla sua famiglia: il suo modo di fare sottolineava il suo desiderio di recuperare un’infanzia che non aveva mai avuto. Ricordo che dopo Thriller, veniva spesso da noi a casa mia, a trovarci. Insieme guardavamo i cartoni  animati di Chuck Jones. Ricordo che lui era rimasto molto colpito dal lavoro che aveva fatto Rick Baker per Lupo Mannaro Americano a Londra e voleva trasformarsi in un mostro nel videoclip, ma poi ci rendemmo conto che non era facile farlo ballare. Lui però voleva trasformarsi in un mostro. Aveva già fatto 2 video di grande successo e per le riprese ci chiese anche gli zombie. Noi abbiamo detto ‘Ok, avremo gli zombie’ e alla fine poi abbiamo trovato il giusto compromesso fra la sua trasformazione iniziale e gli zombie, che ci permettevano di farlo ballare senza problemi. In realtà la sua  casa discografica non era molto interessata all’idea espressa in tutto il video, ma io gli avevo persino proposto uno spettacolo teatrale e lui ne era davvero entusiasta. Davvero una persona bellissima! Lo ricordo ancora con tanto piacere. Inoltre poi bisogna dire che dopo l’uscita del video, il disco era già un grande successo e vide raddoppiare le sue vendite.”

John Landis racconta a Venezia 74 un aneddoto su Michael Jackson

Vedremo il video di Black and White in 3D ?
John Landis: “Onestamente non lo so però ricordo a proposito che lui in quel video, rispetto a Thriller, era già una persona diversa. Era diventato molto riservato. Del resto con il suo patrimonio e quel tipo di celebrità… mi sono sempre chiesto come sia riuscito a gestirla. Anzi a tal proposito vorrei proprio raccontare un episodio dove davvero mi sono messo paura. Dovevamo andare al Magic Kingdom della Disney per fare delle foto con Topolino. Il parco Disney nel sottosuolo ha un lunghissimo percorso fatto di gallerie, dove si va con delle navette elettriche. Ad un certo dopo un lunghissimo tunnel siamo sbucati al centro del parco, nel regno della fantasia, c’era un’uomo della sicurezza, vestito come un personaggio Disney , la persona dentro il costume di Topolino e con noi c’era il fotografo, la zona era delimitata da una specie di corda, anzi una catena e quando piano la gente ha capito che c’era Michael Jackson è cominciata ad arrivare sempre di più. Ad un certo c’era una folla a perdita d’occhio, chi urlava, chi sveniva, chi cantava. Io ero sinceramente terrorizzato: la folla aveva iniziato a premere sulla catena e ad un certo punto temevo di venire schiacciato dalla folla. Poi per fortuna è arrivata una limousine e siamo saltati dentro con Topolino, spinti dalla guardia. La catena ha ceduto e una marea umana si è  lanciata contro i finestrini dell’auto. Michael Jackson salutava i fan, mentre io ero letteralmente in preda al terrore! Dopo per fortuna ci siamo allontanati incolumi. In auto ho chiesto a Michael come era possibile che lui riuscisse a vivere in questo modo, non me ne facevo una ragione.”

John Landis a Venezia 74 - Thriller 3D, l'omaggio a Michael Jackson
John Landis a Venezia 74 – Thriller 3D, l’omaggio a Michael Jackson

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E quando ha saputo della morte di Michael Jackson può dirci qualcosa sulle sue reazioni.

John Landis : “Ero a Londra a casa mia stavamo uscendo ed a un certo punto ho visto arrivare dei pulmini televisivi della CBS ed altri canali hanno iniziato a piazzarsi davanti casa nostra. Siamo partiti con la nostra auto ed ho visto uno di questi (furgoncini, ndr) seguirci. A quel punto il nostro autista ci ha informato della morte di Michael Jackson. Confesso che per me è stato un vero shock, lo stesso che è stato poi per la famiglia e i fan in tutto il mondo. Abbiamo davvero perso un talento raro e ricordare questa cosa ancora mi disturba, sono davvero rimasto sconvolto.”

Tornando al successo di Thriller questo video come ha cambiato la percezione dei videoclip all’epoca.
John Landis : “Tantissimo. Il successo del video è stato enorme! Pensate che all’epoca MTV non lo voleva, perché non voleva fare vedere video di artisti afroamericani. Avevano questa politica. Diciamo che i cambiamenti poi sono stati epocali. Vorrei aggiungere poi in ultimo, che nel video making della clip abbiamo aggiunto scene contenute fin dall’inizio nel videoclip. Tanti spezzoni della carriera di Michael Jackson, dai suo esordi di bambino con i Jackson Five alle scene divertenti, dove scherza e ride con me. Credo che Michael in quel momento fosse davvero all’apice della sua carriera e (con voce velata di tristezza, ndr) era davvero felice. Mi piace davvero ricordarlo sorridente e felice durante la realizzazione del video. Era davvero una persona splendida.”

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