Coez: ‘E’ sempre bello’ tornare a Roma. Recensione e scaletta concerto

Maggio 29, 2019 di Barbara Di Marco

Coez, all’anagrafe Silvano Albanese, torna a Roma. Lo fa a pochi mesi dall’uscita del suo nuovo album ‘E’ sempre bello’, sbarcando nella Capitale per la prima (sold out) serata di tre. Queste anticipano il tour che partirà il 29 settembre e che lo vedrà iniziare dall’Arena di Verona per arrivare ai palazzetti più importanti d’Italia.

Display video da 200 metri tagliato a metà da una pedana semicircolare che ospita i musicisti: sono questi due dei tre livelli del palco di Coez, con l’artista che può anche immergersi nel suo pubblico camminando sui catwalk che completano la scena. Lo schermo è il palco e viceversa: dalla prima all’ultima canzone in scaletta i brani sono sviluppati attraverso l’utilizzo dei LED. I claim più iconici delle canzoni, così come delle istantanee leggere e gli slogan dei brani, sono proiettati sugli schermi dietro il cantante, a dare ancora più forza e incisività allo spettacolo.

Si inizia con Mal di gola e con Coez che compare piano piano da una botola al centro del palco. Il cantante si ritrova circondato da una folla che lo acclama, quasi travolgendolo. Una folla che segue ogni suo passo e che lo accompagna in ogni sua canzone. E’ forse il pubblico, soprattutto nella fase iniziale, il vero spettacolo.

Quando, poi, si entra nel vivo dello show, il colpo d’occhio regalato dal Palalottomatica la fa da padrone: Gratis, Faccio un casino e Catene sono un crescendo. Un crescendo di emozioni e coinvolgimento, reso vivo anche dai font giga proiettati sullo schermo fluo dietro l’artista, con la frase ‘Mi serve un elastico per tenerci insieme’ che rimane ben impressa nella mente di tutti.

Il pubblico, così come lo stesso Coez, rimangono caldi e, quando a partire sono le hit del cantautore, si raggiunge un entusiasmo difficile da raccontare. Domenica, Niente che non va, La musica non c’è, Le luci della città, E’ sempre bello: sono queste le canzoni che fanno scatenare di più gli spettatori.

Coez, presentatore di se stesso, introduce, ad una ad una, le sue canzoni preferite (lo sono quasi tutte, a sua detta). Ad impressionare c’è, andando in ordine di uscita sul palco, Siamo morti insieme, interpretata in una versione estremamente rock. Luci spente e torce dei cellulari/accendini accesi per E yo mamma, accompagnata esclusivamente dalla voce del cantante e dalle tastiere.

Coinvolgente anche Ciao, ma è Ali sporche, arrangiata in chiave live con un assolo di chitarra elettrica sul finale, che ipnotizza. Degna di nota, eseguita durante il set acustico post riproduzione di Open Arms, è Mamma Roma.

Sul palco insieme a Coez, la sua band storica: il bassista e direttore musicale Daniele ‘Orange’ Dezi è Orang3 di Frenetik e Orang3, Alle sequenze c’è Giuseppe ‘Banana‘ Di Nola, il suo dj storico, Alla batteria c’è Giuseppe ‘Passerotto’ D’Ortona, alla chitarra Alessandro ‘Gaspare’ Lorenzoni, il più acclamato dal pubblico. New entry alle tastiere e alla seconda chitarra c’è Valerio Smordoni.

Dopo poco più di due ore di musica live il concerto si conclude. Tra le perplessità rimane quella di un’acustica che non sempre facilita la comprensione dei testi dei brani a chi non li conosce e che, nel caso di Coez, sono sicuramente ciò a cui si dovrebbe dare maggiore attenzione. Di contro, di favorevole, c’è proprio la capacità descrittiva di un autore che, con estrema semplicità, riesce ad arrivare a chiunque.

Scaletta

Mal di gola
Gratis
Faccio un casino
Catene
Vai con Dio
Forever alone
Siamo morti insieme
Domenica
Niente che non va
E yo mamma
Ninna nanna
Fuori di me
Ciao
La tua canzone
Lontana da me
Jet
Ali sporche

Video ‘Open Arms’

Mamma Roma
Vorrei portarti via
Le parole più grandi
Le luci della città
Occhiali scuri
E invece no
Aeroplani
La musica non c’è
È sempre bello
Ciao (bis)
La strada è mia

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