Festa cinema di Roma: Richard Linklater: Dream Is Destiny, il documentario sul regista indie che ha rivoluzionato l’america, recensione

Ottobre 15, 2016 di albertodelforno

Richard Linklater: Dream Is Destiny, il documentario diretto da Louis Black e Karen Bernstein, in concorso alla festa del Cinema di Roma, è stato presentato ieri alla presenza del regista Luois Black. Direttamente dal Sundance Film Festival una cronistoria cinematografica accurata e inedita sul regista indie che ha rivoluzionato il cinema ameriano.
Se vi snociolassi tre, quattro titoli come Slacker, Prima dell’alba, Prima del Tramonto, School of Rock e Boyhood, non potrete far altro che pensare a Richard Linklater, uno dei registi più intraprendenti e innovatori nel panorama della nuova cinematografia americana. L’unico regista che è riuscito a “decentrare” il cinema spostandolo da Los Angeles e New York per portarlo nella sua dimensione domestica, quella di Austin e il suo Texas. E’ proprio così che inizia la storia, ed il documentario di Louis Black, cofondatore dell’ Austin Chronicle, anche lui giornalista alternative, ne delinea in maniera innovativa ed inedita un profilo umano ed atistico attraverso una cronoligo filmograica mista a tstimonianze dei suoi amici attori e spezzoni dei suoi film.
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Uno sguardo non convenzionale sull’opera del regista americano di origini texane noto per il suo stile indipendente, che si è andato via via affermando tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta come alternativa alle produzioni hollywoodiane e newyorkesi. Il documentario mescola rari filmati di repertorio, interviste all’autore dentro e fuori dai set dei suoi film, e altro materiale d’archivio con clip tratte da La vita è un sogno, Boyhood e da gli altri suoi film. A questo si uniscono le interviste ad attori e collaboratori, da Matthew McConaughey a Patricia Arquette, da Ethan Hawke a Jack Black, passando per Julie Delpy, e Kevin Smith.
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Un lavoro importante, che evidenzia l’opera e il lavoro di un artista ed un uomo che con pochi soldi e tanto duro lavoro è riuscito a sovvvertire la cinematografia americana degli ultimi trent’anno, sdoganando il concetto di cinema indipendete, indie e portando alla ribalta tematiche attori e modi di produrre che avrebbero portato ad una vera e propria rivoluzione culturale.
Louis Black, cronista e amico di lunga data del regista colpisce nel segno. Un documentario assolutamente da vedere, da tutti, non solo tutti coloro che amano la cinematografia, non  coloro che studiano il cinema e i cineasti, una “opera omnia” che, in attesa di nuovi tasselli cinematografici, profila in maniera convincente ed esaustiva la figura di uno dei registi più innovativi della new wave americana.
Se si sono potuti verificare exploit “indipendenti” come Le iene di Quentin Tarantino, Clercks di Kevin Smith e Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris lo dobbiamo in parte anche a lui Richard Linklater.
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Speriamo che quancuno lo acquisti al mercato del festival. Meriterebbe, eccome, un’ottima distribuzione. Bim, Lucky Red, Good Films, ci siete? Fateci un regalino… Intanto vi lasciamo con il trailer del film, direttamente dal Sundance Film Festival 2016:

 
 

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