Dumbo, Tim Burton si racconta “Film di emozioni pure, Disney è la mia famiglia” | VIDEO

Marzo 27, 2019 di Thomas Cardinali

Tim Burton ci ha raccontato delle sue emozioni nel dirigere Dumbo, ma ha anche affrontato tematiche importanti come il suo rapporto cambiato nel corso del tempo con la Disney.

Dumbo” è uno dei primi classici della Disney, un film unico di cui soltanto un regista attento agli emarginati e ai diversi come Tim Burton avrebbe potuto dirigere il live action. Il visionario regista nel corso della sua carriera ci ha offerto quasi sempre prove di straordinario livello e Dumbo non è da meno. Un film poetico e perfetto dal punto di vista magico, che propone la storia dell’elefantino più famoso del mondo con dei risvolti narrativi completamente inediti.

Tim Burton è rimasto fedele allo spirito del classico Disney, ma ha reso Dumbo un film molto burtoniano specie con la sequenza degli elefanti rosa e sulla scena in cui viene svelata l’origine del nome. Il regista non ha problemi neppure a rispondere a domande più scomode, ovvero quelle sul suo rapporto con lo studio d’animazione più importante del mondo a cui aveva lanciato frecciatine pesanti nella sua autobiografia. Tim Burton però è un regista davvero unico, davvero magico che alla fine non può non lavorare con un’azienda che produce sogni. La speranza è che questo matrimonio possa continuare sempre con questi ottimi buoni auspici.

Fin dall’inizio mi hanno colpito gli occhi di Dumbo, nei suoi film i personaggi recitano spesso attraverso gli occhi qui era ancora più importante farlo?

Tim Burton: “Poiché si parla di un personaggio che non parla abbiamo lavorato molto per trovare il modo giusto di fare la comunicazione. Questo è un film che parla di emozioni pure e semplici, in un mondo caotico volevo che queste passassero dagli occhi, anche perché il personaggio non parla. E c’è voluto davvero tanto tempo per arrivare ad un risultato che fornisse la risposta emotiva che serve”.

Dumbo racconta molto l’immagine dello show business con le logiche commerciali che distruggono tutto, lei ha metto molto nella sceneggiatura quello che accade ai filmaker indipendenti?

Tim Burton: “La descrizione è molto calzante, ma abbiamo il lieto fine. Tutto quanto conduce fino all’ultimo attimo del film”.

Mi sono incuriosita sulla scia del finale, c’è una sorta di appello al circo senza animali. Ce ne vuole parlare?

Tim Burton: “Pur avendo fatto un film sul circo non ho mai amato il circo, avevo terrore dei clown e non volevo vedere gli animali esibirsi. È chiaro che un animale selvatico non dovrebbe essere costretto a fare cose, lo zoo è qualcosa di positivo dato che insegna ai bambini e si occupa anche di animali in via di estinzione. Faccio l’eccezione dei cavalli e dei cani che si divertono, anzi forse non così tanto… io alla fine lavoro sempre con gli animali e mi piace moltissimo”.

Sicuramente il circo è uno dei temi principali e mi ha ricordato il film Il Più Grande Spettacolo Del Mondo di Cecil B. De Mille, si è ispirato a quest’opera per Dumbo?

Tim Burton: “Non mi ci sono ispirato molto, a me piace Il Circo Degli Orrori di Sidney Hayers, quella è stata un’ispirazione, lo hai visto? 

Lei ha sempre uno stile molto particolare con scelte controverse. In questo live action non ci sono tanti animali a parlare, come mai ha scelto la componente umana?

Tim Burton: “Il fatto che c’è una storia di esseri umani che rispecchia quella di Dumbo, fatta di perdita e persone fuori dal proprio mondo. È un buon modo per esplorare modelli di famiglia diversi quella tradizionale.  Non c’è nulla di intellettuale tra un genitore è il proprio figlio, è la vita e basta”.

Come mai ha deciso di accorciare la scena de il Bimbo mio rispetto al film di animazione?

Tim Burton: “Diciamo che non c’è stato un ragionamento, Ma una riflessione consapevole perché il film originale è di appena 60’. Era importante che quel brano così bello comunque ci fosse”.

Guardando i personaggi che lei ha scelto per Dumbo mi è parso chiaro che avesse ben chiari gli attori é corretto?

Tim Burton: “Perché si parlava di famiglia come fare un film per me era importante lavorare con figure che conoscevo bene e avevo frequentaotnin passato, Michael che non vedevo da 20 anni e Danny. L’arte va ad imitare la vita.  Con Danny dicevo di aver fatto tre film con un’ambientazione circense e a nessuno dei due piace il circo”

Lei aveva scritto nella sua biografia di non essersi mai trovato davvero con la Disney, anzi che il primo anno era stato il peggior periodo di depressione. Com’è cambiato questo rapporto negli anni? In Dumbo ha ottenuto finalmente la libertà creativa completa?

Tim Burton: “Dove sono finito? In una seduta di analisi?? Ho superato quel momento come si superano nella vita le difficoltà. Credo che nessuno abbia tutta la libertà che vuole alla fine, è la vita. La Disney è una famiglia, la mia famiglia, in tal senso ci sono cose buone e cose meno buone, niente di controverso, il mio rapporto con la Disney è come è la vita e va bene così. Sfido chiunque qui nella sala a dire che amate sempre la vostra famiglia, siete sicuri di poter affermare di amarla per tutto il tempo??”

 Come ha inserito la sua poetica in un classico Disney? Come mai doveva essere proprio Dumbo?

Tim Burton: “Assolutamente si perché Dumbo per me era quello che più permetteva di fare qualcosa di valido, con delle tematiche a me vicine. Non si poteva fare un remake ma dovevamo trasformare delle tematiche molto belle. Quindi la scelta era tra Dumbo e un gatto ultraterrestre”

In Dumbo quanto è stata utilizzata la CGI? Sono passati tanti Batman dopo il suo, chi ha raccolto meglio l’eredità tra Nolan e zack Snyder?

Tim Burton: “Sono tutti fantastici, sono stato fortunato a fare Batman che era una cosa completamente nuova per l’epoca ed è stato un privilegio. È chiaro che poi è stato trasformato in qualcosa di diverso con dimensioni maggiori. L’uso della CGI era strano, si è trattato di costruire il set con gli attori ma abbiamo costruito davvero il set perché comunque mancava il personaggio principale. Quello che vedete di dreamland è tutto costruito, un set enorme”.

Nel corso del tempo il suo cinema è diventato sempre più digitale, questo è un segno dei tempi o davvero si sente a suo agio? Lei a Roma va sempre a trovare gli amici argento e Crozzi a profondo rosso?

Tim Burton: “Se posso mi piace sempre andare, sono ancora aperti? Tornando alla domanda sul digitale le cose cambiano, abbiamo a disposizione Nuovo strumenti. Mi mancano le cose più tradizionali, adoro il film d’animazione classico con le tecniche di una volta. È bello esplorare però continua ad esserci in me il desiderio della natura tattile e cerco di mantenerla”.

Dario argento riceverà un David speciale proprio nella sua serata le fa piacere? Ci può parlare della vostra amicizia?

Tim Burton: “Beh abbiamo parlato di grandi figure del cinema italiano quindi ci sono Argento, Mario Bava, Fellini e Ercole per completare il quadroZ Dario è uno straordinario regista e ha un negozio pazzesco”

La sequenza degli elefanti rosa ha tormentato la nostra infanzia, se ne è parlato molto ed era un elemento delicato. Come la sequenza psichedelica della Disney lei l’ha trasformata in magia?

Tim Burton: “È giustissima questa considerazione, lo era allora e lo è ancora oggi ed era fondamentale rimanesse in questo film. Un’immagine meno da fomento, ma l’ispirazione l’ho tratta dagli artisti delle bolle e mi sembrava il modo migliore per entrare nella mente di Dumbo mantenendo lo spirito della scena originale”.

È soddisfatto del risultato del film? Ha pensato di fare un live action di nightmare Before Christmas?

Tim Burton: “Dovremmo trovare uno così secco per farla. Quando finisci un film così non puoi saperlo, me lo dovrebbe chiedere tra tre anni”

Che Disney era quella di Red e Toby rispetto a l quella di adesso? Una canzone che non c’è è quella dei corvi, come mai?

Tim Burton: “Francamente quelle scene e quei momenti erano presenti in un film che apparteneva alla sua epoca, per non dimenticare che c’era anche una valenza razzista. Non possiamo inserire oggi Dumbo ubriaco. Si voleva anche però puntare sulla semplicità del tema, su questo personaggio diverso che riesce ad utilizzare la sua debolezza trasformandola in qualcosa di bello. Tutte le compagnie cambiano, non riguarda solo la Disney. Assistiamo continuamente a fusioni, io non esisterei se non fosse stato per la Disney dell’epoca in cui ho fatto cose lontane nel tempo. Non avrei potuto farlo

Che sensazioni ti da il David alla carriera?

Tim Burton: “È spettacolare prendere il premio dei David di Donatello. È speciale per me prendere un premio perché non ne ricevo moltissimi, qui in Italia e a Roma mi sento a casa”.

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